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Magrini, Eurosport: "Nibali, ci hai fatto godere"

Nibali show sui Pirenei. Crolla Evans, Wiggins tiene botta. Voeckler vince la tappa.

VIncenzo Nibali attacca sul Peyresourde (Credits: AP Photo/Laurent Cipriani).

Da tempo non ce ne capitava uno così. Vincenzo Nibali, il messinese emigrato in Toscana (l’università del ciclismo), non vince ma ci fa sognare sul saliscendi della 16esima tappa del Tour de France. La vittoria se la prende il francese Voeckler, che i Pirenei li conosce a memoria, dopo una fuga iniziata al km 22 e finita da solo con le braccia alzate e la linguaccia di fuori. La corsa però si giocava più indietro dove c’erano Vincenzo, Froome e la maglia gialla di Bradley Wiggins. Nibali lascia passare le prime due salite, Aubisque e  Tourmalet, poi chiede aiuto al compagno di squadra Ivan Basso che risponde presente e accelera sul Col d’Aspin. Nel frattempo crolla Cadel Evans che finisce lontano a 8 minuti. Sull’ultima salita è il momento di Nibali. Vincenzo si alza sui pedali e attacca una, due, tre volte. Al terzo tentativo Froome non ce la fa più e si deve muovere Wiggins per tenere la scia dell’italiano. Gli stanno dietro a fatica ma al traguardo i distacchi rimangono invariati. Con Evans fuori gioco il terzo posto per Nibali sembra cosa fatta ma oggi ci sono ancora i Pirenei e Riccardo Magrini, commentatore di Eurosport, ha voglia di sognare qualcosa di più.

Allora Magrini, “tutti pazzi per Nibali”?

“Giusto così. Nibali è stato l’unico che ha avuto il coraggio di attaccare una formazione così forte come il Team Sky. Le occasioni per provarci erano poche e tutti gli attacchi che si sono visti finora portano la firma di Vincenzo. Ieri quando sono rimasti da soli (Nibali, Wiggins e Froome ndr) sulla salita finale, l’azione vera, quella bella, l’ha fatta lui”.

Potrebbe persino essere il più forte dei tre?

“Beh, se consideriamo la crescita di Nibali e il suo percorso di  avvicinamento al Tour sembrerebbe quello più in forma. Soprattutto considerato che Wiggins era in palla già al Giro del Delfinato d’inizio giugno. Il problema è che poi arriva sempre una cronometro che gioca a favore dell’inglese e di Froome. Comunque Vincenzo ci ha provato e ci deve provare. Forse gli è mancato qualcosa dalla squadra che ha deluso in qualche suo elemento”.

Ieri anche Basso è andato forte e i risultati si sono visti…

“Finalmente  è tornato sui suoi livelli. Magari se anche le scorse settimane, sulle Alpi, fosse andato come ieri ora saremmo qui a parlare di un’altra corsa. In ogni caso Nibali ha fatto e sta facendo un gran Tour. A meno di catastrofi ha già un piede sul podio ed essere nei primi tre a Parigi non è cosa da poco. Adesso l’obiettivo potrebbe essere il secondo posto di Froome che ieri ho visto molto provato, soprattutto sull’ultima salita”.

Froome ha detto che l’italiano con quegli attacchi non sarebbe andato da nessuna parte. Forse un pò di paura ce l’ha il Team Sky?

“Loro ovviamente cercano sempre di  minimizzare gli attacchi degli avversari ma sanno bene che il nostro Vincenzo è l’unico vero avversario che hanno. Soprattutto dopo la tappa di ieri dove il caldo ha giocato un ruolo fondamentale e molti si sono letteralmente liquefatti. Nibali invece non ha accusato niente e si vedeva anche dal viso che era a suo agio sui pedali, che stava bene. Insomma, direi che ci ha fatto godere”.

Nibali, unica emozione di un Tour bloccato dal percorso?

“Questo  è un discorso che si fa sempre. Vero che quest’anno le alpi erano prima e magari hanno inciso meno. Però bisogna anche saper accettare il verdetto della strada ed è giusto riconoscere la grandezza del Team Sky e di Wiggins.

Forse c’è un pò meno spettacolo con le squadre a farla da padrone?

“Ultimamente sono anche mancate le individualità. Trovare campioni in una corsa a tappe non è mai stato semplice e proprio per questo il nostro Nibali facciamo bene a tenercelo stretto. Le squadre certo hanno un ruolo importantissimo ma poi sono i singoli a fare la differenza. Puoi avere il team più forte del mondo ma se arriva la crisi non c’è niente da fare. Il crollo di Evans ne è la dimostrazione lampante.”

Cadel Evans, vincitore dello scorso Tour, finisce fuori dai giochi in lacrime…

“Evans  mi sembrava fosse arrivato bene al Tour ma non così bene come l’anno  scorso. Il perché è presto detto: nel 2011 nessuno si aspettava che vincesse mentre quest’anno aveva tutti i fari puntati addosso. Le doppiette, Contador a parte, sono diversi anni che non si vedono.

Wiggins, più Froome, più Sky, non c’è piu niente di fare?

“Ormai il loro schema è collaudato. Mettono Knees e Eisel, a volte addirittura Cavendish, a tirare e Froome a coprire gli attacchi. Però ad esempio ieri il sudafricano ha dato qualche segno di cedimento ed è stato Wiggins a dover chiudere in prima persona. Sono attaccabili se uno è forte, e Vincenzo è forte.”

Oggi ci sono ancora i Pirenei con subito il Col de Menté (con pendenza al 9%) e arrivo in salita a 1600 metri…

“Voglio  provare a costruirmi uno scenario fantascientifico ma entusiasmante. Mi vedo Nibali che attacca sulla prima salita, Wiggins che va in crisi e Vincenzo che rimane da solo con Froome a giocarsi il secondo posto, e magari anche qualcosa di più. Qualcosa di colore giallo intendo. Sarebbe un sogno ma quella di oggi potrebbe essere veramente la  tappa di Nibali. In questo momento in salita nessuno va come lui.

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