Arte & Idee

Spoleto diventa caput mundi

Gérard Depardieu, Luca Ronconi, Riccardo Muti: sono solo alcuni dei grandi presenti al Festival dei Due mondi. Dal 27 giugno. 

Luca Ronconi – Credits: Ansa

Torna, per il 57esimo anno, dal 27 giugno al 13 luglio, il Festival dei Due mondi di Spoleto, e già l’attesa è alle stelle per questa kermesse che porta nella cittadina umbra tradizione, innovazione e internazionalità, battendo ogni anno il proprio record di presenze. Direttore artistico del festival è Giorgio Ferrara, regista teatrale e cinematografico, succeduto a Gian Carlo Menotti nel 2007. Se gli si chiede quale sia il segreto dei "Due mondi", risponde citando "la qualità; l’aver capito che, per crescere, il festival doveva diventare un luogo dove i grandi creatori dello spettacolo avessero il loro posto d’onore".

Infatti, nei sette anni della sua direzione, sono arrivati a Spoleto protagonisti come Bob Wilson, Luca Ronconi, John Malkovich e tanti altri. "Si è instaurato" dice Ferrara "una specie di circuito virtuoso, per cui tutti i grandi vogliono essere a Spoleto. Quest’anno, per esempio, avremo il premio Oscar Tim Robbins, che dirigerà il Sogno di una notte di mezza estate per l’interpretazione della compagnia statunitense Actors’ Gang". Solo per citare qualche esempio, fra i molti protagonisti delle scene mondiali, ci saranno Gérard Depardieu con lo spettacolo Love Letters di Benoit Lavigne; Isabelle Huppert con Juliette e Justine diretto da Raphaël Enthoven; Luca Ronconi che dirigerà Danza macabra di August Strindberg, con Adriana Asti. E ci sarà il maestro Riccardo Muti che, per la prima volta a Spoleto, dirigerà l’orchestra giovanile Cherubini al teatro Caio Melisso, mentre un maxischermo mostrerà l’evento all’esterno del teatro.

"Per venire incontro ai più giovani" dice ancora Ferrara "quest’anno il festival metterà in vendita 5 mila biglietti a 1 euro; e il grande concerto finale, diretto da Wayne Marshall, sarà dedicato al musical americano degli anni 40 e 50". Ma non di sola musica vive il festival; nell’ambito delle arti visive, per esempio, quest’anno sarà interessante visitare White Golden Dark, mostra fotografica di Francesco Bosso, un’esposizione che è la summa di quasi 8 anni di lavoro di questo artista dell’immagine, che utilizza la ormai desueta fotografia analogica in bianco e nero, raggiungendo risultati di grande virtuosismo. La mostra, quasi un viaggio nell’astrattismo tra fotografia panoramica e materia pittorica, è curata da Gianluca Marziani e sarà visitabile fino al 28 settembre nelle sale di Palazzo Collicola.

Teatro, musica e arte di altissima qualità, insomma, per un festival che è anche un catalizzatore di eventi, strumento perfetto per risvegliare un circuito virtuoso di cultura ed economia, che coinvolge tutta la città di Spoleto. In concomitanza con la kermesse, fioriscono così in tutta la cittadina iniziative collaterali: dagli incontri sulla storia di Ernesto Galli della Loggia alle tavole rotonde su come investire in cultura organizzate dalla fondazione Cassa di risparmio di Spoleto, fino ad arrivare al premio Martini conferito a Luca Barbareschi. A Spoleto, quest’estate, non ci sarà tempo per annoiarsi.

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