Spazio

Stelle cadenti da record

Quest’anno è prevista un’intensa attività meteorica per lo sciame delle Perseidi. Ecco cinque cose da sapere per godersi lo spettacolo.

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– Credits: Sky & Telescope / Dennis di Cicco

Dal 10 agosto occhi al cielo: lo sciame di meteore comunemente conosciuto come “lacrime di San Lorenzo”, che ricorre qualche giorno prima della metà del mese, promette quest’anno di fare letteralmente faville. Lo preannuncia uno studio della Nasa, condotto da Bill Cooke del Meteoroid Environment Office, una vera e propria “stazione meteorologica” che studia esclusivamente le stelle cadenti.

Grazie ad un rete di telecamere sparse nel sud degli Stati Uniti, infatti, Cooke e colleghi hanno monitorato per cinque anni l’attività degli sciami meteorici che investono il nostro pianeta nel corso di ogni stagione. Conclusione: le Perseidi sono di gran lunga quelle più luminose e brillanti e le previsioni per il 2013 sono eccellenti. Secondo gli astronomi potremo osservare da un minimo di cinquanta meteore per ora (cioè una al minuto) fino ad un massimo di cento. Un vero record rispetto ai due anni precedenti  e uno spettacolo impedibile. Ecco alcuni consigli per gustarsi lo show.

Quando osservare.

Le notti migliori sono quelle tra l’11 e il 12 e tra il 12 e il 13, quando è previsto il picco massimo, a partire dalla mezzanotte e fino ai primi chiarori dell’alba. Inoltre l’assenza delle Luna, che tramonterà intorno alle 22,40 non disturberà con il suo bagliore l’osservazione del fenomeno. Ma anche nelle sere precedenti (e per chi non è in vacanza la notte di sabato è l’ideale) si vedranno parecchie meteore, avanguardie dello sciame di detriti che genera le Perseidi. Sono infatti minuscoli granelli di polvere lasciati nello spazio dalla cometa 109P/Swift-Tuttle, il cui ultimo passaggio è avvenuto nel 1992: ogni anno l’orbita della Terra incrocia la sua traiettoria, imbattendosi in questi piccoli residui che, penetrando nell’alta atmosfera a oltre sessanta chilometri al secondo, si incendiano producendo le scie luminose che chiamiamo stelle cadenti.

Dove osservare.

Come dice il nome stesso, le sfavillanti lacrime celesti provengono dalla costellazione di Perseo. Anche per chi non ha dimestichezza con nozioni astronomiche, non servono però mappe o gadget tecnologici per individuarla. È sufficiente guardare verso nord-est: la pioggia di meteore infatti è visibile in tutta quella porzione della volta stellata, e anche in altre direzioni. In questo periodo infatti si sovrappongono altri sciami, meno intensi delle Perseidi, che arrivano dalla costellazione del Cigno e dell’Acquario: è frequente quindi osservare stelle cadenti in ogni zona del cielo.

Gli strumenti migliori? Gli occhi.

Telescopi e binocoli sono certo gli strumenti migliori per vedere le meraviglie del cosmo, ma per questi eventi sono pressoché inutili: inquadrano infatti una porzione di cielo talmente piccola che è praticamente impossibile vedervi transitare una meteora. Basta quindi andare in luoghi particolarmente bui e lontani dalle luci delle città e alzare gli occhi. Le stime indicano meteore molto luminose (alcune più delle stelle e dei pianeti), e secondo la Nasa, addirittura “palle di fuoco” con scie tutt’altro che fugaci, visibili anche per parecchi secondi.

Meglio la reflex del tablet.

Volete riprendere un’immagine suggestiva del fenomeno? Lasciate perdere i tablet e usate la macchina fotografica, meglio se una reflex. In ogni caso adoperate un cavalletto o piazzate la fotocamera su un supporto stabile. Effettuate pose fino a 15 minuti (occhio alle batterie) con sensibilità Iso 100-200 e obiettivo luminoso (occhio alla condensa sul vetro della lente) aperto a grandangolo (modalità panoramica). Con un po’ di fortuna si riesce ad immortalare almeno una meteora.

Dal mondo della rete.

L’Istituto Nazionale di Astrofisica segnala il sito del fotografo americano Jeff Sullivan, che è riuscito a realizzare questo stupendo video delle Perseidi. La tecnica, come spiega nel suo blog , è quella del time lapse, cioè scattare una lunga sequenza di immagini e poi concentrarle fino a trenta fotogrammi al secondo. Decisamente per utenti “sgamati”, sia in ambito fotografico, sia in elaborazione video. Se invece volete contribuire al progresso della scienza, potete segnalare le vostre osservazioni all’International Meteor Oranization (dove in tempo reale si possono scambiare dati con altri utenti) o al North American Meteor Network , utile per le statistiche su cui elaborare modelli per previsioni sempre più accurate.

Ma in fondo, che c’è di meglio che stendersi con una coperta su un prato o sedersi in riva al mare o accucciarsi su un pendio di montagna e osservare, spegnendo tablet e cellulari, questo meraviglioso spettacolo della natura? E poi, esprimete un desiderio.

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