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Garlasco, le minacce a chi tenta di scovare la verità sul delitto

Garlasco, le minacce a chi tenta di scovare la verità sul delitto
Rita Cavallaro (Ansa)

Dalla giornalista Rita Cavallaro all’avvocato Giada Bocellari fino alla youtuber Bugalalla: tutte le minacce di morte intorno al delitto di Garlasco

Nessun insulto generico, né una semplice provocazione da tastiera. Dopo Giada Bocellari, avvocato difensore di Alberto Stasi, e la youtuber Francesca Bugamelli, anche la giornalista Rita Cavallaro ha ricevuto esplicite minacce di morte, che evocano l’aggressione con acido muriatico, armi da fuoco, e persino lo strangolamento. Una escalation che, nel caso della valente firma de Il Giornale, arriva dopo un anno e mezzo di feroci attacchi sui social, tra diffamazioni e body shaming.

La cronista non si è tuttavia lasciata intimorire, e ha affrontato la questione con assoluta fermezza. Ha sporto querela attraverso i suoi legali, l’avvocata Elisabetta Aldrovandi e Cosimo Cavallaro, chiedendo l’attivazione del cosiddetto codice rosso, la procedura prevista per i casi di violenza sulle donne, e l’identificazione immediata del responsabile.

«Mai minacciata così neanche per mafia e ‘ndrangheta»

Ospite della trasmissione Filorosso, su Rai 3, Cavallaro ha raccontato l’accaduto con parole che ben fotografano la portata dell’intimidazione. Nel corso della sua carriera, ha trattato inchieste legate alla criminalità organizzata, mafia e ‘ndrangheta comprese, senza mai ricevere minacce di questo livello. Il caso Garlasco, invece, ha scatenato qualcosa di diverso.

«Non ho mai ricevuto minacce di questo tipo, e invece le ricevo per Garlasco» ha dichiarato coraggiosamente. «Allora la sensazione è che ci sia molto di più dietro questo caso, ci sia un sistema che ha tentato da un anno e mezzo di delegittimare la Procura, intralciare il lavoro dei pm, delegittimare i carabinieri, gli avvocati, chi ha lavorato, chi sta lavorando come noi giornalisti, tentativo forse di zittire, noi ovviamente non resteremo zitti».

Cosa c’è dietro alla pressione subita dalla giornalista

Cavallaro ha descritto una campagna prolungata, non un episodio isolato. Gli attacchi sono andati avanti per mesi, con l’obiettivo dichiarato, nelle sue percezioni, di scoraggiare chi racconta il caso dall’esterno. La giornalista ha escluso, a ogni modo, qualsiasi cedimento: «No, assolutamente, visto che per un anno e mezzo sono andati avanti con denigrazioni, attacchi social, diffamazioni, anche body shaming, e con me non hanno funzionato, perché diciamo che sono un po’ un muro di gomma».

Ha aggiunto inoltre una riflessione su chi, in condizioni simili, avrebbe potuto arrendersi: «Devo dire che, per quello che ho subito io, se fossi stata una persona fragile, forse mi sarei chiusa e avrei cambiato, non avrei più parlato di Garlasco. Visto che non ha funzionato, sono arrivati al punto di sfociare in queste minacce, che sono gravissime».

Il fenomeno delle minacce di morte legate a Garlasco

Le minacce a Cavallaro non sono un caso isolato nel panorama di chi opera attorno al caso di Garlasco. Nelle scorse settimane, obiettivi analoghi sono stati l’avvocata Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi insieme ad Antonio De Rensis, e la youtuber Francesca Bugamelli (meglio nota come Bugalalla). Lo stesso De Rensis ha commentato le intimidazioni subite dalle colleghe, dichiarando che nessuna minaccia potrà fermare il lavoro della difesa.

Il quadro che emerge è dunque quello di una pressione che colpisce chiunque cerchi di scovare la scomoda verità su uno dei casi di cronaca nera più controversi della storia italiana. Tutti possono esserne colpiti, senza distinzione di ruolo: chi difende in aula, chi racconta sui canali digitali, chi scrive sui giornali.

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