Spostare indietro il derby di Roma e il resto della giornata di Serie A con in palio la Champions League e tirare avanti la finale degli Internazionali d’Italia. Travolto dall’imbarazzo dello scontro istituzionale con la Prefettura di Roma, ma anche dal Governo sono arrivate critiche feroci, il calcio italiano ha lavorato per uscire dallo stallo.
La soluzione per evitare il ricorso al Tar, peraltro in ogni caso fuori tempo massimo per eventi in programma domenica all’ora di pranzo, è stata esplorata in una serie di contatti proseguiti mentre ufficialmente si procedeva muro contro muro.
Dunque, riportare Roma-Lazio e le quattro partite collegate per obbligo di contemporaneità (Juventus-Fiorentina, Pisa-Napoli, Genoa-Milan e Parma-Como) alla domenica anticipandole alle 12 chiedendo alla Federtennis di riprogrammare la finale del Foro Italico alle 17,30. Sufficientemente lontana dal fischio finale dell’Olimpico per garantire un margine al deflusso, temutissimo per l’ordine pubblico, dei tifosi del calcio lasciando spazio a quelli del tennis.
Una mediazione e non facile per il poco tempo a disposizione e per la durezza dello scontro che si è sviluppato nella vigilia del week end della giornata numero 37 del campionato. Nella fase in cui lo scenario è stato delineato è mancato, infatti, l’appoggio della Prefettura così da lasciare l’idea sul tavolo di una trattativa informale tra i dirigenti della Lega Calcio Serie A e i vertici della Federtennis. Unica certezza: il disorientamento di centinaia di migliaia di tifosi cui manca l’informazione base per seguire la propria squadra del cuore nella penultima fatica del campionato.
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