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Perversi panettoni polimorfi

Il mio augurio di Natale a tutti i lettori di questo blog: almeno il giorno di Natale, almeno per quelle 24 ore – poi ci sarà tempo per tornare all’indole consueta nei rimanenti 364 giorni dell’anno -, facendo memoria della …Leggi tutto

Il mio augurio di Natale a tutti i lettori di questo blog: almeno il giorno di Natale, almeno per quelle 24 ore – poi ci sarà tempo per tornare all’indole consueta nei rimanenti 364 giorni dell’anno -, facendo memoria della nascita di Gesù se credenti o, se non credenti, lasciandosi un po’ cullare dal clima magico e fanciullesco della festa, cerchiamo tutti di essere, almeno un pochino, almeno un tantinello, facendo un po’ di sforzo, solo per un giorno, il 25, dall’alba al tramonto, più egoisti.

Godiamocela. Godiamoci i regali. Godiamoci il cibo. Godiamoci tutto. I dolci, soprattutto, e al diavolo la dieta. E godiamo alla seconda potenza pensando che stiamo godendo. Perché Natale è la gioia del ricevere. E chi dice il contrario, benché più presentabile in società, dice il falso.

Per un solo giorno almeno, vi auguro che possiamo tornare tutti, freudianamente, perversi polimorfi. O, cristianamente, fanciulli destinati al Regno dei cieli. Perché volersi bene e godersela almeno un po’ è condizione necessaria e, forse, pure sufficiente per poter far del bene agli altri e al mondo. Anche quel tizio che col Natale ha qualcosina a che fare usava dire “Ama il prossimo tuo come te stesso”, e forse riflettiamo sempre troppo poco sul fatto che la seconda parte della frase è importante quanto la prima e inseparabile da essa.

Insomma, buon Natale.

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