Il cardinale Bertone e i 15 milioni spariti: ecco la vera storia

L'ex segretario di Stato nel 2012 va in soccorso dell'amico Ettore Bernabei. Ma nel 2103, su indicazione di Papa Francesco, il nuovo presidente dello Ior liquida la partecipazione con una pesante perdita

– Credits: Ansa

Secondo la Bild Zeitung il cardinale Tarcisio Bertone sarebbe stato messo sotto inchiesta in Vaticano per aver sottratto 15 milioni di euro dello Ior (l’Istituto per le Opere di Religione) da destinare alla Lux Vide, la società di produzione televisiva di Ettore Bernabei

Così Panorama ha ricostruito come si è svolta la vicenda:

31 gennaio 2013: scade il prestito in obbligazioni convertibili sottoscritto da Intesa san Paolo a favore della Lux Vide di Ettore Bernabei il 18 novembre 2009, pari a 8.469.743,61 euro, costituto da 16.500.572 obbligazioni nominali al tasso annuo di interesse del 4,5 per cento. La Lux Vide,  società di produzione da sempre vicina al Vaticano e specializzata in sceneggiati a sfondo storico e religioso (la Bibbia, Giovanni XXIII, Paolo VI, la serie don Matteo), ha bisogno di un intervento da parte di altre soggetti. Chiede aiuto al Vaticano che, tramite lo Ior (che all’epoca annovera Bertone come presidente della Commissione cardinalizia di vigilanza) interviene sottoscrivendo a sua volta quelle obbligazioni. Pochi giorni dopo (11 febbraio) Benedetto XVI si dimetterà. Lo Ior è senza presidente dopo la defenestrazione di Ettore Gotti Tedeschi avvenuta a maggio. Perciò l’operazione Lux Vide non passa formalmente attraverso gli organismi collegiali di vigilanza e controllo dell’istituto di credito vaticano. Prima che Ratzinger lasci definitivamente il soglio pontificio e si apra la sede vacante (28 febbraio), Bertone otterrà la conferma  della commissione cardinalizia di vigilanza da lui presieduta e nominerà il nuovo presidente dello Ior nella persona del tedesco Ernst von Freyberg.

Luglio 2013: Papa Francesco, appena eletto al soglio pontificio, chiede di far luce sui conti dello Ior. Il presidente von Freyberg affida alla società di consulenza americana Promontory l’analisi approfondita dei conti e del patrimonio dell’Istituto. Da un esame delle sofferenze dell’Istituto emerge questa rilevante esposizione nei confronti della Lux Vide. Nel dicembre 2013 viene convocata la Commissione cardinalizia di vigilanza che mette, tra gli altri temi, all’ordine del giorno anche la risoluzione del problema dell’esposizione nei confronti della Lux Vide. La Commissione decide di risolvere (disdire) l’accordo con lo Ior e trasferire le obbligazioni, convertite in azioni, a una fondazione vicina alla Santa sede.

La realizzazione di questa operazione, compiuta a fine 2013, comporta una perdita netta per lo Ior di 15 milioni di euro che saranno valorizzati nel prossimo bilancio annuale.

Bertone smentisce che vi sia un’indagine a suo carico da parte del promotore di giustizia vaticano. È quanto risulta anche a Panorama poiché in questa storia non ci sarebbero  elementi di rilevanza penale, tali da far aprire un’indagine da parte della giustizia vaticano. E’ piuttosto una questione che riguarda la gestione dell’Ior e l’uso dei suoi capitali. Si può immaginare che, nell’opera intrapresa dai nuovi organismi di controllo e di gestione dell’Istituto di credito vaticano, volto a riportarlo alla sua originaria funzione, come richiesto dal Papa, altre operazioni di questo genere potrebbero venire alla luce.

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