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Elezioni Usa 2028: sfida Vance-Cruz per raccogliere l’eredità di Trump

Elezioni Usa 2028: sfida Vance-Cruz per raccogliere l’eredità di Trump
JD Vance (Ansa)

Il vicepresidente statunitense e il senatore del Texas continuano a lanciarsi frecciate. Entrambi guardano probabilmente alla nomination per le elezioni Usa 2028

La rubrica - Outside the Beltway: cronache e analisi di politica Usa

La campagna per le primarie presidenziali repubblicane si avvicina. A testimoniarlo stanno le crescenti tensioni che si registrano tra il vicepresidente statunitense, JD Vance, e il senatore del Texas, Ted Cruz. A fine agosto, quest’ultimo dichiarò che non è affatto scontato che il numero due della Casa Bianca otterrà la nomination del partito nel 2028. «Ci sarà tempo per capirlo», affermò, per poi aggiungere: «Sarò sicuramente parte della discussione».

I nomi repubblicani per le elezioni Usa 2028

Il 2 ottobre scorso, durante un’intervista a Nbc News, è arrivata una replica da parte di Vance. «Per me è assolutamente ovvio che, in questo preciso istante, Ted Cruz si stia candidando alla presidenza. Io, in questo momento, non lo sono. Sto cercando di contribuire all’elezione dei repubblicani. Ed è quello che continuerò a fare», ha dichiarato il vicepresidente.

Parole che, sabato, hanno innescato la controreplica di Cruz. «Secondo la mia esperienza, le persone si lanciano in attacchi politici quando si sentono insicure», ha affermato il senatore del Texas, riferendosi a Vance. «Quindi», ha continuato, «è libero di fare tutti i commenti che vuole. Io continuerò a concentrarmi sulle elezioni di metà mandato».  

Non è un mistero che il vicepresidente nutra delle ambizioni presidenziali in vista del 2028. Finora, i nomi che sono circolati come suoi possibili contendenti sono stati soprattutto quelli del segretario di Stato, Marco Rubio, e del capo del Pentagono, Pete Hegseth.

La sfida fra Vance e Cruz per essere l’erede di Trump

Eppure, come abbiamo visto, nelle ultime settimane anche Cruz ha lasciato intendere che potrebbe scendere in campo. Non sarebbe del resto per lui la prima volta. Come anche Rubio, si candidò infatti alla nomination presidenziale repubblicana del 2016. All’epoca, si presentò come il campione della destra religiosa, per finire poi sconfitto da Donald Trump. Stavolta, potrebbe ritentare. E, chissà, magari cambiare (almeno parzialmente) strategia.

Secondo i sondaggi, Vance resta al momento il favorito per la nomination del 2028. Per ora, gode del (tacito) sostegno di Trump e, più in generale, potrebbe rivelarsi il profilo adatto per attrarre il voto dei colletti blu della Rust Belt: una quota elettorale di cui il Partito repubblicano ha estremo bisogno se vuole mantenere il controllo della Casa Bianca. Ciò detto, non bisogna dare nulla per scontato.

Un po’ come Trump nel 2016, Vance si sta oggi muovendo su posizioni «eretiche» rispetto all’ortodossia repubblicana. Ha dichiarato che non bisogna demonizzare i giovani che votano per i socialisti e che il Grand Old Party non può continuare a ripetere stantii slogan dell’età reaganiana. Il vicepresidente ha infatti lasciato intendere che, anziché proporre una visione puramente capitalista, il Partito repubblicano dovrebbe guardare anche a modelli comunitaristi, magari collegati alla Dottrina sociale della Chiesa.

I nodi geopolitici per il prossimo candidato repubblicano

Tuttavia, è sul Medio Oriente che si sta consumando la frattura interna più evidente. Non è un mistero che Vance sia sempre stato scettico verso la guerra in Iran. E, negli ultimi mesi, ha più volte duramente criticato il governo di Benjamin Netanyahu, irritando alcuni settori e finanziatori del Partito repubblicano. Cruz, di contro, è energicamente filo-israeliano e non ha mai digerito la linea diplomatica, promossa da Vance, nei confronti di Teheran.

In una fase in cui Rubio sta rimanendo piuttosto defilato, forse il senatore del Texas vuole iniziare a marcare il territorio, per proporsi sin da subito come il principale rivale dell’attuale vicepresidente. Certo, è ancora presto e le manovre vere e proprie cominceranno prima delle Midterm del 3 novembre. Tuttavia, le tensioni crescenti tra Vance e Cruz sono indubbiamente significative. E sembrano preannunciare una lotta serrata per la nomination presidenziale repubblicana del 2028.

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