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Mangi pollo? Tuo figlio avrà il pene piccolo

E' l'ultima campagna choc della Peta che fa infuriare le mamme

Polli d'allevamento (Credits: Gettyimages)

Voleva essere una campagna di sensibilizzazione nei confronti delle condizioni nelle quali vivono i polli d'allevamento, ma ha fatto infuriare le mamme di mezzo mondo.

Vanno bene i danni provocati dal fumo in gravidanza, dall'alcool e dai cibi crudi: ma adesso scoprire che se una donna incinta mangia del banalissimo pollo incide sullo sviluppo dei genitali del proprio bambino sembra troppo.

Eppure l'associazione Peta ha proprio detto questo nella sua ultima campagna choc con lo slogan: "Se mangi pollo in gravidanza tuo figlio avrà il pene piccolo". L'organizzazione no-profit a sostegno dei diritti degli animali ha lanciato l'allarme durante il National Buffalo Wing Festival, sorta di tempio del pollo fritto a stelle e strisce. Evitate, ha spiegato la Peta, di servire da mangiare ali di pollo alle donne in stato di gravidanza, perché consumare tale alimento potrebbe influire sulla formazione dei figli.

Nella lettera inviata dalla Peta si entra nel dettaglio sulle terribili condizioni in cui sono costretti a vivere i polli di allevamento e si parla, come riferisce il sito Salon, di come gli ftalati, sostanze chimiche utilizzate per aumentarne la crescita, possano essere nocive.
L'allarme, però, sarebbe infondato o comunque decisamente fuori misura come ha dichiarato Shanna H. Swan, nota ricercatrice americana, che ha smentito la tesi di Peta affermando che non c'è alcun legame tra il consumo di pollo e le dimensioni del pene di un bambino nel feto materno.

Certo che quando si vedono sul banco del supermercato petti di pollo da quasi un chilo il dubbio che quegli animali abbiano avuto un'esistenza difficile sorge, ma spetta al giudizio della singola madre decidere cosa sia meglio per se stessa e per il suo bambino. 

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