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Conte, parole d’addio al Napoli: il destino deciso un mese fa e le tracce di mercato

Conte, parole d’addio al Napoli: il destino deciso un mese fa e le tracce di mercato

Raggiunta la Champions League, il tecnico leccese fa capire che la sua storia sotto il Vesuvio è finita. A meno che De Laurentiis non abbia in tasca un jolly da giocare…

Antonio Conte è più lontano che vicino al Napoli. Non è ancora il momento degli annunci ufficiali, ma le parole pronunciate dopo aver incassato la certezza della qualificazione alla prossima Champions League lasciano poco spazio a interpretazioni diverse. E’ vero che De Laurentiis è capace di qualsiasi ribaltone e che sul tavolo c’è un contratto attivo ancora fino al 30 giugno 2027 con cui fare i conti, ma la sensazione che il Napoli sia pronto a salutare il condottiero del quarto scudetto della storia è più che una suggestione.

Non si è nascosto il tecnico leccese, pur non volendo ufficializzare una decisione presa già da qualche settimana e che ha coinvolto anche il patron partenopeo. Fosse un addio, non si tratterebbe di fuga e sarebbe qualcosa di diverso rispetto alla chiusura tempestosa dei rapporti con Juventus e Inter. E sarebbe anche un finale logico di una storia durata due anni, intensissima e vincente soprattutto nel primo dei due, onerosissima per le casse del club e che – tirando un bilancio – è stata un win-win per entrambe le parti.

“Noi quello che dovevamo fare l’abbiamo fatto, il presidente sa benissimo qual è il mio pensiero. Lo sa già da un po’ di tempo. Aspettiamo, il club sta già lavorando per il futuro, aspettiamo l’ultima partita e poi è giusto che insieme al presidente si dica quello che poi è stato partorito. Già deciso di fatto? Con il presidente è già un mese che parliamo, ho espresso il mio pensiero e le mie intenzioni” ha detto. Nulla di più, nemmeno davanti all’insistenza di chi vorrebbe sapere subito: “Non rivelo nulla oggi? Assolutamente no, mancherei di rispetto anche al presidente con cui c’è un’amicizia. Non mancherei di rispetto a questa amicizia, ma proprio in virtù di questa amicizia è bello essere onesti su tutto”.

Il bilancio per Conte è positivo: uno scudetto, un probabile secondo posto e una Supercoppa Italiana messi in bacheca. Il rimpianto della Champions League giocata malissimo e di quella trasferta a Copenaghen che ha precluso le possibilità di arrivare ai playoff di febbraio (“Il risultato che hanno fatto gli altri”). Più in generale: “Avevo promesso che, nel momento in cui la mia esperienza a Napoli fosse finita, avrei lasciato un gruppo solido e ambizioso, capace di lottare e dare sempre fastidio. Ricordatevi che ho sempre detto: ‘Non siamo i più forti, ma dobbiamo diventare i più duri’. Il Napoli deve dare fastidio ogni anno a Juventus, Milan e Inter”.

Parole che profumano di addio e che aprono a settimane calde per due panchina: quella del Napoli del futuro, se le sensazioni saranno confermate (e De Laurentiis evidentemente ci sta lavorando da un mese) e quella della nazionale perché Conte libero diventa una tentazione enorme anche per il futuro presidente della Figc.

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