Nella domenica della cascata di gol e di emozioni, quella che ha consacrato la capacità dell’Inter di risalire da qualsiasi situazione come si divertisse ad alzare il livello della difficoltà ad ogni occasione, pesano e non poco le vittorie di Milan e Juventus. Senza troppi giri di parole, Udine e Lecce rappresentavano trappola pericolosissime per Amorim e Spalletti usciti dalla settimana europea con mille dubbi o con le ossa rotte.
Potevano bastare i tre punti, date le condizioni di partenza. Rossoneri e bianconeri ci hanno aggiunto prestazioni confortanti seppure con qualche momento di flessione come da tradizione di questa stagione. La verità, però, è che in nessun momento Udinese e Lecce hanno dato l’impressione di potersi infilare nelle insicurezze di due squadre ancora convalescenti e in costruzione così che la classifica ora fa meno paura e consente di guardare con più fiducia al turno infrasettimanale.
Nemmeno quarantotto ore e si tornerà tutti in campo, Spalletti atteso a Marassi da un Genoa che si sta affrancando dalla zona rossa e Amorim in casa con il Bologna che ha assaporato il gusto della seconda vittoria dall’inizio del campionato. Tradotto: attenzione da tenere alta perché le ricadute sono dietro l’angolo e i bonus sono stati spesi da tempo. In fondo alla settimana ci sono il derby della Madonnina e Juventus-Napoli, tanto per gradire.
Il Milan è stato trascinato da Pulisic e Modric, i due totem di una squadra che in Europa aveva smarrito identità e carattere. Con loro è più facile anche far funzionare il resto in una domenica in cui gli infortuni avevano tolto di mezzo (non senza strascico di polemiche) Rabiot, Moreira e Gila. Le assenze non si sono sentite anche per demerito dell’Udinese, mai così spenta e remissiva nell’era Runjaic: sesta sconfitta di fila, zona retrocessione vicinissima.
Nella Juventus più ricca in infermeria che in campo hanno lasciato il segno McKennie e il redivivo Douglas Luiz che ha messo a segno la sua prima rete italiana: meglio tardi che mai. Spalletti si è lamentato per un certo calo nella ripresa pur non avendo rischiato nulla. Ha schierato ancora una volta, la seconda consecutiva, Kolo Muani e Woltemade insieme dall’inizio: funzionano ma fino al mercato di gennaio rimarrà un’opzione di riserva e non senza controindicazioni.
