110 milioni di euro per Samuel Eto’o: i russi dell’Anzhi vogliono rovinare il calcio

Gli amanti del fantacalcio li chiamano “fantamilioni“, capitale immaginario di ogni società con cui acquistare i giocatori. Trenta, trentuno, quaranta, cinquanta. Le aste del gioco reso famoso dalla Gazzetta dello Sport riuniscono ad un tavolo appassionati di calcio …Leggi tutto

Il simbolo dell'Anzhi su uno sfondo a tema (ANSA)

Il simbolo dell'Anzhi su uno sfondo a tema (ANSA)

bar sportGli amanti del fantacalcio li chiamano “fantamilioni“, capitale immaginario di ogni società con cui acquistare i giocatori. Trenta, trentuno, quaranta, cinquanta. Le aste del gioco reso famoso dalla Gazzetta dello Sport riuniscono ad un tavolo appassionati di calcio con la voglia di fare l’allenatore e il presidente. Una passione simile a quella di Suleyman Kerimov, presidente dell’Anzhi Makhachkala, squadra russa che il mercato lo fa come il fantacalcio.

La formazione di Makhachkala, promossa nel massimo campionato russo appena due anni fa, ha fatto parlare parecchio di sé negli ultimi anni. Prima il faraonico ingaggio di Roberto Carlos (a cui il presidente ha regalato una macchina da 900 mila euro per il compleanno), poi le offerte per tentare i top player d’Europa. L’ultima in ordine di tempo è la proposta indecente a Samuel Eto’o: l’Anzhi ha offerto 30 milioni di euro all’Inter per il cartellino del giocatore e 20 milioni di euro all’anno per quattro stagioni alla punta.

Una grassa risata e un brindisi di vodka in faccia a Michel Platini e al suo fair play economico. Una cascata di petroldollari per sollazzare il divertimento di un magnate che non ha alcuna intenzione di sviluppare un progetto tecnico bensì solo di stupire il mondo con l’esibizionismo di cifre assurde. Eto’o non giocherà mai nell’Anzhi Makhachkala, questo lo sa anche Kerimov. Forse ci finirà a 35 anni, quando i russi saranno gli unici a potergli garantire un contratto fantamilionario. Nel frattempo urgono riflessioni sull’instabilità e la turbativa del mercato che certi personaggi offrono al calcio mondiale.

Non resta che farsi una scorpacciata di qualunquismo con le dichiarazioni dei giocatori che via via accettano di vivere una nuova esperienza russa. All’Anzhi sono infatti arrivati il talento ungherese Dzsudzsák dal Psv Eindhoven, il messicano Diego Tardelli, il difensore brasiliano Joao Carlos e per ultimo Yuri Zirkhov, ex centrocampista del Chelsea pagato da Kerimov 15 milioni di euro. “Sono felice di essere qui”, “E’ una scelta di vita importante”, “Sono rimasto affascinato dal progetto e non potevo dire di no”, “Adoro la Russia e l’Anzhi è una grande squadra”. La lista delle frasi fatte è infinita come i minuti di risate dei nuovi acquisti al momento della firma.

Basteranno però i milioni dei ricconi russi per creare formazioni in grado di fare la differenza in Europa? La risposta la darà il campo, nel frattempo dopo Abramovich, Mansour e il nuovo proprietario del Malaga Al-Thani si attende l’arrivo di un ricco signore anche in una società italiana. Magari in un piccolo borgo di provincia per assistere alle dichiarazioni di rito dei nuovi arrivati: “Ho giocato a Londra, Parigi e Milano ma il mio sogno è sempre stato Borgo Tre Case“.

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