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Politica

L'intervento di Matteo Renzi al Meeting di Rimini

Ospite di Cl, il premier ha spaziato a 360° dal palco della manifestazione: dalla politica interna all'Unione Europea, dalle tasse al terrorismo...

Prima gli autografi e i selfie con i giovani e meno giovani militanti di Cl, quindi il palco per affrontare a 360° i temi più caldi del momento: ospite al Meeting di Rimini, il premier Matteo Renzi è stato protagonista di un lungo intervento. Ecco una sintesi, punto per punto.

Migranti (e voti). "Salviamo vite umane anche a costo di perdere voti. E' una questione di civiltà". 

Pressione fiscale. "La riduzione delle tasse serve ad aumentare il grado di libertà di un Paese, aumenta il tasso di giustizia sociale non il grado di consenso di un presidente del Consiglio".

Futuro dell'Italia. "Serve una lettura della società diversa, serve uno sguardo sul mondo italiano che lo racconti per come è, cioè molto più forte di quanto non raccontino nei talk show... L'Italia è di fronte a un bivio: se torna a fare l'Italia, allora c'è spazio per uscire dalla crisi; se al contrario non investe su se stessa, insistendo sulla negatività, non sarà un Italia meno ricca, ma lo sarà il mondo".

Terrorismo. "Gli attentati sono stati fatti a simboli culturali ed educativi: la sinagoga a Bruxelles, il giornale a Parigi, le chiese bruciate nell'Africa, il Bardo a Tunisi, la persecuzione contro i fratelli cristiani in quei territori. I terroristi cercano di farci morire come piace a loro, ma non riuscendovi provano a farci vivere nella paura, nel terrore".

Sistema elettorale. "Il sistema italiano non prevede un meccanismo di corrispondenza tra chi si candida e chi guida il Paese. La legge elettorale è il primo tassello per riuscire finalmente a governare e non difendersi dagli assalti della minoranza o dell'opposizione. E' una rivoluzione... Alle prossime elezioni potrete votare uno schieramento, un candidato, e chi vince governa mentre l'altro si prepara per vincere cinque anni dopo".

Unione Europea. "L'Europa a 28 o è troppo o è poco. Si è allargata senza una visione politica, ha cancellato il Mediterraneo e i Balcani dalla discussione, l'emergenza Balcani è pazzesca... Non bisogna però costruire l'Europa contro la Russia, perché questo è un errore tragico e questo non solo per un fatto economico".

Salvini. "La proposta 'blocchiamo per 3 giorni l'italia a novembre'? Sono 20 anni che la stanno bloccando, oggi la scommessa è quella opposta".

Riforma del Senato. "E' incredibile la discussione. Dicono che se non c'è elezione diretta dei senatori, è a rischio la democrazia, ma non è che devi votare tante volte, quello è il Telegatto. Moltiplicando le poltrone, si fanno contenti quei politici, non gli elettori. Serve creare dei decisori politici, non è che moltiplichi le poltrone e moltiplichi democrazia". 

Usa. "Io non credo in un ruolo di equidistanza dell'Italia nel mondo internazionale. Credo nell'Italia come portatrice di dialogo, ma il nostro rapporto con gli Stati Uniti è forte e straordinario... 

Stato e regole. "Io sto alla positivita' del reale: Italia non la fa chi la governa, ma ogni giorno migliaia e migliaia di persone che fanno il loro lavoro. Il compito dello Stato non è irregimentare le persone. L'Italia ha bisogno di regole semplici". 

La sua presenza a Rimini. "Non volevo venire al Meeting, ma non per un fattore ideologico. Molti miei predecessori venivano qui perché è una grande agora, un mio precedessore ci veniva considerandolo una grande piazza politica, e questo vale anche per alcuni predecessori del mio partito. Non volevo venire per non dover vedere poi il giorno dopo i titoli sull'accoglienza più o meno calda che avrei ricevuto. Questo è un luogo in cui molta gente ha arricchito la propria esperienza, ma questo non viene poi riflesso nella ricostruzione giornalistica".

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