Cambiare tutto o aggiustare e ripartire con quello che c’è? Le due strade (opposte) scelte da Milan e Juventus per fronteggiare il fallimento di una stagione chiusa senza qualificazione alla Champions League segnano una distanza enorme tra le scelte di Cardinale e quelle di Elkann. L’azzeramento della struttura societaria rossonera e il tentativo di tenere insieme le diverse anime di quella bianconera: chi avrà imboccato il sentiero giusto per risalire la corrente?
Un nodo da sciogliere attraverso cui passano la maggior parte delle speranze di entrambe le tifoserie di lasciarsi alle spalle i fantasmi di un’annata da cancellare. Raramente si sono viste ricette così differenti per provare a dare soluzione allo stesso problema. Chi ha ragione? Panorama.it ha provato a chiederlo a Beppe Bergomi, bandiera nerazzurra e della nazionale, talent di Sky Sport, incontrato a margine degli Sky Inclusion Days, evento organizzato da Sky e dedicato alla valorizzazione delle diversità con confronti, storie e performance che raccontano il presente.
Intervista a Beppe Bergomi: Milan e Juventus, la ricetta per ripartire
Il grande sport agonistico, ma non solo. Sky Inclusion Days, giunto alla quarta edizione, è stato anche un momento di confronto che ha coinvolto centinaia di ragazzi in rappresentanza delle migliaia che hanno partecipato nei mesi precedenti alle iniziative puntate ad accedere un faro sulla valorizzazione delle differenze.
Alla giornata finale, tra i tanti protagonisti dei mondi di sport, cultura e spettacolo, ha preso parte anche il ministro dello Sport, Andrea Abodi: “Lo sport è una fabbrica di opportunità, è un fattore educativo, esattamente come recita la Costituzione. Sta a noi proteggere questo patrimonio e fare in modo che abbia la meglio rispetto a pagine meno nobili. Dobbiamo cercare di trasformare ciò che appare straordinario in ordinario, normale e umano; lo sport può essere un buon traduttore per questo – ha voluto sottolineare Abodi -. Se si rimane soltanto alla prestazione, si perde di vista ciò che è socialmente più rilevante, ovvero il contrasto alla sedentarietà, la mancanza di socialità e la necessità di affermare i principi del rispetto. Il risultato più importante credo sia quello della consacrazione della vita e lo sport da questo punto di vista svolge una funzione straordinaria. Lo sport consente di spegnere il telefono e di mettere in moto una tecnologia straordinaria che è il corpo umano”.

Così Andrea Duilio, amministratore delegato di Sky Italia: “Per un’azienda come Sky che vive di creatività, contenuti e punti di vista diversi, l’inclusione e la diversità hanno un valore particolare. Non a caso ce ne siamo sempre occupati e non abbiamo mai smesso di farlo. Per questo è una grande soddisfazione vedere gli Sky Inclusion Days crescere anno dopo anno. La forza di questo evento sta nella sua capacità di parlare di questi temi non attraverso principi astratti, ma partendo dalle storie delle persone. Così l’inclusione diventa qualcosa di concreto, capace di creare valore per le persone e per le comunità”.
