Parliamo di stress

I prossimi post saranno concentrati su un argomento specifico: lo stress E come post iniziale mi sembra quindi opportuno chiarire a tutti cosa sia questo benedetto fenomeno. Abbiamo sempre conferito allo stress una connotazione negativa. Nel linguaggio comune il termine …Leggi tutto

I prossimi post saranno concentrati su un argomento specifico: lo stress

E come post iniziale mi sembra quindi opportuno chiarire a tutti cosa sia questo benedetto fenomeno.

Abbiamo sempre conferito allo stress una connotazione negativa. Nel linguaggio comune il termine stress è inteso come un disagio riconducibile ad una realtà lavorativa o extralavorativa particolarmente pressante o pallosa.

Ma siamo sicuri che lo stress sia sempre un elemento nefasto?

So di stupirvi, ma in realtà lo stress è un elemento privo di connotazione positiva o negativa. E’ una semplice reazione del nostro cervello agli eventi esterni.

Vi siete mai chiesti lo scopo del nostro cervello?

Quando faccio questa domanda nei corsi di formazione molti non perdono l’occasione di rispondermi: “per essere felici!”. In molti pensano che l’obiettivo dell’abitante del nostro cranio sia quello di farci vivere una vita piena di coniglietti, arcobaleni e margheritine. Ovviamente le cose non funzionano così! Il nostro cervello è un puro strumento di sopravvivenza. Il suo scopo è quello di farci sopravvivere alle avversità della vita … e quindi farci arrivare vivi a sera.

Ciò ovviamente non esclude che possiamo essere nella vita persone realizzate e felici. Ma lo scopo primario del cervello è quello di farci risolvere problemi e vicissitudini.

Lo stress è soltanto la reazione del nostro cervello quando ci attiviamo per risolvere problemi e criticità.

Quand’è che allora lo stress diventa negativo? Quando è troppo !(O in alcuni casi quando è troppo poco)

La vita di molti di noi è turbolenta e il nostro cervello è continuamente stimolato in un susseguirsi di situazioni e problematiche da risolvere. Succede in certi casi che chiediamo troppo a noi stessi. E’ come se consumassimo più risorse di quante non ne producessimo. Ovviamente le risorse degli individui non sono illimitate e prima o poi scleriamo andando incontro a quelle reazioni fisiologiche tipiche dello stress che evidenzieremo nei prossimi post.

Anche nel caso (più raro) di carenza di stress il cervello entra in sofferenza. Ebbene si. Il nostro cervello non sarà progettato per partecipare alle olimpiadi dello stress … ma sicuramente neanche per vivere nell’inedia! Stimolare troppo poco il nostro encefalo significa impigrirlo e renderlo meno reattivo … con tutte le conseguenze che ne conseguono!

Quand’è quindi che lo stress non è tossico?

Semplice, quando non è né troppo né troppo poco. E’ opportuno mantenerci all’interno di una finestra senza tirare né troppo ne troppo poco la corda. In altre parole, un po’ di stress fa bene alla salute.

Quando lo stress eccede la reazione iniziale sarà quella di stanchezza. Quella della fiacca sarà tuttavia solo una reazione iniziale. Dopo poche settimane avremo infatti la percezione di farcela senza problemi. Anche quando emergeranno alcuni sintomi dello stress saremo bravi ad ignorarli aspettando che passino. In altre parole ci sembrerà tutto nella norma. Lo stress è una sorta di percorso e quindi la fine del viaggio prima o poi arriva, con tutte le conseguenze annesse e connesse.

In questa fase, dopo aver riscontrato disturbi più o meno gravi riconducibili allo stress, emergerà la fatidica domanda da un milione di dollari: “perché proprio a me?” …

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