Dopo mesi di palude statica, negli ultimi giorni il delitto di Garlasco è tornato al centro di un’intensa attività giudiziaria. la Procura di Pavia ha ascoltato Paola e Stefania Cappa, cugine della vittima, e ora sarà il turno di Andrea Sempio, unico indagato nella nuova inchiesta, e Marco Poggi, fratello della vittima.
Ma la risposta di Sempio ai magistrati è stata immediata, e nella forma più netta possibile: il silenzio più totale. I suoi legali, gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, hanno comunicato in modo categorico che l’indagato si avvarrà della facoltà di non rispondere. La motivazione sarebbe tecnica ma sostanziale: «Le indagini non sono chiuse e dunque il quadro probatorio con il quale confrontarsi in sede di interrogatorio non è completo, vieppiù considerato che il fascicolo delle indagini oltre che incompleto non è ancora visionabile».
La consulenza psicologica e il rinvio
La difesa non si è fermata qui. Ha affidato a uno psicoterapeuta il compito di redigere una consulenza personologica su Sempio, basata sui «canonici test usualmente utilizzati», anziché sui dati documentali del fascicolo. I legali si riservano di chiedere ai pm di riconvocare il loro assistito solo dopo l’esito di questa perizia. Una mossa che allunga i tempi e rafforza la posizione difensiva prima di qualsiasi confronto diretto con gli inquirenti.
Le gemelle Cappa davanti ai carabinieri
Mentre Sempio manifestava la propria intenzione di restare taciturno, nella caserma Montebello di Milano, in via Vincenzo Monti 58, si svolgevano le audizioni di Paola e Stefania Cappa. La prima è stata sentita la mattina, la seconda nel pomeriggio. Entrambe, precisano i loro avvocati Antonio Marino, Gabriele Casartelli e Valeria Mettica, «hanno rinnovato lo spirito collaborativo manifestato sin dall’inizio delle indagini».
Le audizioni, di breve durata, si sono concentrate sui rapporti personali tra i protagonisti della vicenda: in particolare, il legame tra Chiara Poggi e Andrea Sempio. Non sarebbero stati invece affrontati né il movente ipotizzato nel capo d’imputazione, ovvero le presunte avances sessuali respinte dalla vittima, né la questione dell’arma cercata nel canale di Tromello, evocata da un testimone che aveva chiamato in causa Stefania Cappa, senza tuttavia alcun riscontro concreto.
I prossimi passi nelle indagini su Garlasco
Domani 6 maggio, i magistrati avranno la testimonianza anche di Marco Poggi, fratello della vittima. Questi due giorni di istruttoria prefigurano la chiusura delle indagini e la successiva richiesta di rinvio a giudizio per Sempio.
Vale la pena ricordare il contesto: per l’omicidio di Chiara Poggi, nella prima inchiesta, Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della ragazza, è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere. Oggi la Procura di Pavia ritiene di dover riaprire il caso, puntando su una pista diversa.
Cosa succederà dopo dipende in larga parte da quello che i pm riusciranno a costruire nelle prossime settimane. Il silenzio di Sempio è un diritto, nulla da obiettare. Per ora, da buoni garantisti, ci limitiamo a riportare i fatti. Alle sentenze, ci penseranno i giudici.
