Cronaca

Figli ai gay: 'Scimmiottare una famiglia non mi interessa'

Il parere di un omosessuale dopo la sentenza della Cassazione che non vuole né mariti né figli ma solo diritti

Bimbo con due mamme (Credits: Chev Wilkinson/Getty Images)

Non si sposerebbe mai perché è contro il matrimonio per principio, né adotterebbe un bambino perché non sarebbe in grado di occuparsi nemmeno di un gatto. Ma la sentenza della Cassazione che ha stabilito che una coppia gay può crescere un figlio bene e in modo altrettanto equilibrato di una eterosessuale, è anche per lui un segnale importante. In attesa, però, e su questo rimane piuttosto scettico, che sia la politica a compiere una scelta di civiltà “degna di uno Stato laico”.

L.P., 45 anni, una lunga convivenza con un altro uomo, negli anni '80 è stato un militante del circolo di cultura omosessuale “Mario Mieli”. Oggi, pur rispettando chi continua a portare avanti la battaglia per i diritti dei gay, preferisce tenersi lontano dall'attivismo, “i tempi sono cambiati - spiega - allora si viveva al buio e nonostante fossimo a Roma, non era possibile incontrare nessuno. Adesso non è più così e battermi per il diritto di scimmiottare una famiglia personalmente non mi interessa”.

Perché no?

Perché la mia scelta sessuale coincide anche con scelta di non adottare canoni di comportamento imposti dall'alto come quello di sposarsi.

Quindi quello alla famiglia non è un diritto cui lei aspira?

Io aspiro ai diritti civili, alle tutele legali di chiunque. Non al matrimonio in sé che ritengo un'istituzione antica che non serve a nessuno, nemmeno agli eterosessuali. Io convivo, ho una relazione, ma nessuno me l'ha imposto. Come nessuno mi può imporre di rimanere per tutta la vita con una persona per ricatto.

E per quanto riguarda i figli? La Cassazione ha stabilito che sostenere che una famiglia incentrata su una coppia omosessuale sia dannosa per l'equilibrato sviluppo del bambino “è mero pregiudizio” perché non c'è certezza scientifica o dati d'esperienza che possano stabilire che un bambino allevato da due donne o da due uomini debba crescere per forza male. Lei è d'accordo?

Pur essendo io contrario, per mia scelta personale, al matrimonio e all'adozione, ritengo giusto che chi sceglie di sposarsi e avere dei figli abbia la possibilità di farlo. Non è certo la scelta sessuale a poterlo precludere. La cosa indispensabile, al di là delle sentenze dei giudici, è sempre un'attenta valutazione di chi chiede l'adozione o l'affidamento, ma questo vale per tutti, anche per gli etero. Conosco persone omosessuali che hanno cresciuto figli sanissimi e felicissimi ed eterosessuali che hanno cresciuto degli infelici.

Nel caso in questione si tratta di un uomo, di religione musulmana, secondo il quale i giudici del tribunale di Brescia, che avevano affidato il figlio in via esclusiva alla madre convivente con un'altra donna, non avrebbero tenuto in considerazione, tra gli altri, l'articolo 29 della Costituzione che parla di famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Secondo lei l'Italia è pronta ad accogliere matrimoni e adozioni per i gay?

Il problema è che il nostro è un Paese ancora disperatamente legato a criteri di scelta che hanno poco a che fare con le qualità delle persone. In Italia, dove chi ha potere su questi temi è ancora la Chiesa, sarà molto complicato fare dei passi avanti in questo senso.

I vescovi, in effetti, hanno reagito subito con un altolà, il centrodestra con Gasparri ha parlato di “precedente pericoloso”, mentre il Pd con Paola Concia ha promesso “copriremo questo vuoto legislativo”. Lei ci crede?

Sono molto pessimista. Da anni si discute di questo, ma anche quelle forze politiche che si definiscono alternative e progressiste non hanno fatto altro che strizzare l'occhio alla Chiesa. Dubito che lo stesso Vendola abbia la forza di fare questa battaglia fino in fondo. Lo spero, ma non per me, lo spero per il Paese. Siamo in Europa, capisci? Ma ci stiamo solo per essere commissariati per lo spread e per i debiti e poi sui diritti civili dobbiamo andare per conto nostro? E' questo l'aspetto demenziale di tutto il sistema Europa, io speravo che entrando in Europa le leggi si potessero equiparare, invece manco per niente.

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