Collezioni

Tecnologia, lusso moderno e il silenzio comunicatore di Giorgio Armani

Super lusso, etno glamour e crazy nightlife, però Giorgio Armani ricorda anche il qua e adesso, e sfila la sua collezione con un silenzioso e assordante atto comunicativo.

In chiusura di manifestazione, giornate ancora dense di eventi e nomi di tutto rispetto del panorama moda Italia. Ritorna in calendario ufficiale il marchio di lusso Bottega Veneta, fra le sfilate più attese, sotto la nuova direzione di Matthieu Blazy, all’esordio con la collezione prêt-à-porter autunno-inverno 2022/23. I fondamenti restano quelli cari al dna della Maison, materie di primissima qualità, lavorazioni impeccabili e un guardaroba completo sulle 24 ore focalizzato sulla funzionalità d’uso, ovviamente glamour, ma senza scadenza temporale. Il vero lusso è anche quello che accompagna e sta accanto nel corso di una vita. Abiti, gonne, pantaloni e capo spalla di matrice sartoriale, ma anche jeans e t-shirt dinamici, seguiti da creazioni più complesse e cifrate stilisticamente. In primo piano l’accessorio, con borse di varia utilità garanti del savoir faire di altissimo livello.

Un altro brand italian style entra nel cartellone ufficiale milanese, il marchio Ferrari, con una sfilata co-ed donna e uomo disegnata dal direttore creativo Rocco Iannone. Le silhouette asciutte richiamano l’attitudine sportiva e tecnologica, così come alcuni materiali, dalla fibra di carbonio, ai tessuti metallici iridescenti e il logo ologrammato.

Dichiara Iannone: «Ferrari è un sistema totale, nel quale la ricerca estetica non è mai disgiunta dall’etica espressa nella propria storia e nella sintesi di quella capacità italiana di trasformare la creatività in un progetto. Sono partito da qui per raccontare la velocità, un codice della Casa, ma anche espressione di innovazione e tecnologia, luce e superficie. L’idea di futuro percorre l’intera collezione che utilizza l’ibridazione dei materiali e delle forme e la contaminazione che associa tecniche di tailoring agli interventi tecnologici».

Ferrari

Giorgio Armani resta fedele alla sua firma, sfilando una collezione signature discreta ed elegante, celebrativa del suo stile e della eccellenza italiana in fatto di materie prime, tecniche e lavorazioni di prim’ordine e di maestoso design sulle silhouette maschili e femminili. Ma ai suoi ospiti internazionali fa recapitare anche un altro messaggio, oltre e tramite la sua moda, silenziando la sfilata, una modalità forse mai successa nella storia, lasciata muta e senza musica, per far risuonare l’attenzione e il rumore assordante di quello che sta succedendo in Ucraina. Un silenzio pesante, un atto di comunicazione tosta dal re e dal glamour di tutta la moda.

Giorgio Armani

Aggraziata e seducente, la donna proposta da Luisa Spagnoli veste il meglio dell’artigianalità italiana, espressa nelle lavorazioni dei filati naturali dagli accenti folk e nei ricami sugli abiti importanti.

I completi di Laura Biagiotti puntano a una nuova sintesi e armonia fra mise classiche e contemporanee, abbinate a cappotti lunghi, per vestire l’animo femminile nel quotidiano.

Lavinia Biagiotti Cigna, presidente e ceo di Biagiotti Group, racconta: «Ho presentato la collezione in digitale, con riprese girate alla Centrale Montemartini di Roma, la mia città e fonte di ispirazione. Dialogare con uno spazio espositivo così straordinario ha rappresentato un’occasione d’eccezione per riflettere sull’energia della bellezza che si esprime anche attraverso la moda e il binomio vincente fra arte e moda, con un forte focus sull'universo femminile».

Oblique Creations parte da linee definite e tradizionali per editare il completo giacca e pantalone da businesswoman, spezzato poi con dettagli o nuance iper femminili a contrastarne l’apparente mascolinità.

L’abilità sartoriale viene scelta anche da Sophia Nubes, unita a dettagli streetwear come denim, felpe e t-shirt, in un mix perfettamente equilibrato.

Anche Sportmax rielabora il daywear sulle silhouette della donna, sottolineando l’importanza dell‘empowerment femminile con un rigore funzionale ma anche con libera espressività artistica.

E se la dimensione invece è "Casa dolce Casa", ci pensa Alexandra Moura a editare un guardaroba confortevole e famigliare, da indossare all’interno degli spazi intimi in relax, ma anche adatto a diventare un total look da passeggio che sovverte il classicismo.

Il couturier Gabriele Colangelo immagina sempre l’abito come una opera d’arte da costruire in tutta la sua sapienza manifatturiera, sinuoso sul corpo, talora plissettato, oppure più lineare e geometrico che prende veste di un lungo cappotto.

Vien, disegnata da Vincenzo Palazzo, crea look grafici sartoriali che si ispirano all’eterno femmineo evocato dal poeta Gabriele D’Annunzio, algido e raffinato, carnale e intellettuale al medesimo tempo.

Maglioni e camicie fuori misura diventano abiti, se realizzati dal giovane marchio Quira, alla ricerca di nuove possibilità sperimentali e di pezzi puri di design, in una interpretazione distorta dei classici che incoraggia una decisa individualità.

Gabriele Colangelo

Portati in viaggio verso luoghi bohèmien, i fan di DSquared2 sperimentano l’ebbrezza di una estetica libera da costrizioni, eppure ben aggiustata nello styling. Denim e pantaloni larghi si portano con camicette stampate e collane di pietre, gilet e giacconi patchwork, maxi cardigan oppure piumini ultra morbidi, completati da mini borsoni sottobraccio e morbidi stivaletti frangiati.

L’etno-fashion ricerca radici storiche antiche, come quelle della tradizione cinese di 3000 anni fa che Hui Zhou Zhao, la signora cinese della moda, raffina in completi giacca e pantalone, trench, bomber, abiti e rilassanti modelli pigiama di seta, con stampe stupende del Celeste Impero. L'idea di fondo è rileggere in chiave contemporanea usi e costumi ancestrali, una idea che ha un suo sbocco commerciale interessante tanto che il gruppo Zappieri Milano ha stretto un accordo per accelerare lo sviluppo del brand Hui sia in Italia che all’Estero.

Vaishali S nasce dal profondo amore di Vaishali Shadangule per le trame e i tessuti classici indiani, lavorati nei telai a mano per costruire originali silhouette modellate nei colori delle pietre preziose e con filati naturali extra fini come la lana Merino e la Pashmina del Ladhak.

Hui

Le collezioni che spingono l’acceleratore sulla nightlife e il glamour anni Settanta chiudono questa edizione di Milano Moda Donna organizzata da Camera Nazionale della Moda.

«Atrophilia» è il titolo della collezione di MSGM, ossessionato questa stagione dagli astri e dai territori siderali immaginati nell’infinità dello spazio. Ricami, stelle, cristalli e paillettes ne definiscono le atmosfere su abiti corti o allungati, top geometrici, completi in maglieria che fasciano il corpo.

Giorgiandreazza, marchio dell’omonima designer Giorgia Andreazza, porta questo trend in una dimensione virtuale, fra umani e avatar, proiettati in un universo parallelo di fantascienza. La particolarità dei materiali utilizzati, molti dei quali recuperati da scarti industriali, e la cura del dettaglio realizzano nuovi look da proiettare nel futuro e nel Metaverso.

La ricerca di colori, pattern e applicazioni innovative dei pellami è priorità di Cristiano Burani e del suo progetto Rebirth, dove appunto si sfruttano i lembi di pelle (anche da riutilizzo) e si usano tecniche e lavorazioni sopraffine e innovative.

Aniye Records debutta a Milano risvegliando la voglia di costumi di scena ispirati alle rockstar come David Bowie e al mitico Studio 54, in modo tale che ogni singolo pezzo o look ha una vita a sé, come dichiara Alessandra Marchi, direttore creativo, di questa neo tribù "on stage" sexy e irriverente.

Il mood pulsante degli anni Ottanta echeggia nei look di Drome, abbagliati da luci al neon colorate. Nessun codice specifico, nessun limite di età, nessuna regola, per il club di Marianna Rosati, direttore creativo.

Drome

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