Sempio o Stasi? Sempio e Stasi? Sempio, Stasi e qualcun altro? Né Sempio né Stasi? Sono tutte le combinazioni possibili da mal di testa che il delitto di Garlasco comporta, quando si parla del possibile colpevole, e ci perdonerete di avervi provocato l’emicrania.
Per descrivere l’attuale situazione, si può utilizzare il titolo di un famoso film di James L. Brooks del 1997, «Qualcosa è cambiato», con protagonista il leggendario Jack Nicholson. È cambiato per Stasi e forse anche per Sempio. La consulenza della professoressa Cattaneo è infatti una ventata di novità, già a partire dalle indiscrezioni. Più tempo per uccidere Chiara, che sarebbe stata aggredita in due fasi diverse, e più armi per accanirsi su di lei. No, Stasi non può esserci riuscito in 23 minuti, impossibile. E Sempio?
Le prove in campo a Garlasco
Beh, su Sempio gli elementi ci sono, di certo non è indagato per caso. Ma serve una «prova regina», incontrovertibile, che lo colleghi al delitto. Altrimenti nulla di fatto, siamo punto e a capo. E allora quali sono, queste prove?
L’anatomopatologa Cristina Cattaneo non è partita mica dal nulla, ha analizzato minuziosamente le tracce di sangue rilevate dal Ris Di Cagliari. La fantomatica Bpa (Bloodstain Pattern Analysis). Particolarmente interessanti le macchie sui pavimenti e gli schizzi sui muri, ormai sbiaditi dal tempo ma che ancora possono raccontare qualcosa. E raccontano la posizione verosimile dell’assassino durante l’omicidio, così come la dinamica precisa dell’aggressione. Ecco, da queste analisi è emersa una «compatibilità» con Sempio. Compatibilità, già, ma non significa certezza. E allora? Allora Sempio, anche se sembra proprio corrispondere fisicamente al killer, non lo è per forza. È proprio questo il concetto di «prova regina» cui ci riferivamo poco fa.
Il destino di Sempio e Stasi
Ma come, direte, ma se c’è l’impronta 33, quella porzione del palmo della mano repertata già nell’agosto 2007 dal Ris di Parma, appena sopra il cadavere di Chiara, e attribuita ad Andrea Sempio? Ma se le tracce di Dna sotto le unghie di Chiara appartengono alla sua famiglia, e solo lui frequentava la villetta di via Pascoli? Calma, calma, avete ragione. Ma siete sicuri che queste siano delle «prove regine»? Sono elementi fortissimi, nulla da obiettare, ma forse non abbastanza per poter essere definiti «inconfutabili».
A ogni modo, non saremo noi a decidere del destino di Andrea Sempio e Alberto Stasi. Saranno i giudici. E speriamo decidano per il meglio. Perché il tempo scorre, i protagonisti di questa storia invecchiano, Chiara purtroppo non c’è più. Eppure, la verità resta ancora sepolta sotto una fitta coltre di nebbia, che i cittadini di Garlasco, abitando in Pianura Padana, conoscono molto bene.
