Tre gol alla Fiorentina e due al malcapitato Lecce, nello spazio di una ventina di minuti prima di tornare umano e dilapidare occasioni ghiotte per fare altro bottino. Donyell Malen ha cominciato il campionato come aveva finito quello precedente e sta scrivendo pagine di storia: 5 gol nelle prime due giornate, con la maglia giallorossa solo Manfredini nell’anno di grazia 1960 era stato capace di fare meglio (6). A colpire, però, è il parallelo con Gabriel Omar Batistuta all’epoca della Fiorentina, stagione 1997/1998: 5 centri come lui. Batistuta che poi si sarebbe trasferito nella Capitale per diventare uno dei protagonisti dello scudetto.
La Roma vola e si è presa in 180 minuti il ruolo di anti-Inter nella corsa scudetto. Vola e sogna, non solo perché dotata di un centravanti che le ha cambiato il destino la scorsa primavera e che ora minaccia di cambiarne anche la storia. I suoi numeri sono da record: 19 gol in 20 partite di campionato e 20 in 22 complessivi. Arrivato in coda allo scorso mercato di gennaio, l’olandese ha trascinato la rimonta fino alla qualificazione in Champions League che mancava da sette stagioni e adesso è diventato il terminale perfetto della banda del Gasp.
Funziona tutto, davanti e dietro. Svilar ha dovuto lavorare pochissimo nelle prime due partite, protetto da una difesa aggressiva e molto fisica. La condizione atletica è al top, semmai la domanda è cosa accadrà nei fisiologici momenti di flessione, il pressing per riconquistare palla una volta persa è feroce e portato avanti da tutti, Malen compreso. Alle spalle dell’attaccante dei record, la fantasia di Dybala, Soulé e Mora, dietro di lui la qualità di Santiago Castro. In mezzo al campo muscoli, tecnica e organizzazione perfetta.
Il mercato estivo ha aggiunto e allungato le rotazioni e il Gasp sorride, pur cercando di tenere tutto l’ambiente con i piedi per terra. La verità, però, è che una Roma così ha diritto e dovere di sognare in grande e di iscriversi alla corsa scudetto con l’Inter e, forse, il Napoli di Allegri. Avrà bisogno di una mano da parte dei nerazzurri, che devono perdere punti e certezze altrimenti rischiano di fare da soli, ma l’entusiasmo è fondato su basi solide.
Malen è insieme torta e ciliegina, colpo di mercato straordinario lasciato in eredità dalla passata gestione tecnica e riscattato senza pensarci due volte al compimento del primo prestito. Il suo impatto ricorda quello di Batistuta, a Firenze e Roma: giocatori in grado di cambiare il destino delle proprie squadre. Alla quarta giornata l’esame di maturità con l’Inter, attesa all’Olimpico. Ad aprile a San Siro, con Malen in campo ma a bocca asciutta, finì non bene per i giallorossi: 5-2 e definitiva fuga scudetto per l’Inter. Ora Gasp, che non ha una buona tradizione con i nerazzurri, anzi, pensa che il finale possa essere diverso.
