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Inchieste

Roberto Burioni: «Il contagio è nelle nostre mani»

L'8 gennaio, su Twitter, lanciò l'allarme di un virus pericoloso, ma nessuno lo ascoltò. Più tardi, quando disse che l'epidemia sarebbe arrivata anche qui, gli diedero del fascioleghista. Ora, il virologo più amato-odiato d'Italia, dice: «Non sapete quanto sono dispiaciuto di non avere sbagliato».
Cronaca

Il coronavirus spiegato ai piccolini

Consigli per studiare da casa: 22. Capirlo meglio con un disegno

Pillole quotidiane per aiutare studenti (e famiglie) a organizzare lo studio in tempi di Covid-19, che nel mondo ha confinato in casa oltre un miliardo di ragazzi. A firma di Marcello Bramati e Lorenzo Sanna, dirigenti e docenti dei licei Faes di Milano, nonché autori di Basta studiare! e Leggere per piacere (Sperling & Kupfer). Ogni mattina alle 8.30 su panorama.it, consigli, dritte e buone pratiche per alunni di tutte le età.

Il caso della settimana è stato il permesso di uscire per una passeggiata con i bambini: prima possibile e poi vietato, comunque ancora dibattuto. Grandi polemiche, ragioni e prese di posizione, tutto e il contrario di tutto in poche ore.

Proviamo a porre anche noi l'attenzione sui più piccoli, perché al di là delle decisioni, senza dubbio anche per i bambini è un periodo nuovo, particolare e delicato.

Tutti loro hanno dovuto abbandonare una quotidianità ricca di incontri: con coetanei, educatori, nonni, istruttori. Ma non solo: da più di un mese non frequentano più luoghi che sembravano un'abitudine consolidata come parchi, negozi e supermercati, l'auto dei genitori, i mezzi pubblici per chi vive in città. Tutti piccoli e grandi divertimenti o momenti di evasione, di routine. Sono privazioni che vanno spiegate e comprese.

In primo luogo, spieghiamo ai bambini che c'è un virus, una malattia che non deve incontrare le persone che stanno loro a cuore, come ad esempio i nonni, e proprio per questo stiamo rimanendo tutti in casa, per fare stare bene tutti, per noi e per chi ha più bisogno di essere protetto. I bambini sono abituati, generalmente, ad avere molto per loro: dagli oggetti ai giochi alla ragione, nel bene e nel male.

Ora tocca anche a loro fare qualcosa per gli altri: presentiamo così questo piccolo grande sacrificio, anche grazie a libri e storie di altruismo che troveremo nei loro libricini, o nelle storie che guardano in televisione, e nelle canzoni che cantano all'asilo. I bambini comprendono i gesti di generosità, ora tocca a loro compierli.

Il virus può anche diventare oggetto di gioco e di apprendimento, perchè è un nemico da disegnare, bruttissimo e colorato, con faccia arrabbiata e armato fino ai denti. Una piccola attività per affrontarlo e combatterlo, con strumenti speciali per combatterlo come mani pulitissime e mascherine indossate, con aiutanti come furgoncini di supermercati e negozi, con supereroi come medici e infermieri. Un grande disegno, tutto da inventare e colorare, per avere le idee chiare e per spiegare cosa sta accadendo.

Infine, spieghiamo ai nostri figli che questo tempo passerà, che torneremo a giocare con loro nei parchi e nei prati. Non succederà domani, ma succederà. E questo li farà sognare, disegnare e sorridere.