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Concorso in frode sportiva: indagato il designatore Rocchi “Sceglieva arbitri graditi all’Inter”

Concorso in frode sportiva: indagato il designatore Rocchi “Sceglieva arbitri graditi all’Inter”

Nel mirino della Procura di Milano presunte pressioni su Var e Avar avvenute durante le ultime due stagioni. Il designatore si dichiara estraneo e si autosospende. Tutto nasce dalla denuncia dell’ex assistente Domenico Rocca: la giustizia sportiva ha archiviato il caso, ma ora c’è la rilevanza penale e potrebbe riaprirlo

Il designatore degli arbitri di Serie A e Serie B, Gianluca Rocchi, ha ricevuto un avviso di garanzia per “concorso in frode sportiva”. Secondo quanto appreso dall’agenzia Agi, l’inchiesta condotta dal pubblico ministero milanese Maurizio Ascione si riferirebbe al campionato 2024-2025 e, in particolare, ad alcuni episodi avvenuti nella sala Var di Lissone durante le gare. Il designatore avrebbe esercitato pressioni su Var e Avar. Sono diverse le partite che sarebbero sotto la lente d’ingrandimento della Procura e l’inchiesta sta per essere chiusa .Il designatore della Can A e B ha fatto sapere di essere estraneo e che si difenderà per smontare ogni atto accusatorio nuovamente in rilievo. Il tutto era partito nel maggio 2025 tramite lettera-denuncia (inviata all’Aia) di Domenico Rocca, 42 anni di Vibo Valentia, ex assistente che in Napoli-Fiorentina del 17 maggio 2024 ha vissuto la sua ultima gara in Serie A e il 9 maggio 2025 (Spezia-Cremonese) la sua ultima partita in B. A livello sportivo la denuncia era stata archiviata. Ora in ballo c’è la rilevanza penale. ma in caso di nuovi elementi anche l’inchiesta sportiva potrebbe essere riaperta.

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Udinese-Parma

Il primo marzo 2025, durante Udinese-Parma, i tre addetti presenti a Lissone si confrontano su un possibile fallo di mano in area di rigore. “Non mi sembra fuori dalla sagoma, guarda la posizione del braccio, mi sembra sul corpo”, dice il Var Daniele Paterna che pare orientato a escludere l’assegnazione del penalty. A un certo punto, però, si gira di scatto, guarda indietro e dal labiale si vede chiaramente che afferma: “È rigore”. L’ipotesi è che il designatore Gianluca Rocchi si sarebbe alzato “rapidamente dalla postazione, per “bussare” più volte sul vetro della stanza di Paterna e Sozza per richiamare la loro attenzione e che a loro volta chiameranno l’arbitro per un on field review”. Daniele Paterna è stato convocato dal pm nei mesi scorsi come testimone. La sua deposizione è stata interrotta quando, anche alla luce del video, il magistrato ha ritenuto che non stesse raccontando la verità e gli è stato comunicato che la sua posizione si era trasformata in quella di indagato per falsa testimonianza. La porta del Var deve essere chiusa, ma ha una vetrata dalla quale si può comunicare con chi è al Var.

Le accuse del pm

Rocchi verrà ascoltato in Procura giovedì prossimo, 30 aprile. Secondo i pm avrebbe scelto arbitri graditi all’Inter: i capi di imputazione per l’accusa formulata dal pm Maurizio Ascione. sono tre l’aver “combinato” la designazione dell’arbitro Colombo per Bologna-Inter del 20 aprile 2024; l’aver inserito il direttore di gara Doveri nella semifinale di Coppa Italia per far sì che non potesse essere designato per la finale; la presunta interferenza in Udinese-Parma quando Paterna (al Var) si consulta con qualcuno attraverso le vetrate trasparenti della sala var di Lissone invitando poi l’arbitro Maresca a video. Nell’impianto accusatorio non ci sarebbe quindi il fallo di Bastoni a Duda in Inter-Verona quando non venne chiamata dal Var Nasca una “on field review” per il direttore di gara Fabbri.

Rocchi si autosospende

“Questa mattina – racconta Rocchi all’Ansa – ho ricevuto un avviso di garanzia. Sono sicuro di aver agito sempre correttamente ed ho piena fiducia nella magistratura. In merito alla vicenda odierna, in accordo con l’Aia e per il bene del gruppo CAN che deve poter operare nella massima serenità, ho deciso di autosospendermi, con decorrenza immediata, dal ruolo di responsabile CAN. Questa scelta, sofferta, difficile ma condivisa con la mia famiglia – prosegue il designatore arbitrale -, vuole permettere un corretto decorso della fase giudiziale, da cui sono certo uscirò indenne e più forte di prima. Il grande amore per la mia associazione ed il senso di responsabilità per il ruolo ricoperto mi portano prima di tutto a tutelare un gruppo così importante di atleti che non voglio possa essere condizionato in alcun modo dalle mie vicende, in attesa di novità, che mi auguro quanto prima possano arrivare per chiarire la mia posizione”.

Anche Gervasoni indagato

Anche Il supervisore Var Andrea Gervasoni è indagato in “concorso con altre persone” per frode sportiva nell’inchiesta della Procura di Milano. Nell’avviso di garanzia si legge che “durante lo svolgimento della partita Salernitana-Modena con la concessione del calcio di rigore a favore della squadra emiliana da parte del direttore di gara Antonio Giuia incalzava e sollecitava l’addetto Var Luigi Nasca affinché questi richiamasse Giuia all’on field review ai fini della decisione iniziale sull’episodio di gioco”. I fatti risalgono all’8 marzo 2025. Gervasoni ha deciso di autosospendersi.

L’intervento di Abodi

Sulla vicenda ha espresso la sua opinione il ministro per lo Sport Andrea Abodi: “C’è solo un modo per tutelare il sistema sportivo in tutte le sue articolazioni e rispettare i tifosi, gli appassionati e gli innamorati dello sport, a partire dal calcio: trasparenza, tempestività e parità di trattamento quando si affrontano ipotesi di inosservanza delle norme sportive, tanto più quando hanno possibili risvolti penali. E farlo sempre e con chiunque!. Leggo, come tutti voi, i risvolti che stanno emergendo sull’indagine della Procura di Milano, partita dalla denuncia di un ex tesserato dell’Associazione Italiana Arbitri. Lasciando all’autorità giudiziaria il compito di svolger il proprio lavoro e senza voler entrare nel merito dell’operato del designatore della Can Rocchi, l’aspetto più grave che emerge è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all’interno del sistema calcistico.Finora, nessun riscontro pubblico, così come non sappiamo chi abbia ricevuto la denuncia e quale organo sia stato investito della questione per verificarne la sussistenza. Mi aspetto, quindi, di ricevere formalmente dal Coni , prima possibile, informazioni in merito alla vicenda. Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze”.

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