Dopo Sinner e Bulega, è il momento di Kimi Antonelli. Tennis, Superbike e Formula Uno: è l’immagine di un’Italia vincente nello sport. Doveroso menzionare, tuttavia, un grande e sfortunato Charles Leclerc, che ha fatto tutto quanto era in suo potere per agguantare l’ennesimo straordinario podio ma ha dovuto mollare – anche a causa di un errore – all’ultimo giro, riuscendo comunque a portare la sua monoposto in sesta piazza.
Trionfa dunque Antonelli, per la terza volta consecutiva, consolidando la leadership nel Campionato del mondo. A seguire, Lando Norris e Oscar Piastri su McLaren. Fuori dal podio un Russell incolore, un Verstappen luci e ombre, il già citato Leclerc e un Lewis Hamilton né carne né pesce.
La partenza e la prima fase
Al via, un super Leclerc, partito terzo, supera il duo Antonelli-Verstappen. Quest’ultimo, nel tentativo di passare il rivale, va lungo e poi fa un testacoda che gli costa diverse posizioni. Dopo alcuni sorpassi e controsorpassi, il monegasco della Ferrari mantiene la leadership della gara, seguito dal giovane talento della Mercedes e dal campione del mondo in carica Lando Norris. Al sesto giro, Isack Hadjar (Red Bull) e Pierre Gasly (Apine) vanno a muro e provocano l’intervento della Safety Car. Nel frattempo, Verstappen ne approfitta per una mossa a sorpresa: monta la gomma bianca, probabilmente sperando in una pioggia negli ultimi giri per beffare gli altri (la pioggia non arriverà mai).
Dopo la Safety Car
Alla ripartenza, la McLaren è velocissima: Piastri passa davanti a Russell e guadagna la quarta piazza, mentre Norris e Antonelli superano Leclerc e si sfidano a duello per la prima posizione. Verstappen recupera rapidamente e si candida nuovamente per il primo gradino del podio insieme proprio a Norris e Antonelli. Quest’ultimo, con rara maturità, supera il campione del mondo in carica in uscita dai box, e infine anche l’olandese.
Leclerc, scivolato momentaneamente anche dietro Russell, riesce infine con grande caparbietà a passare l’inglese e anche Verstappen. Quest’ultimo, che ha tenuto egregiamente la gomma dura per ben 40 giri, comincia a faticare, e cede il passo anche a Oscar Piastri. La McLaren si dimostra la vettura migliore a Miami, ma oggi è il pilota a fare la differenza. Antonelli, leggermente in difficoltà negli ultimi dieci giri, riesce infatti a tenere Norris a debita distanza, senza mai rischiare. Leclerc, intanto, si deve guardare da un Piastri molto più veloce: il monegasco tenta di resistere eroicamente, ma (complice anche un errore, come da lui stesso dichiarato), cede posizioni e chiude sesto, davanti al compagno di scuderia.
La situazione in ottica Mondiale
Ora Antonelli conduce il Mondiale con 20 punti di vantaggio sul compagno di squadra Russell e 37 su Leclerc. Resta da capire se la Mercedes manterrà la superiorità manifestata nelle prime tre gare oppure soccomberà a una McLaren che sembra aver ritrovato buona parte del ritmo che le ha consentito di vincere, lo scorso anno, il titolo piloti e costruttori. Di sicuro, ha un pilota che, a 19 anni, dimostra una maturità fuori dal normale. Un’eccellenza italiana e non solo che vuole continuare a sorprendere, gara dopo gara, vittoria dopo vittoria. La Ferrari, invece, presentatasi come seconda potenza, deve guardarsi dal prepotente ritorno della scuderia campione in carica. La prossima gara, in Canada, sarà un banco di prova decisivo per delineare le probabili gerarchie consolidate del 2026.
