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Salute

Così il computer aiuta la memoria degli anziani

L'utilizzo delle nuove tecnologie combatte il declino cognitivo

anziani

Le previsioni non sono confortanti: entro il 2050 il numero delle persone che soffriranno di declino cognitivo e demenza senile salirà a 50 milioni, parallelamente all’aumento dell’aspettativa di vita della popolazione mondiale. Di conseguenza, cresceranno anche i costi diretti e indiretti legati a patologie come l’Alzheimer, destinate a incidere notevolmente sulla spesa sanitaria di Paesi sviluppati e in via di sviluppo.

Queste considerazioni hanno stimolato la ricerca a trovare nuove soluzioni in grado di ritardare o prevenire l’avanzamento dei deficit mentali negli adulti a rischio. Risultati promettenti sono già stati ottenuti incrementando l’attività fisica e tenendo sotto controllo il diabete e l’ipertensione. Ora una nuova ricerca condotta dai ricercatori della University of Western Australia (UWA) e pubblicata sulla rivista scientifica PLoS ONE dimostra che l’utilizzo del computer e delle tecnologie digitali ridurrebbe fino al 40% il rischio di declino cognitivo.

La demenza solitamente si verifica dopo i 60 anni con una progressiva perdita della memoria, ma anche sbalzi di umore, difficoltà nello svolgere attività quotidiane, depressione e paure infondate.

I ricercatori, coordinati da Osvaldo Almeida, hanno tenuto sotto osservazione per otto anni e mezzo un gruppo di oltre 5 mila persone di sesso maschile di età compresa tra i 69 e gli 87 anni con lo scopo di analizzare il declino delle facoltà mentali tra utilizzatori e non e del pc. Tenendo in considerazioni i cosiddetti “fattori confondenti” come l’istruzione, l’isolamento sociale, la depressione, l’età, ed esclusi altri fattori come ereditarietà, malattie, problemi pregressi, lo studio ha valutato soltanto l’utilizzo o meno del computer e il risultato ha dimostrato che chi lo usava assiduamente aveva il 30-40% di possibilità in meno che si sviluppasse la demenza nel corso della vecchiaia.

Questo perché il computer, se usato con cognizione, stimola la mente con segnali visivi e con comandi veloci che costringono il cervello a reagire con prontezza.

Secondo i ricercatori sarebbe quindi molto utile promuovere iniziative volte a stimolare l’uso degli apparecchi digitali anche tra la popolazione meno giovane, generalmente molto restia alla tecnologia.

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