Andrea Pirlo non sarà commissario tecnico dell’Italia. Alla fine ha ufficializzato lui quello che nel fine settimana era progressivamente diventato chiaro e cioè che il presidente della Figc, Giovanni Malagò, non avrebbe fatto argine al montare delle polemiche per il contratto da global ambassador del tecnico con il portale russo di scommesse Fonbet. Ci ha pensato Pirlo aggiornando il messaggio Instagram con cui aveva provato a spiegare la sua versione dei fatti, senza però convincere nessuno.
“Ho appreso ieri sera di non essere più il candidato alla panchina della Nazionale italiana”: poche parole, chiare. La comunicazione lo ha raggiunto nel ritiro estivo dove sta lavorando con lo United Fc, club di Dubai che ha portato nella scorsa stagione alla massima divisione e dal quale era pronto a divorziare per accettare l’offerta di Maldini e Leonardo. Non sarà ct dell’Italia – ora si apre la partita del futuro degli uomini che lo avevano scelto e indicato -, ma Pirlo ha comunque voluto esprimere la sua posizione sulle polemiche che lo hanno travolto. Eccola:
“Negli ultimi giorni ho assistito con grande amarezza al dibattito che si è sviluppato intorno al mio nome e alla possibilità di ricoprire il ruolo di Commissario Tecnico della Nazionale italiana. Per rispetto nei confronti delle istituzioni, della Federazione e di tutte le persone coinvolte, ho scelto finora di mantenere il silenzio. Ritengo però doveroso chiarire alcuni aspetti. Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono”.
“Desidero ringraziare Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia che mi hanno dimostrato. Conosco la loro competenza, la loro serietà e l’amore che hanno sempre dedicato al calcio italiano. Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico che ha finito per attribuire alla mia persona significati e intenzioni che non mi appartengono. L’amore per l’Italia non dipende da un incarico. Fa parte della mia storia, della mia identità e continuerà ad accompagnarmi, sempre”.
