Il menù garlaschese del giorno 6 maggio 2026 (a dire la verità quello dell’intera settimana) si preannuncia particolarmente gustoso, e si basa su due portate principali. La prima prevede l’indagato Andrea Sempio a Pavia dinanzi al procuratore Stefano Civardi, il quale guida l’indagine insieme ai pm Giuliana Rizza e Valentina De Stefano. Il bis di quanto accaduto lo scorso anno quando, il 20 maggio 2025, Sempio decise di non presentarsi a causa di un errore procedurale. La seconda portata, invece, avrà come protagonista Marco Poggi, fratello della vittima. Chiamato in causa nei panni di testimone. I due vecchi amici, dunque, Andrea e Marco, riuniti come un tempo. Come diciannove anni fa, prima che la tranquilla cittadina di Garlasco mutasse per sempre la sua fama, e comparisse sulla mappa nazionale a seguito di uno dei delitti più famosi mai registrati nella lunga storia della cronaca nera italiana.
La strategia difensiva di Andrea Sempio
Da segnalare non per raffinatezza stilistica, ma per amore della precisione, le parole degli avvocati difensori di Sempio, Angela Taccia e Liborio Cataliotti. “Considerato che le indagini non sono chiuse e che dunque il quadro probatorio con il quale confrontarsi in sede di interrogatorio non è completo”, il 38enne “si avvarrà della facoltà di non rispondere”, dichiarano i legali.I quali rimandano tutto al momento in cui si chiederanno definitivamente le indagini. Non dovrebbe mancare molto, comunque, alla luce delle testimonianze che Paola e Stefania Cappa, cugine di Chiara Poggi, hanno rilasciato a Milano ieri 5 maggio.
La strategia di Andrea Sempio, dunque, è prudente, attendista. D’altronde, al momento, appare quella più logica e sensata. Non ha nessuna intenzione di esporsi prima di aver letto tutti gli atti, le testimonianze e le consulenze emerse da quando il vaso di Pandora di Garlasco è stato scoperchiato, ovvero quando si sono riaperte le indagini. Al momento, le carte sull’unico indagato annoverano la perizia della genetista Denise Albani, secondo cui il Dna trovato sotto le unghie di Chiara sarebbe compatibile con la linea maschile della famiglia Sempio; e la famosa impronta 33, quella lasciata dall’assassino sulla scala che conduce al seminterrato della villetta di via Pascoli, dove la vittima fu trovata senza vita in un lago di sangue.
La Procura di Pavia, inoltre, stenterebbe a credere all’alibi dello scontrino del parcheggio di Vigevano. A ogni modo, l’orario definitivo del delitto, rivisto rispetto alla Cassazione, non è ancora stato fornito. L’ipotesi più probabile sembrerebbe un rifiuto a delle avances sessuali, che avrebbe portato all’omicidio. In questo senso, non vanno a favore del 38enne i numerosi messaggi sul blog di seduzione a firma “Andrea S.” Se questo quadro a carico di Sempio venisse confermato, vi sarebbe l’aggravante dei motivi abietti e della crudeltà.
L’interrogatorio di Marco Poggi
Anche il vecchio amico di Sempio Marco Poggi è stato convocato in Procura a Pavia, non come indagato ma in qualità di testimone. Non è la prima volta in queste vesti. Lo scorso anno, infatti, il fratello di Chiara era stato chiamato a testimoniare a maggio, quando Sempio, all’epoca indagato per concorso in omicidio con Alberto Stasi (che oggi appare innocente ma che ha scontato più di 10 anni di carcere), si era legittimamente sottratto. Ma ecco il corso e ricorso storico (per citare Giambattista Vico).
Le domande che verranno poste a Marco Poggi riguarderanno con ogni probabilità le stanze della villetta di via Pascoli cui l’amico aveva accesso, i rapporti tra Sempio e Chiara, il contenuto dei video intimi fra quest’ultima e Stasi. Da un lato, la perizia ha escluso tracce di visualizzazione di questi file, contenuti nel pc di casa ma protetti da una password. Dall’altro, la recente consulenza della Procura potrebbe avere animato nuovi sviluppi. Insomma, il menù del giorno si preannuncia ricco di sorprese. E chissà che non salti fuori qualche contorno inedito o un nuovo piatto principale.
