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Testamento biologico: tutti i dubbi sulla legge

Quali sono i limiti degli articoli approvati dalla Camera: dall'obiezione di coscienza del medico alla burocrazia legata alle Dat

Pensata per dar voce ai malati e approvata per rispettare le volontà di chi sta male la legge sul Biotestamento, in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento, passa al vaglio del Senato con non pochi limiti, dubbi e contraddizioni.

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I 4 dubbi

L’Associazione Luca Coscioni lancia un appello. L'immediata discussione al Senato, senza cedere alle manovre di chi vuole ritardare il passaggio della legge sperando nella fine della Legislatura, e la modifica del testo dove si rischia di favorire nella pratica il sabotaggio delle norme. Ma quali dubbi insorgono leggendo gli articoli approvati il 20 aprile dalla Camera?

- Il rimando alla "deontologia professionale" come motivazione per ostacolare la volontà del paziente, insieme a formulazioni ambigue sul trattamento psicologico per i malati che vogliono interrompere le cure sono due nodi da sciogliere. In parole povere, anche se non si fa un cenno esplicito all’obiezione di coscienza, non essendo il medico un semplice esecutore delle volontà del malato, questi mantiene una certa autonomia decisionale e “a fronte di tali richieste non ha obblighi professionali” (art.1 comma 7). Cosa ne sarà della decisione del malato se il medico si rifiuta di seguire le sue volontà?

- Altro punto ostico sono le terapie non prevedibili. L’art. 3 al comma 7 cita: “Il medico è tenuto al rispetto delle DAT (Dichiarazioni anticipate di trattamento) le quali possono essere disattese, in tutto o in parte, dal medico stesso, in accordo con il fiduciario, qualora sussistano terapie non prevedibili all'atto della sottoscrizione, capaci di assicurare possibilità di miglioramento delle condizioni di vita. Nel caso di conflitto tra il fiduciario e il medico, si procede ai sensi di quanto previsto dal comma 4”, ossia si ricorre al giudice. Cosa accadrà se durante la malattia sopraggiungono nuove cure, ma il malato non acconsente a proseguire con i trattamenti? Quanto dovrà attendere la nuova decisione? 

- Troppi meccanismi burocratici sono previsti nelle DAT redatte con scrittura privata autenticata e consegna presso l'ufficio dello stato civile del comune di residenza oppure nelle strutture sanitarie. E la situazione si complica nel caso di revoca in cui servirebbe una dichiarazione verbale raccolta dal medico in presenza di due testimoni. La stesura autenticata, la consegna di persona del testamento biologico, la dichiarazione raccolta dal medico con testimoni non sono atti disincentivanti?

- La posizione della Chiesa è netta. A Repubblica il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, non si riconosce nel testo di questa legge sostenendo che le norme approvate dalla Camera il 20 aprile rischiano “di aprire derive pericolose, come è avvenuto con altre leggi; e comunque rimane lontana da quell’impostazione personalistica che trova riflesso anche nella Costituzione della nostra Repubblica, che tutela la salute come diritto dell’individuo e interesse della collettività. Invece questo testo è adatto a un soggetto che si interpreta a prescindere dalle relazioni, considerandosi padrone assoluto di una vita che non si è dato”. E sull’obiezione di coscienza Bagnasco spiega: “È un punto qualificante, decisivo, che come tale non è preoccupazione semplicemente della Chiesa, ma di ogni società democratica, realmente rispettosa dell’insindacabilità”. Come si comporterà chi, da cattolico, vuole sottoscrivere il testamento biologico dopo tali affermazioni?

6 articoli del Ddl sul Testamento biologico

I 6 articoli, redatti e modificati in un anno di lavoro in commissione, sono arrivati a riassumersi in 6 punti principali

- il diritto del malato a rifiutare tutte le cure

- l’obiezione di coscienza del medico qualora le richieste del malato siano "palesemente incongrue o le condizioni nel frattempo siano mutate o siano sopraggiunte nuove terapie non prevedibili al momento della compilazione

- l'obbligo dell'ospedale di garantire sempre il rispetto delle volontà del paziente

- l’introduzione della sedazione profonda

- l’approvazione delle Dat, ovvero le disposizioni anticipate di trattamento in cui la persona (anche non malata) decide di dare indicazioni sul tipo di cura o l'astensione dalla stessa scritte o registrate in audio o video

- l’introduzione della figura del fiduciario

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