La rubrica - Outside the Beltway: cronache e analisi di politica Usa
Manca ormai poco alle elezioni di metà mandato che si terranno il 3 novembre. Globalmente, i repubblicani continuano a essere in difficoltà. Venerdì, la media sondaggistica di Real Clear Politics, dedicata alle intenzioni di voto generiche per il Congresso, dava i dem avanti di 8,3 punti. Si tratta dello 0,3% in meno rispetto al 19 ottobre, ma comunque un vantaggio abbastanza significativo sul Grand Old Party. Inoltre, secondo Decision Desk Hq, l’Asinello avrebbe attualmente il 57% di probabilità di conquistare il Senato e il 79% di riprendere la Camera dei rappresentanti.
Le mosse difensive di Trump
Donald Trump, dal canto suo, sta cercando di correre ai ripari, sempre più consapevole del fatto che queste elezioni si giocheranno principalmente sul carovita e, in particolare, sull’alto costo del carburante. In tal senso, il presidente americano ha annunciato uno stanziamento di otto miliardi di dollari per aiutare gli agricoltori in difficoltà a causa del prezzo del diesel e dei fertilizzanti: il che guarda soprattutto alle corse per i seggi senatoriali di Kansas e Iowa.
Non solo. Vista l’importanza della questione abitativa, l’inquilino della Casa Bianca ha anche firmato un ordine esecutivo volto a ridurre le rate dei mutui. In quest’ottica, ha altresì creato una task force per contenere i costi di realizzazione delle case.
Certo, sono numerose le domande che circolano sull’attendibilità dei sondaggi. Tuttavia, prendendoli fondamentalmente per buoni, la situazione complessiva non è esente da incognite. Se per la Camera le speranze dei repubblicani sono ormai drasticamente ridotte al lumicino, al Senato il quadro appare molto più incerto. Per ottenerne il controllo, l’Asinello dovrebbe strappare agli avversari quattro seggi, mantenendo al contempo i propri.
Lo scenario alla vigilia delle Midterm
Ora, è senz’altro vero che, secondo i sondaggi, quest’anno i democratici appaiono particolarmente competitivi in Texas, Alaska, Maine e North Carolina. Senza trascurare che alcune rilevazioni danno loro delle speranze anche in Iowa e Kansas.
Tuttavia bisogna fare attenzione. Sì, perché l’Asinello sta registrando dei campanelli d’allarme piuttosto inquietanti in due sue storiche roccaforti, come il Michigan e il Minnesota. In questi Stati, i candidati dem per il seggio senatoriale godono infatti di un vantaggio assai risicato.
Inoltre, come ha recentemente sottolineato alla Verità il sondaggista d’area repubblicana Patrick Ruffini, in Iowa e Kansas i dem potrebbero essere al momento pesantemente sovrastimati. A questo si aggiunga che, alla camera alta, i repubblicani hanno un vantaggio strutturale: esprimendo attualmente il vicepresidente degli Stati Uniti, possono infatti permettersi di chiudere la partita con soli 50 seggi (mentre gli avversari hanno necessità di arrivare ad almeno 51).
Certo, la strada per il Grand Old Party resta impervia. Ma al Senato può nutrire ancora qualche speranza.
