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Facce, un libro e un’app a misura di bambino

Imparare a “fare le facce” non è mai stato così divertente. Ora c’è un libro e un’app, per bambini dai 3 anni in su

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Al contrario degli altri mammiferi, gli esseri umani al momento della nascita sono poco più che tabula rasa. Non sappiamo niente, non sappiamo fare niente, non conosciamo niente. Eppure Antonella Abbatiello ha intitolato il suo progetto Facciamo e Topipittori consiglia il suo libro Facce per bambini piccolissimi. Come mai? Perché qui non parliamo tanto di “fare” quanto di “facce”. Già nelle primissime settimane dopo la nascita, i bambini mostrano infatti di saper riconoscere i volti. Siamo fatti così: abbiamo moltissimi neuroni che si occupano della vista e alcuni sono specifici per il riconoscimento facciale. Una bella comodità, per qualcuno che non sa ancora parlare.

I volti diventano il mondo. Un modo per imparare a riconoscere e a mostrare emozioni, imparare chi siamo (grazie ai neuroni specchio), chi è la mamma e cosa succede là fuori, che è più o meno tutto quello di cui hai bisogno se non sai ancora camminare. È per questo che i bambini amano toccare le facce: sono morbide, si muovono e significano moltissime cose. Ed è per questo che proprio alle facce Antonella Abbatiello ha dedicato il suo libro e Lorenzo De Tommasi lo ha arricchito di un’app .

Poche pagine facili e stimolanti, alla portata di tutti: occhi, nasi, bocche e capelli per raccontare le facce delle signore, le facce silenziose e quelle che è meglio evitare perché sembrano cattive. Colori netti e allegri, tratti semplicissimi ed essenziali che sembrano ritagli di cartoncini (e forse lo erano), così che ogni bimbo possa immaginare la faccia che vuole e prendere confidenza con il linguaggio del volto.

E poi c’è l’app (ancora in via di sviluppo e presto disponibile anche per Android). A ogni faccia del libretto corrisponde un mini gioco per imparare qualcosa: con la faccia cattiva s’impara la paura, con il cucù la sorpresa, con la testa chiara il positivo il negativo e la geometria, e così via. Con delle accortezze: niente suoni troppo forti, niente luci improvvise, consigli per i genitori sull’uso del 3g e della connessione wi-fi, per la salute dei più piccini. Inoltre, in caso di gioco prolungato, un segnale acustico avvisa mamma e papà. Un’app veramente a misura di bimbo con cui si può giocare in tutta sicurezza, per la gioia dei nativi digitali.

@giuliopasserini

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