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Margherita Hack, perché ci mancherà

È morta Margherita Hack (qui un suo profilo). Lutto nel mondo dell’astrofisica. E non solo. La signora Hack, “toscanaccia” doc, mancherà alla storia, alla scienza e a questa società bistrattata. I suoi occhi azzurri, mai alterati da un …Leggi tutto

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L'astrofisica Margherita Hack (Credits: VIRGINIA FARNETI ANSA)


È morta Margherita Hack (qui un suo profilo). Lutto nel mondo dell’astrofisica. E non solo. La signora Hack, “toscanaccia” doc, mancherà alla storia, alla scienza e a questa società bistrattata. I suoi occhi azzurri, mai alterati da un tocco di kajal, pimpanti, curiosi, brillanti. I suoi capelli mai perfetti, la sua frangetta mai in ordine. Il suo vestire così essenziale. Il suo cervello da inchino. Ma non solo.

Margherita Hack ci mancherà perché era una donna di scienza, di cultura, di studio: per 20 anni direttore dell’Osservatorio di astrofisica di Trieste (prima donna italiana con un incarico di questo genere), prima studi a Berkeley, Princeton, Parigi, Utrecht, Ankara. A lei si devono grandi scoperte nel mondo dell’astrofisica. Una sua frase su tutte: “Nella nostra galassia ci sono 400 miliardi di stelle, e nell’universo ci sono più di cento miliardi di galassie. Pensare di essere unici è molto improbabile”.
E ancora: “Tutte le sere, quando si apre il sipario della notte, nel cielo nero si accendono le stelle e inizia lo spettacolo che da millenni mette in scena storie in cui si muovono eroi dotati di superpoteri, mostri e ibridi da fantascienza, fanciulle più divine che terrestri: tutti impegnati in un repertorio d’amori e d’avventure ai confini della realtà”

Margherita Hack ci mancherà perché era una donna di passioni. Comunista, attivista politica, anti-fascista, atea, vegetariana, animalista: “non ho mai potuto accettare l’idea di un Dio che avesse creato tutto… troppo facile spiegarsi il mondo con un’entità superiore che l’ha generato… eh no… io ho sempre voluto capire come sono nate le cose e come si sarebbero potute evolvere nel futuro” ha dichiarato in una delle centinaia di interviste rilasciate nella sua vita.
Ha detto: “Credo che il cervello sia l’anima, non credo alla vita dopo la morte e tanto meno a un paradiso in versione condominiale, dove reincontrare amici, nemici, parenti, conoscenti“.
La ricerca, la curiosità, la passione per quello studio che l’ha portata a guardare le stelle per preparare una tesi di laurea sotto le bombe della seconda guerra mondiale, a girare il mondo (e negli anni 50 per una donna non era poi così scontato), a guidare équipes di uomini, a segnare la storia dell’astrofisica mondiale.
Alle donne diceva: “affrontate la vita come s’affronta una gara. Con la voglia di vincere”.

Margherita Hack ci mancherà perché era una donna di sana ironia: “non guarderò le stelle stasera, no… sono solo dei meteoriti…” diceva a chi le chiedeva per la millesima volta di spiegare il fenomeno della notte di San Lorenzo.
E sulla fine del mondo tanto paventata per il 2012 rispondeva: “La fine del mondo nel 2012? Una bischerata”.

Margherita Hack ci mancherà perché era una donna irriverente: a 90 anni non ha accettato l’idea di non poter ricevere il rinnovo della patente alzando le barricate contro il “pregiudizio” e l’”incostituzionalità” di una decisione in tal senso; puntava il dito contro i politici senza mezze misure, contro la Chiesa bigotta senza filtri: “La spiritualità, per uno come me che non crede a Dio, all’anima, all’aldilà, sta nella capacità di amare e comprendere gli altri − uomini e animali − di non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”.

Era una donna che ha amato, coriacea, un uomo per 70 anni. Il marito, Aldo, 93 anni, conosciuto a Firenze a 11 anni. E mai più lasciato. Niente figli, otto gatti e un cane. E milioni di stelle a far loro compagnia.

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