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Cultura

Quando il social network sostiene la letteratura

Racconti trasformati in chat, poesie su Facebook e Instagram. I nuovi percorsi dell'editoria, dalla carta alla rete e viceversa

Collezionano numeri notevoli: quasi centomila lettori solo in Italia per «L’osservatore», varie decine di migliaia l’uno per «Rapita», «Dzuma» o «Il nostro piccolo segreto». Nessuno di questi racconti, però, è mai uscito in libreria o in versione eBook: sono contenuti in un’applicazione per il cellulare, «Hooked». Un fenomeno globale in rapida ascesa con già decine di milioni di utenti nel mondo, disposti a spendere 3 euro a settimana per abbonarsi al suo vasto catalogo di storie.

Ad accomunarle, un curioso elemento caratterizzante: non sono sequenze di pagine o di capitoli, ma trascrizioni di chat immaginarie. Narrativa in formato sms, successioni sincopate di botta e risposta tra i protagonisti: «Puro stile epistolare con i canoni del 21esimo secolo» per usare la definizione che ne ha dato il New York Times. «Un’evoluzione naturale e contemporanea della letteratura, che conquista soprattutto un pubblico tra i 13 e i 35 anni» riassume a Panorama Prerna Gupta, l’imprenditrice americana con radici indiane che ha creato il servizio e raccolto 15 milioni di dollari d’investimenti per farlo crescere. «Vogliamo diventare la prossima Netflix, la nuova Disney» spiega: «Miriamo a trasformarci nella piattaforma dello storytelling del futuro». Ambizioni forse esagerate, sebbene vada riconosciuto che i racconti, parecchi con venature horror, mantengano una buona suspense.

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Prerna Gupta, 35 anni, ha creato l’applicazione «Hooked».

Guadagnandosi un merito: per adolescenti e immediati dintorni, sono un’alternativa accettabile a videogame, social network e tentazioni digitali assortite. Un accesso laterale all’universo della lettura che si spinge oltre, dà modo d’improvvisarsi scrittori: chiunque può inventare la sua storia e condividerla con gli amici virtuali. «Se piace e si diffonde, i nostri algoritmi la catturano e la pubblicano sull’applicazione». Un’intuizione che l’imprenditrice 35enne ha mutuato dalla sua prima idea: un programma per creare musica con il telefonino, scaricato da 150 milioni di persone. Negli Stati Uniti, inoltre, Hooked ha iniziato ad adattare al linguaggio dei messaggini alcune opere di Shakespeare. Altri classici seguiranno. Un sacrilegio? «Poiché gli smartphone catturano la nostra attenzione di continuo» risponde Gupta «penso sia necessario portare l’arte su quello schermo in ogni maniera possibile».

Dal medesimo schermo è partito il successo di Francesco Sole, creativo e youtuber che ha già all’attivo tre libri con la Mondadori. L’ultimo, appena uscito, s’intitola «Ti voglio bene #poesie» e nasce da un inedito format di comunicazione proposto su Facebook: poesie, per l’appunto, recitate da Sole con un montaggio riuscito, un contorno di musica d’atmosfera e immagini toccanti. Sono più d’ottanta, gravitano intorno all’amore e all’amicizia, sfiorano i 200 milioni di visualizzazioni complessive scatenando, in media, un diluvio di 18 mila commenti l’una. Nella raccolta cartacea tornano in forma scritta accanto ad alcuni inediti: una riprova di come il digitale sappia confluire in un mezzo tradizionale, non esclusivamente viceversa.

Percorso opposto, invece, è quello avviato dall’antologia «Cedi la strada agli alberi» (Chiarelettere) del poeta Franco Arminio. Ristampata sei volte in tre mesi, ha superato le 12 mila copie grazie anche a un concorso su Instagram, che invitava chiunque volesse aderire a raccontare, tramite una foto, una sua personale interpretazione della bellezza della natura. In venti giorni sono stati pubblicati quasi 5 mila scatti accompagnati dall’hashtag #CediLaStradaAgliAlberi: tramonti, paesaggi, dettagli e angoli di vita quotidiana. Le migliori immagini vengono condivise e commentate dall’autore, tutte amplificano la notorietà della raccolta, invogliando verosimilmente i follower dei partecipanti a diventare a loro volta lettori. Un rimbalzo semantico, un circolo virtuoso riproducibile per ravvivare uno dei rami più delicati e fragili dell’editoria. Perché gli approdi della poesia sui social network, come i racconti strizzati in un’applicazione, non sono soltanto nuovi luoghi per la letteratura: rappresentano opportunità aggiuntive per la sua diffusione, garanzie a lungo termine della sua buona salute.

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