Formula 1

Turrini: “Vettel extraterrestre, ma attenti a quei due”

A Singapore ennesima fuga in solitaria del tedesco della Red Bull, avviato al 4° titolo consecutivo. Sul podio Alonso e Raikkonen, nuova coppia Ferrari 2014 - Le pagelle del GP

La gioia di Vettel sul podio (Credits: Mark Thompson/Getty Images)

Sebastian Vettel primo, ancora una volta. Come in Malesia, in Bahrain, in Canada, in Germania, in Belgio e in Italia. Sulla meravigliosa pista cittadina di Marina Bay, un trionfo di colori e di denaro investito in bellezza da far girare la testa, il tedesco della Red Bull ha staccato il biglietto per il quarto mondiale consecutivo. Un dominio, il suo, a tratti imbarazzante. Per gli altri, si intende. Da chiudere tutto e riprendere il prossimo anno. Con nuove regole e nuove logiche. Fernando Alonso, secondo, firma una gara da par suo. Portata a casa con il piglio di chi non ha nulla da perdere. Kimi Raikkonen, terzo, la conferma che la Ferrari ci ha visto giusto. Ora i punti di distanza tra Vettel e Alonso sono 60. A sei gare dalla fine del campionato, è già tempo di pensare al domani.

Roger Moore e Tony Curtis in 'Attenti a quei due'. Ecco a cosa ho pensato guardando il podio di Singapore – spiega Leo Turrini a panorama.it -. Chi c'era con l'imprendibile Vettel? Fernando Alonso e Kimi Raikkonen, ovvero la nuova coppia della Ferrari. Nell'ennesima domenica in cui il tedesco della Red Bull ha dimostrato di essere di un'altra categoria abbiamo la soddisfazione di vedere accanto a lui a festeggiare i due ferraristi dell'anno prossimo. Insomma, poteva andare peggio. Credo che questo possa essere inteso come un segnale di buon auspicio”.

Raikkonen ne ha combinata una delle sue. Partiva 13° a causa di una Q2 da dimenticare ed è riuscito a salire sul podio. Se non è un primato, poco ci manca.

“Ha una capacità straordinaria di gestire la macchina. Riesce a ottenere il massimo da situazioni che sembrano compromesse. Il popolo della Ferrari non può che rallegrarsene”.

Alonso non è stato da meno.

“E' sempre lui, bravissimo. Secondo a Singapore, come negli ultimi due gran premi che si sono tenuti su circuiti diversissimi tra loro. E questo significa che continua a dare il massimo. Purtroppo, però, non è sufficiente. Perché davanti a lui c'è il solito Vettel”.

La superiorità del tre volte campione del mondo è stata schiacciante.

“Vettel è un grandissimo. La Red Bull guidata da lui è come la Ferrari dell'epoca d'oro guidata da Schumacher. Quando Schumacher vinceva sempre non è che i suoi compagni di gioco facessero dei risultati esplosivi. Stesso discorso per Vettel nei confronti di Webber. Altra storia quando al volante c'è lui. Che aggiungere su di lui che non sia già stato detto. Credo che sia un predestinato, anzi, di più, che sia un figlio illegittimo di Schumi. Questo è uno che non sbaglia mai. Ha la capacità di sfruttare alla perfezione il mezzo che Newey gli mette a disposizione ed è giusto che vinca il suo quarto titolo mondiale”.

Come interpretare i fischi che abbiamo sentito anche a Singapore all'indirizzo di Vettel?

“Dopo i fischi di Monza dissi che era una cosa che mi dispiaceva molto. Ora vedo che succede anche in Asia. Credo che questa contestazione popolare non riguardi tanto l'uomo Vettel, quanto piuttosto il Vettel pilota invincibile. L'appassionato che segue le corse comincia a essere un po' stremato dalla noia di questi risultati così reiterati. C'è poco da fare. Quando si vince sempre, è difficile essere anche simpatici. Tra l'altro, oggi, non ci fosse stato l'ingresso in pista della safety car, Vettel avrebbe vinto con un minuto di vantaggio sul secondo. Strepitoso. Dal Belgio in poi ho anche l'impressione che lui abbia una tale superiorità che non spinga al massimo. Mi pare che non stia spremendo la Red Bull al massimo del suo potenziale. E questo dice tutto”.

Il quarto titolo consecutivo ce l'ha già in tasca. Ma per entrare nel mito forse dovrebbe rimettersi in gioco. Magari con un'altra macchina.

“Sì, per diventare il numero uno deve andare via dalla Red Bull. Deve far vedere che vince anche con un'altra macchina. Perché altrimenti rischia di far passare alla gente l'idea che sia troppo facile. Che al posto suo avrebbe potuto vincere anche qualcun altro. Credo però che sia giusto ricordare una cosa che spesso viene dimenticata”.

Quale?

“E' presto detto. Questo campionato è cominciato con una componente, le gomme, di un certo tipo. Che andavano forte sulla Ferrari e un po' meno sulla Red Bull. Poi, le hanno dovute cambiare. Per ragioni di sicurezza, come sappiamo. Niente da dire, probabilmente non si poteva fare diversamente. Hanno rimesso le gomme dello scorso anno e la Red Bull ha ripreso a sorridere, perché nel 2012 ci andava a spasso. Con questo non voglio togliere nulla ai meriti indiscussi di Vettel e della Red Bull, ma non possiamo nascondere che gli sia andata anche bene che la Pirelli sia dovuta ritornare sui suoi passi”.

Dopo aver visto l'errore di Ricciardo, prossimo pilota Red Bull, a Maranello avranno tirato un sospiro di sollievo in previsione del 2014?

“Diciamo che su un circuito difficile come quello di Singapore possono sbagliare anche i migliori. Detto questo, io sono convinto che la Red Bull volesse prendere Raikkonen. Anche perché se loro hanno il timore o il sospetto che un giorno Vettel voglia cambiare aria e che magari arrivi alla Ferrari, be', è molto probabile che avrebbero voluto mettersi in casa un altro top driver. Ed è per questo che ho sostenuto che la Ferrari dovesse fare tutto quanto fosse nelle sue possibilità per riprendersi il finlandese. Il prossimo anno, la Red Bull avrà un campione del mondo e un ragazzo, Ricciardo, ancora tutto da verificare. Per carità, può anche darsi che ci abbiano preso. Staremo a vedere”.

Bisogna riconoscere che quest'anno Webber non è stato molto fortunato.

“Proprio vero. Se succede qualcosa alla Red Bull, succede a lui. Più o meno come capitava a Barrichello quando vestiva il rosso con Schumacher. Ecco, Ricciardo si deve augurare di avere meno jella di Vettel”.

Ferrari, punto e a capo. A fine gara Domenicali ha fatto sapere che non è ancora detta l'ultima parola. Perché il guaio che ha messo fuori causa Webber potrebbe capitare al suo compagno di squadra nelle prossime gare. Ma sarà proprio vero che ci credono ancora?

“Sessanta punti di distacco a sei gare dalla fine sono più di un'ipoteca sul titolo. Penso che la Ferrari farà quello che deve per cercare di essere competitiva da qui alla fine della stagione. Ma Vettel potrebbe perdere il mondiale soltanto se si dovesse dimenticare di salire in macchina in almeno tre gran premi. A prescindere dalle dichiarazioni di circostanza, credo che ormai l'80% delle risorse disponibili a Maranello sia già stato dirottato allo sviluppo della macchina per il 2014”.

Alonso e Raikkonen, il cerchio si è chiuso.

“Finalmente, la Ferrari ha ritrovato il coraggio di osare, di uscire da queste logiche un po' sparagnine e poco pratiche. Dopo due anni di assenza, Raikkonen è tornato a fare la voce grossa in Formula 1. E' un pilota magnifico. Credo sia un colpo straordinario. Per due ragioni. Perché nel 2014 a Maranello potranno contare su due top driver. Ma anche e soprattutto perché l'arrivo del pilota della Lotus toglierà ad Alonso un po' di responsabilità. Se non ce la fanno il prossimo anno non potremo che incolpare la macchina. Speriamo non succeda”.

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