Il grande cigno nero che rischia di affossare il calcio italiano ben oltre la sua crisi. Un danno reputazione difficile da reggere in un momento già complesso e che avrebbe ripercussioni per molti anni, così come per un paio di decenni si sono sentiti gli effetti di Calciopoli e dell’uscita di scena della Juventus. Ecco cosa anima i vertici della Lega Calcio Serie A nelle ore in cui esplode il caso arbitrale, con la notizia della notifica di un avviso di garanzia al (sospeso) designatore Gianluca Rocchi.
Ipotesi di reato, frode sportiva in concorso e due dei tre capi di imputazione che rimandano all’eventuale muoversi di Rocchi per garantire all’Inter arbitri graditi nel finale della scorsa stagione. Un mix micidiale a vent’anni da Calciopoli, nome che dal momento della pubblicazione dell’indiscrezione, poi confermata, torna a girare nei titoli di web, giornali e commenti.
Ecco perché, trascorsa una notte, Ezio Maria Simonelli che della Lega Calcio Serie A è presidente decide di scendere in campo. Una lunga nota per cercare di mettere nero su bianco alcuni principi: la presunzione di innocenza e la necessità di attendere che il quadro, abbastanza nebuloso, sia chiaro; l’affermazione che chi dovesse aver sbagliato deve pagare; soprattutto, la rivendicazione che nessuno si deve permettere di mettere in discussione la regolarità dei campionati. Almeno non fino a prova contraria.
Ecco il testo integrale della nota della Lega Calcio Serie A firmata dal presidente Ezio Maria Simonelli: “A valle di quanto letto su tutti i media vorrei ricordare che, come in qualsiasi altra situazione, si tratta di accuse degli inquirenti e che è dovere di tutti ritenerle come tali in una normale dialettica democratica. Giudizi affrettati o conclusioni di qualsiasi genere sono fuori posto, nell’attesa doverosa che le indagini compiano il loro percorso per stabilire la verità. Nessuno di noi conosce alcun dettaglio della vicenda ed essere garantisti è un nostro preciso dovere sino all’ultimo grado di giudizio. C’è il rischio, altrimenti, di enormi danni reputazionali al sistema Serie A, e a tutto l’intero movimento calcistico italiano, con una narrazione distorta e una vera e propria gogna mediatica. Peraltro, nel merito, è noto che sia la Procura Federale che la Procura del CONI si siano mosse tempestivamente e si siano già espresse su alcuni punti dell’indagine. La giustizia ordinaria farà il suo corso, ma non possiamo ignorare il lavoro già svolto all’epoca dagli organi sportivi competenti, che si sono peraltro già attivati alla luce di nuovi fatti di possibile rilievo disciplinare. Abbiamo il dovere di garantire che il sistema calcio assicuri trasparenza e parità di trattamento, richiamando chiunque a evitare strumentalizzazioni che generano solo disinformazione. Confidando nel lavoro degli organi competenti, non può essere un avviso di garanzia a porre in discussione l’onestà intellettuale e il lavoro di un intero sistema. Se poi dovesse risultare che qualcuno ha sbagliato, sarà giusto che paghi. Ma giammai è consentito mettere in dubbio la credibilità del sistema e la regolarità del campionato”
