8 settembre 2015 -  Le foto del giorno nella nostra gallery:
Migliaia di persone hanno provato oggi ad attraversare il confine fra la Grecia e la Macedonia, dopo che ieri settemila siriani - numero record - hanno attraversato questa frontiera "caldissima".

Ore 17:00 - Il presidente polacco, Andrzej Duda, ha dichiarato che la Polonia è contraria alle quote obbligatorie per la redistribuzione di rifugiati nell'Ue.

"In Europa si parla sempre di come affrontare le conseguenze, poco di come risolvere le cause. L'Europa è in una sorta di circolo vizioso", ha detto. Già la scorsa settimana la premier Ewa Kopacz aveva detto che la Polonia era pronta a discutere il suo ruolo, ma non vuole accettare quote automatiche per l'accoglienza. 

I paesi vicino alla Siria ospitano 4 milioni di profughi
L'Alto commissario Onu per i rifugiati (Unhcr) stima che sono 30mila i rifugiati che si trovano attualmente sulle isole Greche e di questi circa 20mila si trovano sull'isola di Lesbo.

"I numeri variano, ma vi sono migliaia di nuovi arrivi ogni giorno", ha precisato a Ginevra la portavoce dell'Unhcr, Melissa Fleming.

Inoltre, Fleming ha confermato che ieri è stato registrato un numero record di 7.000 arrivi in Macedonia. "Prevediamo che tale movimento continuera'", ha detto.

La fuga dei siriani "è strettamente legata al deteriorarsi della situazione in Siria e nei Paesi limitrofi che ospitano più di quattro milioni di siriani in condizioni sempre più difficili - ha proseguito -. All'interno della Siria gli scontri si sono intensificati e molti siriani hanno perso tutto che più della metà della popolazione vive nella povertà estrema".

Recenti ricerche condotte in Libano e in Giordania tra i rifugiati siriani hanno fotografato una situazione di vulnerabilità estrema, ha aggiunto sottolineando che l'appello delle Nazioni Unite ai Paesi donatori per la crisi siriana è stato finanziato solo per il 37%.

Per la portavoce dell'Unhcr, se la Nazioni Unite disponessero di maggiori fondi per i programmi di aiuti, molti rifugiati nei Paesi limitrofi della Siria, preferirebbero restarvi, per essere più vicini a casa dove sperano di tornare.

Mezzo milione all'anno in Germania
Ore 12:00 - Secondo il vicecancelliere tedesco, Sigmar Gabriel, la Germania è in grado di accogliere 500 mila migranti all'anno, per alcuni anni. Lo ha detto alla televisione tedesca ZDF.

"Penso che possiamo farcela con mezzo milione di persone, per alcuni anni", ha affermato. "Non ho dubbi, forse possiamo fare anche di più".

Ore 9:00 - L'Unhcr  ha comunicato che, solo ieri, 2.700 profughi sono entrati in Ungheria passando il confine con la Serbia, nei pressi di Rozske. La polizia ungherese ha caricato migranti parte dei quali ha forzato i blocchi.

Il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker, intanto, presenterà domani, come previsto, al Parlamento europeo il nuovo schema di ricollocamento dei migranti.

Alla Germania, secondo le anticipazioni del piano, saranno assegnati 31 mila richiedenti protezione internazionale, Parigi ne accoglierà 24 mila e la Spagna 15 mila.
L'Italia ricollocherà 39.600 richiedenti asilo.
Secondo il tedesco Die Welt la quota per la Germania sarà in realtà vicinissima a 40mila.

7 settembre 2015 -

La Germania ha deciso di intervenire con un totale di 6 miliardi di euro per i migranti che in questi giorni entrano nel Paese: ai 3 già annunciati per i Länder e per i comuni se ne aggiungono altri 3 per programmi federali di assistenza, per velocizzare le procedure per le domande di asilo e fornire ulteriori strutture di accoglienza. 

15:18 - La Commissione europea ha reso noto che chiederà a Germania, Francia e Spagna di accogliere più di 70mila rifugiati (oltre il 60%) nei prossimi due anni e così alleviare la pressione dei Paesi in prima linea come Italia, Grecia e Ungheria.
Francia e Germania si prenderanno insieme quasi la metà dei 120mila rifugiati che saranno ricollocati in base al nuovo piano Ue, anticipato oggi da El País: la Germania ne accoglierà 31.443, la Francia 24.031, la Spagna si farà carico di 14.931 persone.
In Polonia andranno - se il piano sarà accettato - 9.287 persone.
La Gran Bretagna finora respinge le quote obbligatorie, ma si appresta ad approvare l'accoglienza per altri 15.000 profughi provenienti dai campi Onu.

ore 12:18 - Colloquio telefonico questa mattina tra il presidente del Consiglio Matteo Renzi e la cancelliera tedesca Angela Merkel. Al centro della conversazione il tema dell'immigrazione in Europa.
Il premier italiano ha espresso "grande apprezzamento per le posizioni tedesche e per quelle espresse da alcuni Paesi europei in questi giorni sul fenomeno migratorio", spiegano le fonti a Palazzo Chigi. In questi giorni si registra quindi "un cambio di segno e di passo significativo rispetto a soli pochi mesi fa, e del quale l'Italia non può che essere felice e orgogliosa", ha commentato Renzi.

ore 10:30 - La cancelliera Angela Merkel ha ringraziato tutti coloro che si sono mobilitati in questo weekend per l'emergenza migranti: "tanti cittadini con il loro benvenuto ai migranti hanno mostrato un'immagine del nostro Paese che ci rende orgogliosi".
Merkel ha anche sottolineato quanto sia però importante la "solidarietà europea".

"È urgente che siano costruiti gli hotspot", ha ribadito Angela Merkel in una conferenza stampa a Berlino. La cancelliera ha sottolineato che la Germania "è pronta" ad agire nell'emergenza migranti, ma ha ripetuto che è "necessaria una distribuzione equa" nei paesi Ue. Inoltre "si devono rispettare ovunque standard di accoglienza", ha aggiunto.

Il fenomeno migratorio di questi giorni "impegnerà la Germania anche in futuro, e cambierà il Paese", ha aggiunto Angela Merkel. "Dobbiamo fare in modo che questo cambiamento sia positivo", ha aggiunto, affrontando subito anche il tema della necessità di integrare al meglio chi arriva in Germania.

Alla stazione di Monaco di Baviera sono arrivate oltre 20mila persone in 48 ore soprattutto dall'Ungheria, da dove sono arrivati molti più migranti di quanto ci si attendesse. Lo ha detto la portavoce dell'amministrazione dell'Alta Baviera, Simone Hilgers, aggiungendo che le strutture di accoglienze sono al limite.

ore 8.00 - Sono rientrati in Austria in nottata i volontari partiti da Vienna a bordo delle loro auto per recarsi in Ungheria a recuperare i profughi che tentavano di arrivare al confine.

I promotori annunciano sui social network il successo del corteo. Non ha avuto per ora effetto la minaccia della polizia ungherese che ha detto che se avessero trasportato profughi per loro c'era il rischio di accusa per traffico di esseri umani.

Sulla crisi dei migranti, i Paesi dell'Unione europea "devono trovare velocemente un approccio comune per condividere equamente le responsabilità" e per contrastare "con forza e senza alcun rinvio" ogni forma di violenza e razzismo.

Lo ha detto il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, parlando oggi con i leader di diversi Paesi europei, come riferisce in una nota il suo portavoce.

Ban, invitando i leader del Vecchio Continente ad "essere la voce di chi ha bisogno di protezione", ha elogiato coloro che hanno espresso preoccupazione "per la crescente xenofobia, discriminazione e violenza contro o migranti e i rifugiati in Ue".
L'Onu, ha assicurato Ban, continuerà ad offrire "supporto per sviluppare una risposta che sia efficace, perseguibile e in linea con i diritti umani universali", compreso il diritto di asilo.

Renzi: "Non combatto le destre ma le bestie"
Intanto ieri Matteo Renzi ha detto altre parole chiare sulla necessità dell'accoglienza dei rifugiati: non combatto le destre ma le bestie". All'Expo Renzi ha anche incassato il grazie del leader degli U2 Bono per "la leadership" dimostrata nella crisi dei migranti.

5 settembre 2015 - Angela Merkel apre le porte e il gesto materializza il sogno dell'Ovest per migliaia di migranti che da giorni anelavano ad oltrepassare il confine ungherese. Sono approdati in Austria e Germania, oggi, dopo un accordo preso nella tarda serata di ieri fra Berlino, Vienna e Budapest. Grazie all'intesa, chi aveva tentato di affrontare il viaggio perfino a piedi dopo gli inutili assalti ai treni nella stazione Keleti di Budapest, mettendosi in marcia alla fine lungo i binari o sull'autostrada, è stato all'improvviso caricato sui bus predisposti dal governo di Viktor Orban per poter uscire dal Paese.

Treni carichi
E treni carichi di richiedenti asilo sono partiti per la stazione di Nieckelsdorf, sul confine austriaco, dove, fatta scorta di vestiti, coperte, acqua, cibo e scarpe forniti dalla cittadinanza, i migranti sono ripartiti alla volta di Vienna, Salisburgo e, sopratutto - è il sogno di tutti - Monaco di Baviera. Qui la polizia ha affermato in mattinata di attendere fino a 7mila persone. L'Austria ne ha annunciati in arrivo fino a 10mila, e già poco dopo mezzogiorno ha riferito di averne ricevuti 6.500. La cancelliera tedesca - che per bocca del suo ministro degli Esteri oggi ha chiesto un vertice straordinario della Ue per superare l'impasse con i Paesi dell'Est - ha ribadito in modo nettissimo la linea di una doverosa solidarietà: "Il diritto d'asilo non ha un limite per quel che riguarda il numero dei richiedenti. Siamo un paese forte, dall'economia sana, abbiamo la forza di fare quanto necessario", ha messo in chiaro in un'intervista ai media tedeschi.

Emergenza acuta
Anche se in serata, in una telefonata con il premier ungherese Orban, Merkel ha comunque parlato di "eccezione" riguardo l'apertura indiscriminata delle frontiere insistendo, per il momento, sul rispetto degli accordi di Dublino. Anche il suo portavoce, Georg Streiter ha chiarito all'ANSA i limiti dell'intesa: "C'era un'emergenza acuta e abbiamo fatto del nostro meglio per risolverla. Ma questo accordo non dura in eterno". Inoltre, l'apertura delle frontiere non significa che gli "accordi di Dublino non debbano essere rispettati da tutti i Paesi europei" e ovviamente dall'Ungheria, nei prossimi giorni, fino a quando non ci sarà un dispositivo diverso. Mentre "la situazione dimostra che è necessaria una distribuzione per quote eque" nei 28 paesi dell'Ue.

Ungheria al limite
In Ungheria la situazione era al limite, hanno aggiunto dalla cancelleria: "Stava diventando intollerabile, questa gente era in cammino da settimane, gli ungheresi avevano detto che non avrebbero potuto oltrepassare il confine e si sarebbe arrivati a una ulteriore escalation. Lo abbiamo evitato". L'emergenza ungherese è però solo temporaneamente sotto controllo: Orban ha sentenziato che è tutt'altro che risolta, proprio nelle ore in cui una nuova ondata di migranti prendeva d'assalto ancora una volta la stazione Keleti nella capitale, decidendo di ritentare l'esodo a piedi. Sono almeno un migliaio. Ma stavolta, ha annunciato il governo ungherese, non ci saranno altri bus. Il flusso dovrà essere fermato prima. E Orban nei prossimi giorni vuole incontrare il cancelliere austriaco Werner Faymann per gestire la situazione. Ci sono molte divergenze di vedute, ha detto senza mezzi termini. Aprendo i confini - i migranti sono passati senza dover esibire alcun documento - la Germania ha tentato insomma di mettere una pezza agli equivoci generati dall'annuncio di qualche giorno fa di uno stop di fatto alle regole di Dublino nel paese, mettendo in moto la sua grande macchina organizzativa per non far degenerare la situazione in Ungheria.

Flessibilità tedesca

Del resto Merkel, appena qualche giorno fa, ha fatto appello alla "flessibilità tedesca". E l'incertezza della situazione non lascia alternative: "Non sappiamo quante persone arriveranno. Vedremo. C'è una dinamica in atto, quelli che arriveranno saranno aiutati", ha affermato in proposito ancora Streiter. Di fronte all'emergenza e in piena sintonia con le decisioni politiche dei loro leader, moltissimi cittadini tedeschi e austriaci hanno reagito con un grande slancio di solidarietà: "Benvenuti in Germania", hanno scritto i volontari che hanno accolto tra gli applausi centinaia di profughi nel capoluogo bavarese. Dove i richiedenti asilo hanno trovato viveri, coperte, vestiti e giocattoli.

La Germania si prepara ad affrontare la crisi migratoria assicurando di non voler arretrare fra l'altro - lo ha detto Merkel nel videopostcad del sabato mattina - neppure rispetto all'obiettivo del pareggio di bilancio. I costi per sostenere i migranti ammonteranno nel 2015 a oltre 10 miliardi - il governo ha già annunciato di attendere fino a 800mila arrivi -, secondo cifre che pubblicherà domani la Frankfurter Allgemeine Zeitung. L'anno scorso erano stati spesi 2,4 miliardi per 203mila asilanti. Non tutti quelli che arrivano potranno restare: quest'anno saranno almeno diecimila, secondo Spiegel, quelli che dovranno lasciare la Germania e tornare nel loro Paese.


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4 settembre

I migranti tentano la fuga dall'Ungheria diretti in Austria e Germania. A piedi. A centinaia si sono messi in movimento partendo dalla stazione ferroviaria della capitale Budapest dove i treni erano stati tutti bloccati. A Bicske, a ovest della capitale ungherese, altri 300 sono fuggiti dalla stazione e 64 dal campo di accoglienza e c'è un morto fra gli uomini che hanno rotto il blocco della polizia. Lo riferiscono i media locali, citando i servizi di soccorso. Si tratta di un pachistano, di circa 50 anni. Secondo le prime notizie sarebbe caduto sui binari, e avrebbe battuto la testa.

In 300 si sono allontanati pure da un campo di accoglienza a Roeszke, con la polizia che ha chiuso temporaneamente il vicino confine con la Serbia ma secondo i media di Belgrado dopo alcune ore sono stati ritrovati.

La lunga fila di migranti in cammino, uomini, donne, bambini, con i loro pochi bagagli e ancora tanta forza nelle gambe, sta sconvolgendo il mondo intero. Ai bordi dell'autostrada che collega Budapest a Vienna, si sono affacciati alcuni ungheresi con biscotti, acqua, viveri di vario genere, passeggini, coperte. Gesti di aiuto, di solidarietà nei confronti di un popolo che fugge dalla guerra e dalla disperazione.

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Lo stato d'emergenza

Il governo magiaro di Vikor Orban, che ha definito i migranti "una minaccia per l'Europa", ha approvato lo stato d'emergenza per questa crisi e ha fatto approvare nuove misure restrittive con l'aiuto dell'estrema destra di Jobbik, che però non è riuscita a far passare l'ok all'invio di truppe ai confini. Intanto Repubblica Ceca e Slovacchia hanno ribadito il no alle quote obbligatorie ma hanno aperto alla creazione di un corridoio ferroviario sul loro territorio per far arrivare i migranti in Germania, se Berlino e Budapest sono d'accordo.

Angela Merkel e Francois Hollande hanno chiesto all'Ue che "al massimo entro la fine dell'anno" vengano costituiti in Italia i centri di smistamento (i cosiddetti 'hotspot') di migranti. "Devono essere messi in piedi il più presto possibile", scrivono il cancelliere tedesco e il presidente francese in una lettera inviata ai vertici Ue.

La richiesta dell'Onu

L'Onu chiede all'Ue una sistemazione per almeno 200.000 rifugiati. A parlare di un "programma di dislocamento di massa" è stato l'Alto commissario per i rifugiati, Antonio Guterres, riferendosi a coloro che godono di un "titolo valido per la protezione". Si tratta di una crisi che allarma anche il Pentagono che prevede che dureraà vent'anni. E di fronte ai numeri da esodo biblico anche il premier britannico, David Cameron, ha ceduto, annunciando che il suo Paese fornirà una sistemazione "ad altre migliaia di profughi" dalla Siria e offrirà 130 milioni di euro di nuovi aiuti per far fronte alla crisi umanitaria nel Paese mediorientale. In acqua e sulla terraferma, il dramma continua. Almeno 30 migranti sono annegati al largo della Libia; circa 200 sono stati dispersi dai gas lacrimogeni della polizia nell'isola di Lesbo mentre prendevano d'assalto un traghetto che li portasse verso la speranza.

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2 settembre

Budapest ha fermato i treni carichi di migranti diretti in Austria e Germania. Ed è esploso il caos nella capitale ungherese. Con tumulti e scontri, fino alla chiusura della stazione Keleti, blindata per ore, e lo sgombero di piazza Boruss. Gli agenti hanno usato i lacrimogeni, anche contro i rifugiati della Siria. Ormai però tutti, nella capitale ungherese, si dicono siriani. E questo per poter raggiungere la Germania di Angela Merkel, che nei giorni scorsi ha annunciato lo stop agli accordi di Dublino.

Lo scontro con la Germania

Una decisione che il governo di Viktor Orban ha impugnato contro la cancelliera, incolpandola direttamente dei disordini scoppiati a Budapest. Dove la gente, al grido "Germany!" ha preso letteralmente d'assalto i treni. E alla fine il ministro della Difesa ha annunciato di inviare fino a 3.500 militari in difesa delle frontiere. Anche se i militari non potranno aprire il fuoco, ha precisato. Se il vicepremier Janos Lazar ha detto in Parlamento che il caos ètutta colpa della cancelliera tedesca, Merkel ha replicato di "non vedere corresponsabilità": le regole di Dublino valgono ancora in Europa, anche se la Germania ha smesso, di fatto, di spedire indietro i siriani.

La protesta

Centinaia di profughi ieri si sono seduti quindi ai margini della piazza Baross, nella speranza di poter tentare di nuovo il viaggio della speranza verso l'ovest. "Vogliamo partire!", "Siamo siriani!" "Germany", "Please open the station" si leggeva su cartelloni. La polizia ha blindato con delle balaustre i tre ingressi, poi ha fatto sgomberare anche la piazza usando lacrimogeni. Invano tanti di loro hanno protestato impugnando biglietti gia' comprati. Disagi e ritardi, ovviamente, anche per tutti gli altri passeggeri: chi voleva viaggiare, doveva superare una serie di punti di controllo, mostrando passaporto, visto, biglietto.

La rotta dei Balcani
Più di 350.000 migranti hanno attraversato il Mediterraneo da gennaio, secondo gli ultimi dati Oim, e almeno 2.643 sono morti in mare: oltre 118mila sono sbarcati in Italia, gli altri si sono divisi tra Spagna e l'isola di Malta. Ma è la rotta dei Balcani che desta maggiore allarme in queste ore. Un totale di 3.650 migranti sono arrivati in treno a Vienna solo nella giornata di lunedi', mai così tanti in un solo giorno dall'inizio dell'anno. In Germania, in Baviera, che confina con l'Austria, la polizia ha registrato il numero record di arrivi di 2.200 nelle ultime 24 ore. Il numero è schizzato verso l'alto perché alcuni treni, carichi di centinaia di migranti, hanno lasciato l'Ungheria e attraversato l'Austria, diretti verso la Baviera. Successivamente le autorità ungheresi hanno impedito la partenza dei migranti: centinaia di profughi furenti hanno allora inscenato una manifestazione di protesta davanti alla stazione ferroviaria, sventolando i biglietti, scandendo 'Germania, Germania', la meta di destinazione di gran parte di loro. Il portavoce del governo magiaro ha motivato la chiusura con il tentativo di Budapest di applicare la normativa Ue, che richiede agli extracomunitari che vogliano muoversi all'interno dell'area Schengen di aver un passaporto e un visto.

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