Lavoro

Lavoro, la storia dell'imbianchino che fa affari con il web

La ditta della famiglia Mulfari rischiava la chiusura, poi ha avuto l'idea di sbarcare su internet

È uno dei mestieri artigianali per eccellenza, fatto di giornali schizzati di pittura e di mani che non possono fare a mano di sporcarsi. L’imbianchino e il web sembrerebbero due universi opposti, senza possibilità d'incontro, invece il primo può trarre molti vantaggi dal secondo. Può utilizzarlo per promuoversi, farsi conoscere, trovare nuovi incarichi. Lo dimostra la storia della «Mulfari Felice imbiancature», specialisti nella tinteggiatura delle pareti, con un certo orgoglio, da più di quarant’anni.

Vuoi la crisi, metti la concorrenza sempre più agguerrita e low cost (e low quality, s'intende), fatto sta che non sembrava esserci più posto nel mercato per chi riempiva di filosofia la sua professione: «Diffondere la cultura del colore, attraverso la decorazione delle pareti, allo scopo di influenzare positivamente lo stato d’animo delle persone». Bel concetto, coraggioso ma sensato, difficile se non impossibile da veicolare sfruttando canali classici come un elenco telefonico o il passaparola. Ecco allora che la «Mulfari Felice imbiancature» rischiava la chiusura, era sul punto di interrompere la sua storia iniziata mentre i Beatles si scioglievano.

Finché il figlio di Felice, Diego, 28 anni, una laurea in comunicazione, decide che si può tentare una migrazione sul web. Senza limitarsi a un blog aziendale, ma provando a essere ambiziosi: puntando sui social network, aprendo un canale su YouTube, creando persino una app: «i-Imbianchino». «Sono partito» racconta a Panorama.it «da una considerazione molto banale. La gente cerca un imbianchino on line. E magari trova solo risposte generiche, offerte poco convincenti».

La trasparenza e il carico di valori di papà Felice diventano una risorsa. La famiglia Mulfari pubblica on line prezzi al metro quadro, quali e quante specialità è in grado di offrire e un corollario di chicche: una scheda di presentazione, persino un piccolo ritratto del cliente ideale, si apre ai commenti. Tutto ruota intorno al sito , un blog di Wordpress molto semplice, ma che cattura l’attenzione.

«Il passo successivo» continua Diego «è stato quello di lavorare per il posizionamento sui motori di ricerca. È un punto importante, che non si può improvvisare. Ma la credibilità ce la siamo guadagnata sul campo: rispondendo alle richieste in breve tempo, fornendo preventivi e tutte le precisazioni di cui i clienti potevano aver bisogno». Il progetto della famiglia Mulfari, nel frattempo, entra a far parte di Wwworkers.it , la community dei lavoratori italiani della rete. «All’inizio» aggiunge «ho notato una certa ritrosia, più che legittima, da parte di mio padre. Era malfidente, non conosceva lo strumento, non si fidava molto. Preferiva un contatto umano diretto. Poi, vedendo le statistiche del sito e i primi risultati, vedendo soprattutto che gli incarichi aumentavano, si è convinto anche lui».

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Ora si può persino pensare in grande: «Stiamo coltivando l’idea di ampliarci ma non troppo, rimanendo concentrati sulla zona di Lecco, Como e Monza». Allora, perché aprire la versione in inglese del blog? «Di nuovo» risponde Diego «per farci conoscere nel modo più ampio possibile. Per esempio, due settimane fa abbiamo ricevuto un contatto dal Canada. Un dottore che ha una casa a Seregno, ci ha chiesto di imbiancarla. Ci ha fatto avere le chiavi e abbiamo pensato a tutto noi». A ulteriore riprova che è meglio essere sul web piuttosto che non esserci. E che anche chi fa un mestiere manuale può trarne beneficio o rialzarsi da terra. Essere un artigiano 2.0, è una scelta che paga.

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