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Un giallo per l’estate: ‘Lunedì nero per il commissario Dupin’

Un’incantevole Bretagna fa da cornice a questo divertente poliziesco di Jean-Luc Bannalec

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Un particolare delle copertina del libro Lunedì nero per il commissario Dupin – Credits: Piemme

Il piacere della lettura, soprattutto nei momenti più rilassati delle nostre ferie, passa anche da libri semplicemente ben fatti, senza particolari esplorazioni esistenziali o importanti messaggi morali. Un buon esempio è senz’altro il recentissimo romanzo Lunedì nero per il commissario Dupin dello scrittore tedesco Jean-Luc Bannalec (pseudonimo del più teutonico Jörg Bong), edito da Piemme.

Si tratta di un giallo alla vecchia maniera, che gli appassionati non possono che trovare gustoso, da leggere in un fiato. Racconta del commissario Dupin, poliziotto parigino doc di servizio nella “sperduta” e periferica Bretagna. Un personaggio che a tratti ricorda facilmente Poirot, e per il quale si nutre immediata simpatia, già visto nel precedente giallo di Bannalec Natura morta in riva al mare (Piemme). Nella nuova avventura, il protagonista si ritrova a indagare sul caso di tre cadaveri rinvenuti sugli scogli di un’isola delle Glénan, arcipelago da sogno nel nord dell’Atlantico. La notizia del ritrovamento arriva a Dupin un lunedì mattina uguale a tanti altri, mentre fa colazione nella calma e tranquilla cittadina di Concarneau.

Dupin è un uomo di città, e nonostante sia da tempo di stanza in Bretagna, ancora non si sente pienamente inserito, complici anche gli autoctoni, fortemente legati alle proprie tradizioni e ai propri modi di vivere. Proprio queste contrapposizioni di vedute, assieme ai rapporti fra colleghi e superiori, regalano alla trama momenti spesso divertenti, che alleggeriscono l’indagine rendendo decisamente piacevole la lettura.

Ad arricchire il libro ci sono anche le appassionate descrizione di una delle più belle regioni francesi, una Bretagna che sembra di toccare con mano. Jean-Luc Bannalec è bravo a farci sentire gli odori e i sapori del mare, a farci vedere le luci dell’ambiente e immaginare gli incantevoli paesaggi. Viene quasi voglia di prenotare un viaggio alle isole Glénan. Magari senza i morti.

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