Federico Fellini: 8 curiosità e 1/2 sul grande regista

Amava i fumetti, Drive in e...

Eugenio Spagnuolo

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Il 31 ottobre 1993, esattamente 20 anni fa, un ictus si portava via Federico Fellini, il più grande regista italiano, vincitore di ben 5 premi Oscar (di cui uno alla carriera). Ma anche il solo che nel tempo è riuscito a farsi aggettivo. Felliniano (fellinesque, in inglese) ancora oggi è sinonimo di una visione del mondo onirica e gaudente (ma spesso anche amara). La cosa non gli non dispiaceva: "Avevo sempre sognato, da grande, di fare l'aggettivo" - ammise in un'intervista. "Ne sono lunsingato. Cosa intendano gli americani con "felliniano" posso immaginarlo: opulento, stravagante, onirico, bizzarro, nevrotico, fregnacciaro. Ecco, fregnacciaro è il termine giusto".

1. Fumettista
Prima di scoprirsi regista, Fellini si è fatto le ossa con le vignette satiriche sulla rivista Marc'Aurelio. Era il 1931.

2. Non solo regista
L'avvicinamento al cinema? E' stato graduale: prima sceneggiatore per Aldo Fabrizi poi, nel 1948, attore nel film "L'amore" di Roberto Rossellini.

3. Spot
E da regista Fellini non si è limitato ai film. Ha girato anche alcuni spot pubblicitari per Campari, Barilla e Banca di Roma (vedi sotto).

 

4. Non è la Rai?
Eppure Fellini detestava letteralmente la tv commerciale, pronta a far a pezzi e a sfigurare con le pubblicità qualsiasi film. La definiva: «un' azione infame, criminale. L' opera d' arte è una creatura vivente». Alla tv commerciale dedicò anche un film, molto caustico "Ginger e Fred", nell'85. Coniò poi lo slogan "non si interrompe un'emozione", in seguito usato per la campagna referendaria contro le interruzioni pubblicitarie nei film. Però apprezzava Drive In di Antonio Ricci.

5. Top ten
La rivista Entertainment Weekly ha inserito Fellini tra i 10 più grandi registi cinematografici di tutti i tempi.

6. Grandi amori
Fellini amava i fumetti: era un grande fan di Stan Lee e della Marvel Comics (editori di Spiderman e Hulk). il produttore Dino De Laurentiis, sapendolo, gli propose di dirigere "Flash Gordon" (1980). E Milo Manara illustrò alcune sue storie.

7. La dolce vita
A vederlo oggi fa tenerezza. Ma quando nel 1960 La dolce vita uscì al cinema fu accolto da proteste e censure. Nico Naldini in un libro ha raccontato che Fellini, profondamente cattolico, per scongiurare la censura, chiese udienza al Cardinal Montini, poi divenuto Paolo VI. Questi lo ascoltò mezz'ora senza proferire parola. Quando Fellini finì la sua supplica, Montini fece l'inchino e si ritirò. Ma nessuno osò mettere le mani sul film (cosa davvero insolita per l'epoca).

8. In nome di Fellini
Il nome Fellini ha ispirato le insegne di ristoranti, discoteche e club in tutto il mondo. Al genio del regista si sono ispirati anche due blockbuster come il musical di Broadway Nine (1982), poi film, e il film musicale Sweet Charity (1969).

...e 1/2. Fellini era prodigo di aforismi e frasi a effetto che rilasciava nelle interviste. A un giornalista francese che gli chiedeva il senso intrinseco dei suoi film, rispose: "Non voglio dimostrare niente, voglio mostrare".

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