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Musica

Un secolo di Frank Sinatra: dieci cose da sapere

Il 12 dicembre avrebbe compiuto cent'anni. Biografia (ultra) sintetica di un mito

Tutti i nomi di una star

Quello di The Voice lo ha acquisito tra il 1943 e il 44, quando per ben 23 volte le sue canzoni sono entrate nella top ten delle classifiche americane. In quegli anni la sua voce è tra le più popolari anche alla radio e l'appellativo prestigioso è riconosciuto in tutto il mondo.

Ma Frank aveva anche altri appellativi, molto usati negli Stati Uniti, ma meno noti all'estero.

Così Sinatra era Ol'Blue Eye, vecchi occhi azzurri, o più maliziosamente Swoonatra, una creasi tra il cognome e il verbo to swoon, svenire, per l'effetto che aveva sulle sue ammiratrici, o, puntando il dito sul suo ruolo in ambito professionale, Chairman of the Board (of Show-Business), ovvero il Presidente del Consiglio di Amministrazione dello Spettacolo. 

Un uomo da record

... Era il 1980 quando si esibì allo stadio Maracanà di Rio de Janeiro. Fu un concerto talmente grandioso da entrare, appunto, nel libro dei record: mai prima di allora così tante persone erano accorse ad un concerto di un singolo cantante. Quella notte, stando alle stime ufficiali, il pubblico pagante era di 175mila persone.

Ma la sua storia inizia con un altro primato: fu Frank Sinatra il primo teen idol della storia. A conquistare per la prima volta i giovanissimi fu infatti un suo brano, I'll Never Smile Again per la Victor che raggiunge la prima posizione negli Stati Uniti per dodici settimane (e nel 1982 vince anche la Grammy Hall of Fame).

E poi, non poteva certo non porsi come grande innovatore. Nel passaggio dal 78 giri all'LP inciso con il microsolco, Sinatra assesta un altro colpo geniale al mercato con l'album Songs For Young Lovers. Aveva un diametro di 25 cm e conteneva otto brani, ma sopratutto è considerato il primo esempio di concept album, con una raccolta di brani legati da un tema comune.

Tutti i premi di un divo

Con 150 milioni di dischi venduti, è considerato tra i più prolifici artisti musicali, accanto a Chuck Berry, The Beatles, The Rolling Stones e Elvis Preslay.

Nella sua carriera si è aggiudicato due premi Oscar (rispettivamente come miglior attore non protagonista in Da qui all'eternità e una nomination in L'uomo dal braccio d'oro, oltre a un Oscar Onorario per The House I Live In), un Premio Umanitario Jean Hersholt e due Golden Globes (per Pal Joey).

In più ha ricevuto ventuno Grammy Awards, un Emmy Award, il Cecile B. DeMille Award, un Peabody, il Kennedy Center Honors nel 1983. Due anni dopo ricevette la Presidential Medal of freedom e nel 1997 gli Stati Uniti lo onorarono con la Congressional Gold Medal.

Sinatra, o meglio Swoonatra...

Si sposò quattro volte. La prima con Nancy Barbato. Con lei ha avuto tre figli, Nancy, Franc Jr e Tina. Il matrimonio terminò nel 1951 e solo nove giorni dopo il divorzio si sposò con Ava Gardner, con cui aveva una relazione già da un paio d'anni. Ma la loro unione, piuttosto burrascosa, abbe vita breve.

La terza moglie è stata l'attrice Mia Farrow, di trent'anni più giovane di lui, con un matrimonio brevissimo: circa un paio d'anni.. Infine, Sinatra sposò Barbara Blakely, ex moglie di Zeppo Marx con cui ebbe la relazione più lunga, dal 1976 fino alla morte.

Ma non mancarono certo i flirt. La cronaca rosa è stata impegnati anni e anni a raccontare le conquiste di The Voice: Lauren Bacall, Grace Kelly, Angie Dickinson e Victoria Principal. Si parlò anche di una relazione con Raffaella Carrà e delle avances a Virna Lisi

Forse non tutti sanno che non si è fatto mancare nemmeno Kate Moss. Durante la festa dopo lo show televisivo per i suoi 80 anni, la giovanissima Moss, all'epoca 21enne e accompagnata dal fidanzato Johnny Depp, si è trovata a tu per tu con il mito. E lo ha raccontato così: "Stavo seduta a fumare una sigaretta e sono rimasta sorpresa nel notare che lui mi stava fissando. A quel punto, improvvisamente, mi sono ritrovata circondata dalle sue guardie del corpo che impedivano al mio fidanzato di raggiungermi dove mi trovavo. Nel frattempo Frank Sinatra si era avvicinato a me. Ero così imbarazzata che a stento mi è venuto in mente di fargli gli auguri di buon compleanno. Lui non ha detto una parola, ma mi ha stretto tra le sue braccia e mi ha baciato sulle labbra. Per un attimo mi sono persa nei suoi occhi blu. Che dire? È stato il miglior bacio della mia vita"

Il sogno irrealizzato

... il suo sogno non si realizzò mai. Il personaggio inquestione è Mina, che lui inseguì a lungo, ma invano. Aveva immaginato di esibirsi con lei in occasione di un tour che avrebbe segnato il suo ritiro dalle scene, per poi lasciare a lei il testimone dei suoi successi.

Mina fece una tournée negli Stati Uniti, e rimase profondamente impressionata della grandezza di quella macchina dello spettacolo e del relativo business, tanto che le cronache raccontano di un suo lungo malessere al ritorno in Italia. Sembra che Joe Adonis sia andato per conto di Sinatra a Milano con un contratto pronto da consegnare al padre di Mina, allora manager della figlia, ma avendola trovata malata preferì tornare negli Usa. E il desiderio di Frank rimase solo un sogno.

The Voice e l'impegno civile

Tra la fine degli anni 50 e i 60, Sinatra lavorava molto a Las Vegas e proprio in quel periodo nacque il Rat Pack, un gruppo di amici che erano anche personaggi famosi dello spettacolo:oltre a Sinatra, facevano parte del gruppo Dean Martin (il miglior amico di Frank), Sammy Davis Jr, Peter Lawford e Joey Bishop a cui, saltuariamente, si univa anche l'attrice Shirley MacLaine. Il Rat Pack divenne celebre grazie al film Colpo Grosso (Ocean's eleven), di cui verrà girato un remake nel 2001.

Proprio loro ebbero un ruolo importante nella lotta alla segregazione razziale, almeno negli alberghi e nei casinò del Nevada. Il gesto era semplice: evitare tutti quei luoghi in cui Sammy Davis Jr non era gradito in quanto nero. Ma l'effetto, vista la portata della loro fama, alquanto efficace: molti locali adottarono misure di tolleranza pur di avere ospiti di tale calibro.

Duetti da capogiro

A ricordarlo come memorabile è la storia della musica insieme all'incredibile successo di pubblico: il duetto con Bono Vox degli U2. Nel 1993 infatti si esibiscono nella canzone di Cole Porter I've got you under my skin, registrata da Frank Sinatra per la prima volta nel 1946.

Con Aretha Franklin incide What now my love nel 1994 e segna un altro grandissimo successo, insieme a due album di duetti con star internazionali per la Capitol Records. In quei dischi, che hanno venduto milioni di copie, canta con Barbara Streisand, Stevie Wonder, Tony Bennett tra gli altri.

Frank Sinatra Jr

Il nome sembra raccontare già tutta la sua storia: Frank Sinatra Jr. Il figlio di The Voice, musicista eccellente e grande sostenitore del padre, lo accompagnò in tutte le esibizioni. Nel 1988 l'orchestra di Sinatra, fino ad allora diretta da Bill Miller, venne affidata a lui che conosceva a memoria tutte le canzoni di papà. Un perfetto suggeritore di parole e nomi di compositori, arrangiatori e musicisti da citare sul palco, utilissimo per Sinatra senior, che da tempo aveva problemi di memoria. Si deve al figlio la lunga carriera live del padre, che ha potuto calcare le scene sino a 80 anni.

Un gran finale

Il funerale fu trasmesso da quasi 100 canali televisivi in tutto il mondo, preceduti da speciali che hanno ripercorso le incredibili vicende di Ol Blue Eyes. Nella notte tra il 14 e il 15 maggio tutte le luci di Las Vegas si spensero, per la prima e unica volta. Mentre a New York l'Empire State Building si illuminò di blu in onore ai suoi mitici occhi.

Fu sepolto a fianco dei suoi genitori nel piccolo cimitero di Cathedral City, sotto una semplice lapide rettangolare di pietra, sulla quale è inciso "The best is yet to come" (Il meglio deve ancora venire), titolo di uno dei suoi maggiori successi.

Un omaggio molto speciale

Grande estimatore e ammiratore di Frank Sinatra è anche Bob Dylan, che ha registrato il suo ultimo album proprio in onore di un suo mito: Shadows In The Night, uscito all'inizio del 2015, è una raccolta di dieci cover di celebri canzoni di Sinatra del periodo tra il 1942 e il 1963. Un esperimento eccezionale, da ascoltare.

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