Soldi

Previsioni 2013: la ripresa solo nel secondo semestre

È il parere delle banche d'affari che chiedono politiche fiscali a sostegno del cambio di rotta

Lloyd Blankfein, presidente e amministratore delegato di Goldman Sachs (AP Photo/Mark Lennihan)

A quanto pare, il 2013 sarà un anno a due velocità. "Nella seconda parte, dovrebbe prendere quota", ipotizza Jan Hatzius, chief economist global investment research di Goldman Sachs . Per la prima volta dall’inizio della crisi finanziaria, infatti, l’esperto vede un’accelerazione del trend di crescita. Un risultato determinato da un alleggerimento della pressione fiscale e dalle aspettative sul settore privato che dovrebbe diminuire l’esposizione alla leva finanziaria del debito.

Hatzius se ne è uscito con una nota intitolata: "L’economia Usa nel 2013-2016: andare oltre l’ostacolo". A partire dal 2013, gli Stati Uniti beneficeranno di una crescita del 3%, che non è stellare, ma è sempre un risultato migliore da quando l’economia ha iniziato a riprendersi nel 2009. E non si tratta di vago ottimismo : la conclusione dell’economista, infatti, è basata su un modello finanziario che analizza i surplus del settore privato come riflesso speculare dei deficit del settore pubblico. In estrema sintesi, al ridursi del debito pubblico cresce la capacità di risparmiare dei cittadini, perchè si ridimensiona la pressione fiscale con cui lo stato intende ripianare il proprio passivo.

È sulla base dell’idea che i deficit del settore pubblico e privato si compensino che Hatzius prevede che l’economia americana riceverà significativi benefici da un settore privato che comincia nuovamente a risparmiare perchè la parte più forte della pressione fiscale inizia ad arrivare alla fine. Il deficit, a quanto pare, è andato riducendosi a un ritmo molto veloce nell’ultimo anno. L’impulso del settore privato all’economia si tradurrà dunque in una crescita che, anche se inferiore al ritmo dei cicli passati, implicherà l’arrivo di una svolta.

Damine Courvalin, commodity analist per Goldman Sachs, annuncia la fine della fase ascendente dell’oro nel 2013, partendo dall’assunto che i tassi di interesse reali inizieranno finalmente a prendere quota. A quanto pare, infatti, l’oro sta iniziando a perdere la propria attrattività come bene rifugio, perchè il denaro riprende ad avere valore. Per quanto a livelli inferiori di quelli normali, il mercato immobiliare (vendite, progetti per nuove case, prezzi delle abitazioni) continuerà a migliorare , stima Goldman Sachs, dichiaratamente ottimista.

Concorde il parere di Bank of America Merrill Lynch Global Research , nonostante l’addensarsi le nubi dell’incertezza sulla soluzione del Fiscal Cliff. Globalmente, l’economia dovrebbe prendere a marciare nella seconda parte dell’anno fino ad arrivare a spingere S&P 500 Index al livello record di 1600, attualmente poco oltre 1400. ‘Per il 2013, ci aspettiamo una soluzione delle questioni fiscali e un altro anno di posizioni accomodanti da parte della Banca Centrale e il miglioramento degli utili azionari che potranno contribuire a invertire la tendenza in atto’, riporta una comunicazione ufficiale della banca.

Una ricerca di Morgan Stanley ipotizza invece che la recessione in Europa continuerà nel 2013 e non ci sarà la tanto attesa stabilizzazione . Uno scenario avanzato tenendo conto del deteriorarsi delle condizioni dei principali mercati. Il 2012, dunque, dovrebbe chiudere a -0,5% e il 2013 non segnerà una crescita. Le attese sull’Italia sono riviste al ribasso (-1,2% invece di -1%), mentre migliorano le condizioni potenziali della Spagna che passa da -2,2% a -1,5%. Per gli altri mercati, Morgan Stanley prevede un 2013 a +1,4%. Giappone e Regno Unito cresceranno meno del previsto, ma comunque dello 0,8%. La Banca Centrale Europea, pochi giorni fa, ha rivisto al ribasso le previsioni per l’Europa: il Pil dell’Eurozona dovrebbe segnare -0,5% quest’anno e -0,3% nel 2013, una sensibile riduzione rispetto al segno più previsto a inizio anno.

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