Home » Attualità » Cronaca » Garlasco, Sempio e la rassegnazione di un uomo che si sente già condannato

Garlasco, Sempio e la rassegnazione di un uomo che si sente già condannato

Garlasco, Sempio e la rassegnazione di un uomo che si sente già condannato

Nuove pesanti intercettazioni su Andrea Sempio nel caso Garlasco: “Ciavardi e Napoleone sono corrotti”. Il soliloquio dell’indiziato

Il modo in cui Andrea Sempio legge la propria vicenda giudiziaria ricalca una forma mentis antica, si potrebbe dire antropologica: il mondo è corrotto, i giudici sono pagati, e tutto ciò che accade di sfavorevole non è prova di colpa ma dimostrazione del complotto. È il pensiero magico dell’innocente perseguitato – o, secondo l’accusa, del colpevole che ha bisogno di una narrazione alternativa per sopravvivere a se stesso.

A Garlasco sarebbero tutti corrotti, tranne la gip

Le intercettazioni che emergono goccia a goccia dalla Procura di Pavia, e che Repubblica riporta, mostrano Sempio in macchina con un’amica mentre commenta l’imminente incidente probatorio sul Dna rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi. “Napoleone, Civardi… sono tutti stra-corrotti”, si sfoga. Continua menzionando la Giudice per le indagini preliminari: “E poi c’è la gip che è Garlaschelli che l’Angela (Taccia) m’ha detto che è una str…”. E qui Sempio prende elegantemente le distanze dal suo avvocato: “In realtà la Garlaschelli si è rivelata una persona corretta, cioè, magari str… nei modi, anche se Angela mi ha detto che l’ha trattata bene, ma corretta”.

La rassegnazione come strategia

Amara la chiosa dello sfogo: “Magari lunedì dicono: già fanno l’incidente probatorio. Se lo fanno vuol dire che proprio sotto son tutti pagati.” Sempio è già rassegnato, ma la rassegnazione ha qui una funzione precisa: immunizzare ogni esito processuale sfavorevole dall’interpretazione di colpevolezza. Se l’incidente probatorio si fa, è corruzione. Se il Dna lo inchioda, è un complotto.

Ciò che colpisce, alla fine, non è tanto il contenuto delle intercettazioni quanto la loro forma: un uomo che parla a ruota libera, e costruisce attorno a sé una cosmologia in cui ogni prova è manipolata e ogni magistrato è venduto. Dostoevskij avrebbe riconosciuto il tipo. Un tipo bizzarro, romanzesco. Poi, se sia colpevole o meno, lo deciderà la giustizia.

© Riproduzione Riservata