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Midterm Usa: il «terremoto» che rovina la strategia dem per riconquistare il Senato

Midterm Usa: il «terremoto» che rovina la strategia dem per riconquistare il Senato
Graham Platner (Getty Images)

Una donna ha accusato il candidato dem, Graham Platner, di violenza sessuale. Il diretto interessato nega, ma le alte sfere dell’Asinello gli hanno tolto l’appoggio.

È un autentico terremoto quello che sta scuotendo il Partito democratico americano. Stando a quanto riportato da Politico, una donna ha accusato di violenza sessuale l’attuale candidato dem al seggio senatoriale del Maine, Graham Platner. «Queste accuse sono inquietanti, gravi e false. Qualsiasi accusa di comportamento non consensuale è categoricamente falsa», ha replicato il diretto interessato.

Tuttavia, l’accusa ha suscitato una vera e propria bufera politica su Platner. I vertici del gruppo dem del Senato, Chuck Schumer e Kirsten Gillibrand, gli hanno esplicitamente chiesto di ritirare la propria candidatura. «Graham Platner deve ritirarsi immediatamente dalla candidatura democratica al Senato e dare ai democratici del Maine l’opportunità di scegliere un nuovo candidato», hanno affermato in una nota congiunta. Anche esponenti dell’ala sinistra dell’Asinello, come il deputato Ro Khanna, hanno chiesto a Platner di fare un passo indietro.

Candidatosi al seggio senatoriale del Maine l’anno scorso, Platner si era ritagliato il ruolo di campione progressista, nonché di figura antisistema. Non a caso, il video della sua discesa in campo fu prodotto dal consigliere di Zohran Mamdani, Morris Katz. Va detto che la sua campagna, nei mesi, ha affrontato diversi scogli. Erano infatti riemersi alcuni suoi commenti online dal contenuto politico estremista. Il candidato era inoltre stato accusato di aver inviato messaggi sessualmente espliciti a varie donne. Finora la campagna di Platner era riuscita a salvarsi. Tuttavia, è assai probabile che non sopravviverà all’articolo di Politico, soprattutto alla luce del fatto che, come abbiamo visto, è lo stesso Partito democratico ad aver tolto l’appoggio al candidato.

E adesso che cosa succederà? Stando alla legge del Maine, la candidatura può essere ritirata entro il 13 luglio. Se ciò accadesse, il partito statale avrebbe due settimane di tempo per scegliere un sostituto. Le lancette dell’orologio, quindi, stanno correndo. E, qualora Platner ufficializzasse un passo indietro, la sua sostituzione potrebbe riaccendere lo scontro tra l’ala centrista e quella progressista dell’Asinello.

Più in generale, quanto sta accadendo in Maine rischia seriamente di azzoppare le chances dell’Asinello di riconquistare la maggioranza al Senato degli Stati Uniti a novembre. Secondo The Hill, per riuscire a espugnare la Camera alta, il percorso più agevole per i dem sarebbe quello di difendere i quattro seggi in lizza che già detengono (Georgia, New Hampshire, Michigan, Minnesota) e conquistare, al contempo, i seggi attualmente repubblicani in North Carolina, Maine, Iowa e Alaska). È quindi evidente come il caso Platner rischi di compromettere la vittoria dem in Maine e, dunque, di mettere in seria difficoltà la strategia complessiva dell’Asinello per ottenere il controllo del Senato.

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