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Garlasco, la madre di Sempio torna a casa dopo il tentato suicidio

Garlasco, la madre di Sempio torna a casa dopo il tentato suicidio
A sinistra nell’immagine, Daniela Ferrari (Ansa)

Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, lascia l’ospedale e torna a Garlasco dopo il ricovero a Vigevano per un’intossicazione da farmaci

Dopo la paura, il ritorno a Garlasco. Daniela Ferrari, 66 anni, madre di Andrea Sempio, il 38enne indagato dalla procura di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi, ha lasciato l’ospedale di Vigevano, e ha fatto rientro nella propria abitazione. Una notizia trapelata con alcuni giorni di ritardo.

Il 17 giugno scorso, attorno all’una del pomeriggio, la donna era stata trasportata d’urgenza al nosocomio vigevanese per un’intossicazione da farmaci tranquillanti. Sottoposta a lavanda gastrica, era stata ricoverata in rianimazione, non in pericolo di vita, e successivamente trasferita nel reparto di psichiatria.

Un gesto letto come atto disperato

Il giorno seguente, gli avvocati difensori di Sempio, Angela Taccia e Liborio Cataliotti, autorizzati dalla famiglia a rendere pubblica la vicenda, avevano confermato che si era trattato di un tentativo di suicidio. Avevano riferito, inoltre, che la donna era arrivata in ospedale «confusa», pur rimanendo sempre cosciente, e che nelle ore precedenti aveva ricevuto messaggi d’odio sia sui social sia online.

Per quanto riguarda il rientro a casa, i legali non hanno aggiunto nulla. Solamente un nuovo invito alla riservatezza e al rispetto.

Il ruolo di Daniela Ferrari nel caso Garlasco

Daniela Ferrari non è mai stata indagata nell’inchiesta sull’omicidio. Il suo nome, tuttavia, è comparso con frequenza nelle cronache giudiziarie perché legato a uno degli elementi centrali della difesa del figlio: uno scontrino del parcometro di piazza Sant’Ambrogio a Vigevano, rilasciato alle 10:18 del 13 agosto 2007, la stessa mattina in cui Chiara Poggi veniva uccisa brutalmente nella villetta di famiglia in via Pascoli, a Garlasco.

La donna aveva raccontato di aver conservato quello scontrino in un cassetto, ritrovato dal marito sull’auto il giorno dopo. Una scelta dettata, secondo quanto riferito, dal fatto che quella mattina fosse accaduta una cosa molto grave a Chiara Poggi, sorella di Marco, amico di lunga data di Andrea e del suo gruppo di coetanei, tutti nati nel 1988.

E così, il 15 febbraio 2017, ascoltata dal procuratore aggiunto Mario Venditti e dalla pm Giulia Pezzino, Daniela Ferrari aveva integrato il suo primo verbale del 6 ottobre 2008 precisando che quella mattina il figlio si era recato in una libreria di Vigevano, trovandola chiusa.

Perché la procura di Pavia mette in dubbio l’alibi di Sempio

Secondo l’ipotesi investigativa, lo scontrino non dimostrerebbe la presenza di Andrea Sempio a Vigevano al momento del delitto, e potrebbe invece essere riconducibile agli spostamenti della madre.

Sono stati mesi di esposizione mediatica intensa e di pressione costante, quelli che hanno preceduto il gesto di Daniela Ferrari. Una vicenda che racconta, oltre alle vicende giudiziarie in sé e per sé, anche il peso che queste ultime, amplificate dalla copertura mediatica, possono scaricare sulle famiglie degli indagati, al di là di qualsiasi accertamento di responsabilità.

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