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Draft NBA 2012

Agli New Orleans Hornets la prima scelta assoluta, Anthony Davis

Anthony Davis, prima scelta del Draft NBA 2012 (foto: EPA/JUSTIN LANE)

Nello sport, esistono poche cose più prettamente americane del Draft.
Questo sistema di selezione dei giocatori in uscita dai college o da palcoscenici internazionali ma comunque professionistici, unisce il football americano NFL al baseball della MLB fino alla NBA, dove trova la sua massima espressione stilistica.

Il Draft piace.

Agli addetti ai lavori ma non solo, e non a caso è uno degli eventi mediatici sportivi più seguiti dal pubblico televisivo americano dopo colossi come il Superbowl NFL, le Final Four Ncaa di college basketball e le Finals Nba.
Piace, soprattutto, perchè stato appositamente creato sin dagli albori per portare potenziale equilibro ad una Lega che sempre ed in ogni occasione ha fatto capire di mettere in primo piano la competitività tra franchigie(vero motore del marketing), rendendo sempre più difficile la costruzione di quelle dinastie che hanno caratterizzato il basket americano degli anni '70-'80 e '90 (vedi alla voce Boston Celtics, Los Angeles Lakers e Chicago Bulls).
Piace, anche, per via della redenzione che si porta appresso.

Squadre come i Seattle Supersonics, divenuti Oklahoma City Thunder nel 2008 dopo un tortuoso percorso legale, hanno tramutato la propria sorte di eterni perdenti e squadra materasso della Nba "soltanto" attingendo a quella fonte inesauribile che è il Draft: Sam Presti, GM dei Thunder, è riuscito in pochissimi anni a far diventare OKC una delle più grandi storie dello sport americano, pescando nel 2007 Kevin Durant, Russell Westbrook l'anno seguente e il giocatore di culto per eccellenza James Harden, aggiunto al roster nel 2010.

Il funzionamento del Draft è talmente semplice da renderlo intrigante.
L'ordine di chiamate per le prime tre scelte vieni sorteggiato durante la Lottery con il classico metodo delle palline: 1000 palline, suddivise tra le peggiori squadre secondo il record complessivo ottenuto a fine stagione.
Dalla numero #4 in poi, si segue il normale ordine di arrivo nella regular season.
Questa logica fa sì che le peggiori squadre possano accedere - almeno in teoria - alle migliori scelte disponibile sul piatto dei giocatori.

Ciònonostante, il Draft Nba è per eccellenza la meno esatta delle scienze esatte.
La lista dei cosiddetti "steal of the draft", quei giocatori chiamati con scelte basse e poi rivelatisi all-star e spesse volta addirittura hall-of-famer, è il perfetto esempio di come scegliere possa essere un azzardo talvolta azzeccato e altre volte del tutto fallimentare.

Basti pensare al leggendario Willis Reed (35° scelta nel 1964), George Gervin (40° nel 1974) e ai più recenti e clamorosi casi moderni, come Micheal Jordan (3° scelta nel 1984), Kevin Garnett (5° nel 1995), Kobe Bryant (soltanto 13esimo selezionato nel 1996).
Ma c'è anche il lato meno brillante della luna.

La storia del Draft è piena di fallimenti e di giocatori chiamati con scelte altissime, spesso alla posizione numero #1, che si sono in seguito rivelati dei bidoni totali.
L'esempio limite è Kwame Brown, selezionato con la prima scelta assoluta dagli Washington Wizards nel 2001.
Passato direttamente dal liceo all'Nba con addosso la nomea del fenomeno, è forse il giocatore che assieme a Micheal Olowokandi (1998, ritenuta la peggior prima scelta di sempre) si inserisce di diritto tra le peggiori chiamate nella storia, con medie punti in carriera che non superano i 6 punti per partita.

Pessime chiamate che, quasi sicuramente, non verranno mai rinfacciate a scout e GM con riferimento al Draft 2012, tenutosi questa notte al Prudential Center di Newark, New Jersey.
Almeno non nelle posizioni di punta, poichè questa edizione è senza dubbio destinata a passare alla storia come una delle più ricche di talento da almeno 15 anni a questa parte, fatta eccezione per quel 2003 che portò nella Lega Lebron James, Dwayne Wade e Carmelo Anthony.

Questo è quanto accaduto durante il primo giro della nottata:

•1 Hornets: ANTHONY DAVIS PF/C Kentucky
Pro: giocatore unico per caratteristiche
Contro: tiro non sempre affidabile
•2 Bobcats: MICHAEL KIDD-GILCHRIST SF Kentucky

Pro: fisico Nba e QI altissimo
Contro: è finito nella peggior squadra della NBA
•3 Wizards: BRADLEY BEAL G Florida

Pro: il miglior realizzatore sulla piazza, gran tiratore
Contro: dubbi sulla sua mentalità
•4 Cavaliers: DION WAITERS G Syracuse

Pro: solido futuro nella Nba, giocatore compatto, sa fare tutto
Contro: tiro poco convincente
•5 Kings: THOMAS ROBINSON PF Kansas

Pro: fisicamente devastante
Contro: scarso arsenale offensivo
•6 Blazers: DAMIAN LILLARD PG Weber State

Pro: tiratore sublime, molto atletico
Contro: scarse doti come passatore e mediocre visione del campo
•7 Warriors: HARRISON BARNES SF North Carolina

Pro: uomo da 20 a sera potenzialmente da subito
Contro: scompare nei momenti decisivi
•8 Raptors: TERRENCE ROSS G Washington

Pro: atleta, stile di gioco versatile
Contro: scarso utilizzo del fisico
•9 Pistons: ANDRE DRUMMOND C Connecticut

Pro: centro sulla carta dominante, atleticamente di livello superiore
Contro: mentalità pigra e svogliata
•10 Hornets: AUSTIN RIVERS PG/G Duke

Pro: grande realizzatore, movimenti da all-star
Contro: carattere difficile, può distruggere armonie di spogliatoio
•11 Blazers: MEYERS LEONARD C Illinois 

Pro: grande passatore
Contro: difensivamente modesto
•12 Rockets: JEREMY LAMB SF Connecticut

Pro: range di tiro illimitato, un possibile all-star
Contro: accende e spegne i motori, molto discontinuo
•13 Suns: KENDALL MARSHALL PG North Carolina

Pro: playmaker come se ne vedono pochi
Contro: problemi difensivi
•14 Bucks: JOHN HENSON PF North Carolina

Pro: stoppatore d'elite
Contro: scarse opzioni offensive
•15 76ers: MO HARKLESS SF St. John’s

Pro: giocatore molto completo
Contro: tiratore poco affidabile
•16 Rockets: ROYCE WHITE F Iowa State

Pro: intrigante ed enigmatico
Contro: scarso al tiro, ha spesso problemi di tipo comportamentale
•17 Mavericks: TYLER ZELLER C North Carolina 

Pro: solido centro con mani delicate
Contro: faticherà fisicamente
•18 Rockets: TERRENCE JONES F Kentucky

Pro: ottimo gregario
Contro: decisioni non sempre impeccabili
•19 Magic: ANDREW NICHOLSON F St. Bonaventure

Pro: ottimo in attacco
Contro: fatica difensivamente
•20 Nuggets: EVAN FOURNIER G Poitiers (Francia)

Pro: molto carismatico, con grande talento
Contro: arrogante e dal carattere difficile
•21 Celtics: JARED SULLINGER PF Ohio State
Pro: rimbalzista, gioca molto bene sotto canestro
Contro: problemi fisici, specialmente alle ginocchia
•22 Celtics: FAB MELO C Syracuse

Pro: pivot di presenza a centro area
Contro: problemi disciplinari a non finire
•23 Hawks: JOHN JENKINS G Vanderbilt 

Pro: è buon prospetto
Contro: faticherà fisicamente
•24 Cavaliers: JARED CUNNINGHAM G Oregon State 

•25 Grizzlies: TONY WROTEN JR PG Washington

Pro: attaccante fenomenale
Contro: pigro in difesa
•26 Pacers: MILES PLUMLEE PF Duke

•27 Heat: ARNETT MOULTRIE PF Mississippi State 

•28 Thunder: PERRY JONES III F Baylor

Pro: giocatore unico nel suo genere, può diventare un fenomeno
Contro: manca di mentalità ed etica del lavoro
•29 Bulls: MARQUIS TEAGUE PG Kentucky

Pro: atletico
Contro: troppo poco tiratore

Per molti di questi ragazzi, che spesso vengono da situazioni disagiate, entrare nella Nba rappresenta una via di salvezza.
Tutti i giocatori scelti al primo giro hanno un contratto triennale garantito, le cui cifre variano a seconda della posizione di chiamata.

Gli stipendi garantiti delle scelte NBA

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