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Televisione

Serena Dandini contro la violenza sulle donne

La conduttrice, che si è concessa un anno sabbatico dalla tv, è autrice e regista di Ferite a morte, lo Spoon river del femminicidio. E sul piccolo schermo dice che...

Serena Dandini

Serena Dandini autrice e regista di "Ferite a morte" – Credits: LaPresse

Ha deciso di allontanarsi dalla tv per un anno. E di guardarla comodamente seduta sul divano di casa, non su quello degli studi televisivi sul quale si accomodava per intervistare i suoi ospiti. Dopo l'ultima esperienza della scorsa primavera su La7 dal titolo "The show must go off", Serena Dandini si dedica al teatro. E' infatti, autrice e regista di Ferite a morte, uno spettacolo il cui tema è la violenza sulle donne da parte degli uomini. Una tragedia che fa contare finora 104 medri, figlie e mogli ammazzate dall'inizio del 2012. Ma alla tv guarda sempre con attenzione.

Ci spiega meglio cos'è Ferite a morte?

E' un'antologia di monologhi sulle donne ammazzate che raccontano la propria storia. A leggerli, sul palcoscenico, attrici  e cantanti la cui partecipazione è a titolo gratuito. Uno spoon river del femminicidio che vuole gridare la tragicità di questo fenomeno. La morte delle 104 donne nel 2012 è solo la punta di un iceberg, esistono situazioni familiari drammatiche che vanno seguite per un'opportuna prevenzione di altri delitti da parte di mariti, fidanzati, ex compagni. Una violenza che va fermata. Lo Stato italiano è stato più volte redarguito dalle Nazioni Unite per il suo scarso impegno nella prevenzione di questo fenomeno.

C'è anche un ulteriore obiettivo?

Lo spettacolo Ferite a morte vuole sensibilizzare l'opinione pubblica alla sottoscrizione della "Convenzione No more! Contro il femminicidio!" che chiede, tra l'altro, al Governo e alle istituzioni italiane di discutere urgentemente le proposte in materia di prevenzione contrasto e protezione delle donne dalla violenza maschile e la ratifica immediata della Convenzione del Consiglio d'Europa.

Dove si terranno gli spettacoli?

A Palermo il 24 novembre, a Bologna il 30 Novembre e a Genova il 9 dicembre. A recitare ci saranno personaggi come Micaela Ramazzotti, Silvia Avallone, Elisa, Geppy Cucciari, Donatella Finocchiaro, Lilli Gruber, Stefania Casini, Olivia Sellerio.

Certo, il teatro è importante, ma per da voce più forte alla protesta, non erano meglio gli schermi televisivi?

Abbiamo voluto partire dal territorio, non spettacolarizzare la tragedia come è solita fare la televisione. Ma non escludo che uno di questi eventi possa arrivare sul piccolo schermo. Come non escludo che tra le altre tappe possano esserci anche Roma e Milano.

Parla di spettacolarizzazione. Si spieghi meglio

Le donne uccise in tv diventano un numero, hanno solo un nome, mai un cognome, si sa tutto di loro dal punto di vista del medico legale, ma della loro personalità, dei loro incubi non si parla mai. In questo senso vengono ammazzate una seconda volta a fini di audience. Noi abbiamo inviato una lettera documento anche al Presidente Monti per sollecitare attenzione. Ma non abbiamo ricevuto risposta.

Come mai ha scelto di restare lontana dalla tv per un anno?

Desidero guardarla da fuori, osservarne l'evoluzione, anche se adesso appare un po' ferma. Calma, però, è stata una mia scelta, questa volta nessuno mi ha cacciata via. Avevo voglia di scrivere, poi sono stata risucchiata da questo progetto. E soprattutto, se si vogliono portare in video idee innovative, ci si deve fermare e riflettere.

Sta già pianificando il suo ritorno?

Ho avuto proposte da Rai e La7. valuterò con calma. Intanto la sera, senza trucco e parrucco e l'ansia di andare in onda, mi godo la tv a casa mia.

Cosa segue, in particolare?

Sono una fan di X Factor perchè adoro Elio, ma non manco una puntata di Servizio pubblico di Michele Santoro, guardo Fabio Fazio e Roberto Saviano, e mi piacciono la leggerezza e l'ironia  di Geppy Cucciari.

A proposito: qual è lo stato della satira in tv, a suo parere?

Mi sembra che, se si esclude Maurizio Crozza, ci sia ben poca satira in tv, oggi

Cosa pensa del ritorno di Roberto Benigni su Rai1 con una serata dedicata alla Costituzione italiana?

Anche Paolo Rossi aveva fatto un tour teatrale sulla Costituzione. Certo, però, la Costituzione è di tutti

Su Rai3 ad occuparsi di violenza sulle donne adesso c'è Amore criminale, con Luisa Ranieri. Che ne pensa?

Mi sembra che ci sia un po' troppa spettacolarizzazione, non affronta il fenomeno in tutta la sua interessa e con i risvolti necessari. Però è bene che ci sia.

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