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Conti Correnti, come cambiare banca facilmente

Dopo mesi di attesa, sono in arrivo le procedure semplificate per passare da un’istituto di credito a un altro in 12 giorni, senza troppe trafile

Non più di 12 giorni. E' il tempo massimo che i risparmiatori italiani dovranno attendere per cambiare banca, cioè per chiudere un conto corrente e trasferire i soldi in un altro istituto che offre condizioni migliori. Finalmente, dopo quasi due anni di attesa, da poche settimane è stato approvato un decreto legislativo (il n. 37 del 15 marzo 2017) che dà attuazione a una direttiva europea sulla trasparenza dei servizi bancari (2014/92/Ue). Lo scopo del decreto è proprio agevolare il passaggio dei risparmiatori da una banca all’altra, senza troppe barriere che ostacolano la concorrenza. Le nuove norme, a ben guardare, erano già state varate in Italia nel 2015 con la riforma della banche popolari. Tuttavia, come ha dimostrato una recente indagine dell’associazione Altroconsumo, le regole sono rimaste di fatto sulla carta per quasi due anni e il cambio di conto è ancora oggi un’operazione irta di ostacoli.

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L’indicatore sintetico di costo

Ora forse le cose stanno per cambiare poiché dal prossimo mese di giugno partiranno le nuove procedure, con multe salate per le banche che non le rispetteranno. Per chi vuole cambiare il conto corrente, la prima cosa da fare è innanzitutto calcolare quanto costa quello già aperto, in modo da trovarne un’altro un po’ meno caro. Una bussola per orientarsi è rappresentata dall’Isc (indicatore sintetico di costo), un valore che le banche devono riportare nelle note informative di ogni deposito e che misura la spesa media affrontata da alcune tipologie di correntisti (giovani, famiglie e pensionati) nell’arco di un anno. Se l’isc del proprio conto è superiore alla media nazionale (circa 77 euro secondo Bankitalia) ci sono molte buone ragioni per cambiarlo. Ecco, di seguito, una panoramica su come sarà possibile passare da una banca all’altra con le regole in arrivo.

Come fare domanda

Il correntista non dovrà più recarsi nella banca con cui vuole “troncare” i rapporti ma potrà rivolgersi direttamente al nuovo istituto in cui intende trasferire le proprie giacenze. La nuova banca provvederà a portare avanti tutte le trafile burocratiche e chiederà al cliente di compilare soltanto un modulo, in cui verranno elencati tutti i servizi che il correntista vuole trasferire: per esempio il versamento delle bollette della luce o del gas, l'addebito della rata del mutuo o l'accredito mensile dello stipendio. Nello stesso modulo, andrà indicato il giorno esatto a partire dal quale deve avvenire l'effettivo passaggio dei pagamenti ricorrenti.


Multe per i ritardi

Il cambio di conto, dunque, dovrebbe presto diventare molto più facile e veloce, quasi come il passaggio da un gestore all'altro della telefonia mobile, che oggi si basa su una procedura semplificata e utilizzata di frequente dai consumatori. Se la vecchia banca farà ostruzionismo e non chiuderà il conto entro 12 giorni, dovrà pagare all'ex-cliente un risarcimento in denaro, che varia a seconda della lunghezza del ritardo. L’ammenda sarà proporzionale ai soldi in giacenza sul conto, su cui verrà applicato il tasso massimo di mercato consentito dalle leggi anti-usura (oggi siamo attorno al 24%). Inoltre, le banche ritardatarie saranno sottoposte dalle autorità di vigilanza a una sanzione compresa tra 5.160 e 64.555 euro.


Il conto corrente di base

L’ultimo decreto legislativo sul trasferimento depositi ha introdotto anche l’obbligo per le banche di offrire ai clienti un conto corrente di base con canone ridotto, che include un numero predeterminato di operazioni gratuite e l’utilizzo di una carta bancomat. Per i risparmiatori con reddito Isee inferiore a 8mila euro e per i pensionati che guadagnano meno di 18mila euro annui, il conto base dovrà avere un canone pari a zero.

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