Non smette mai di riserbare sorprese, il delitto di Garlasco. L’ultima riguarda Gennaro Cassese, l’ex comandante dei carabinieri che per primo entrò nella villetta dei Poggi dopo l’omicidio e condusse i primissimi interrogatori, quello di Alberto Stasi e di Andrea Sempio. La novità è che ora Cassese è indagato per falsa testimonianza.
Al centro del provvedimento il verbale del 2008, relativo all’interrogatorio di Sempio, all’epoca amico del fratello della vittima. In quella circostanza, Sempio consegnò lo scontrino del parcheggio di Vigevano come alibi. Ma secondo l’accusa, quel verbale presenterebbe lacune significative. I «non ricordo» di Cassese su troppi dettagli avrebbero quindi convinto i pm a iscriverlo nel registro degli indagati.
Il malore di Sempio sparito dal verbale
Un episodio, in particolare, ha pesato sulla decisione della Procura. Durante quell’interrogatorio, infatti, Sempio accusò un malore, al punto da rischiare di svenire. E fu necessario chiamare il 118. Ne esistono persino i registri. Eppure, nel verbale ufficiale di quell’audizione non vi è alcuna traccia dell’accaduto. E anche su questo, Cassese ha affermato di non ricordare.
La difesa dell’ex comandante, a ogni modo, non si è fatta attendere. Il suo legale, Valter Biscotti, ha definito «un po’ anomalo» il comportamento della Procura, parlando di un’indagine «già di per sé abbastanza debole» e aggiungendo di non ravvisare «i presupposti di legge per la contestazione di detto reato». L’avvocato difensore di Stasi, Antonio De Rensis, ha ironizzato sul fatto che Cassese ricordi al contrario con precisione i dettagli riguardanti il suo assistito, come l’incontro al cimitero tra Marco Poggi e Stasi, in cui il fratello di Chiara Poggi avrebbe chiesto ad Alberto una copia del video con loro due «pulita dalle parti intime», per conservare un ricordo della sorella. Stasi avrebbe replicato che «non era possibile».
La bici nera di Garlasco mai verbalizzata
Sul fronte della difesa di Sempio, i suoi legali Angela Taccia e Liborio Cataliotti puntano invece i riflettori sul retro della villetta. Taccia ha annunciato un sopralluogo tra i rovi e i campi che circondano la casa, convinta che in quell’area possano celarsi indizi sfuggiti alle indagini originarie.
I pm ipotizzano che Sempio, dopo il delitto, possa essere fuggito proprio attraverso quei campi per raggiungere l’abitazione della nonna, distante circa 500 metri da quella di Chiara. E proprio in quella zona, un testimone aveva rinvenuto una bici nera, nascosta tra le sterpaglie vicino all’incrocio tra via Toledo e via Pascoli. Ma il dettaglio più inquietante e sospetto è un altro: quel ritrovamento non fu mai verbalizzato ufficialmente.
