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Formigoni, Cristina Parodi e il triste tramonto di un uomo politico

Quel "spaccale la faccia o ti licenzio" rivolto alla sua addetto stampa è la fine di un politico di cui ricorderemo solo (forse) solo camice a fiori e i tweet in inglese maccheronico

Chissà che cosa avrebbe detto Don Verzé se avesse assistito all'ultimo show del suo 'memores domini' preferito: Roberto Formigoni.
L'uomo di Cl, a capo da più di 17 anni della Regione Lombardia,  era ospite nel programma di Cristina Parodi su La7 e, come spesso gli accade, detesta rispondere alle domande dei giornalisti.
Il Celeste, come lo chiamano i suoi fedelissimi, preferisce magnificare le sue res gestae a capo del Pirellone con twitt sulle sue camice floreali e descrivere le sue impegnatissime giornate tra la partecipazione ad una sagra paesana e gli esercizi spirituali.
Da qualche tempo a questa parte, però, il governatore indagato dalla procura di Milano per corruzione (e con una condanna passata in giudicato per diffamazione) preferisce i soliloqui.

Formi detesta quando qualcuno gli chiede spiegazioni  sul suo amico faccendiere Daccó e le famose vacanze da faraone,  non vuole parlare del sistema di potere di Cl in Regione e odia chi gli chiede conto del lusso sfrenato che ha voluto nell'arredamento  del suo ufficio  (un sofà da 4 mila euro e un tavolo da 11 mila euro. Totale spese per arredare il suo ufficio e l'appartamento: 127 mila euro).

Oggi negli studi televisivi dopo la registrazione,  il buon samaritano ha perso le staffe.
Le cronache dei presenti raccontano, conclusa l'intervista, di un uomo in preda ad un attacco di ira nei confronti della sua portavoce Gaia Carretta.  Davanti ad  almeno una decina di persone, si è rivolta a lei urlando: «Tu adesso stai qui e spacchi la faccia a Cristina Parodi e a questa banda e a questi giornalisti!».

Non sazio, dà sfogo della sua nota 'pietas cristiana' anche contro gli autori del programma: "Avete fatto solo cagate!"
In queste ore la sua portavoce sta consegnando le dimissioni nella mani di Formigoni, ma non è questo il punto. Troppo facile dare la solidarietà alla collega che ha dovuto subire l'affronto del suo datore di lavoro che l'ha istigata a "spaccare la faccia" alla Parodi. Qui la questione  è molto più profonda e non riguarda solo il tramonto definitivo di un uomo politico che non si rassegna di fronte ai suoi fallimenti a lasciare il passo, ma il fattaccio mette in evidenza come buona parte di questa classe politica sia allergica alle domande dei giornalisti.

Formigoni è lo stesso  uomo politico ipocrita (nel senso etimologico del termine) che elogia la grande democrazia americana, salvo poi mandare a fare in culo, per di più per conto terzi, i giornalisti che gli chiedono conto delle vacanze pagate dall'uomo con cui la Regione faceva affari.
Addio Celeste. Di te, forse, ricorderemo le tue camice, il tuo formiglione e i tuoi tweet in inglese maccheronico.

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