La corsa alle assicurazioni viaggio è partita: di fronte a voli cancellati o a rischio, sempre più passeggeri cercano una rete di protezione per sentirsi al sicuro. Ma siamo certi che una polizza sia davvero la risposta più efficace? Proprio mentre si avvicina la stagione estiva, con il boom del prezzo dei carburanti causa guerra e la paura di sempre più voli cancellati, si sta diffondendo la convinzione che basti un’assicurazione viaggio per mettersi al riparo da ogni imprevisto. Non è così, avverte Confconsumatori. Una polizza funziona solo se è costruita su misura e davvero coerente con i rischi da coprire; altrimenti rischia di trasformarsi in un costo inutile più che in una garanzia. Prima di cliccare su “aggiungi polizza” quando si compra un volo, vale la pena fermarsi un attimo e chiedersi: sto acquistando una protezione reale o sto pagando per qualcosa che, in parte, è già previsto dalla legge?
Cancellazione voli: cosa succede davvero e cosa prevede la legge
Il primo punto da chiarire è che i passeggeri non sono privi di tutele. In molti casi sono già protetti, senza bisogno di alcuna polizza aggiuntiva. C’è il Regolamento (CE) 261/2004, una normativa europea che stabilisce diritti precisi in caso di cancellazione del volo, anche quando dovuta a circostanze eccezionali come crisi energetiche o problemi legati al carburante. Nel concreto, se un volo viene cancellato, la compagnia aerea è obbligata a offrire il rimborso del biglietto oppure un volo alternativo e assistenza in aeroporto (pasti, bevande, hotel se necessario). Questo vale anche quando la cancellazione non dipende direttamente dalla compagnia. E c’è un aspetto spesso ignorato: il rimborso del biglietto spetta sempre, anche se la cancellazione avviene con largo anticipo (oltre due settimane). A cambiare, eventualmente, è solo il diritto alla compensazione economica aggiuntiva. Inoltre, nel caso dei pacchetti turistici, entra in gioco anche il Codice del Turismo: se si verificano circostanze straordinarie nella destinazione, il viaggiatore può annullare senza penali e ottenere il rimborso integrale.
Assicurazione viaggio: perché può essere un’illusione
È proprio qui che nasce il rischio segnalato da Confconsumatori: molti viaggiatori acquistano una polizza pensando di coprire eventi che in realtà sono già garantiti dalla legge. Il problema non è l’assicurazione in sé, che resta uno strumento utile in molti casi, ma il modo in cui viene scelta. Spesso la polizza proposta al momento dell’acquisto del volo viene selezionata automaticamente, senza leggere le condizioni contrattuali. E qui emergono le criticità. Non tutte le assicurazioni coprono qualsiasi tipo di cancellazione. Se, ad esempio, la polizza non include esplicitamente eventi come crisi energetiche o carenza di carburante, il rischio è che al momento del bisogno la richiesta di rimborso venga respinta. Il risultato è quello che le associazioni dei consumatori definiscono una “doppia beffa”: si paga una polizza e si scopre che non serve.
E in più c’è la questione franchigie, cioè le quote di costo che restano a carico del passeggero. In questi casi, anche quando la copertura esiste, il rimborso potrebbe non essere completo. Anche in questo caso è fondamentale leggere attentamente le condizioni contrattuali prima di cliccare “compro”.
Quando conviene davvero fare un’assicurazione viaggio
Dire che l’assicurazione è inutile sarebbe sbagliato. Ma è fondamentale capire quando ha senso. Una polizza diventa davvero utile quando copre danni ulteriori rispetto a quelli già previsti dalla legge. Ad esempio: spese mediche all’estero; smarrimento o danneggiamento del bagaglio; responsabilità civile e annullamento del viaggio per motivi personali. Anche le coperture per i disagi indiretti da cancellazione possono avere un senso, ma solo se chiaramente incluse nel contratto.
Come scegliere una polizza voli: cosa controllare davvero
Per evitare sorprese, la regola è una sola: leggere (davvero) il contratto di assicurazione. Ci sono alcuni elementi decisivi da verificare prima di acquistare: quali eventi sono coperti (e quali esclusi); se sono incluse cancellazioni per cause straordinarie; l’eventuale presenza di franchigie; i limiti massimi di rimborso e le condizioni per ottenere l’indennizzo. È importante anche considerare fattori come la destinazione, la durata del viaggio e il numero di persone coinvolte, perché incidono sia sul costo sia sull’utilità della polizza. Il consiglio di Confconsumatori sta proprio in questo: per proteggersi non serve sempre aggiungere costi, ma informarsi bene su quello che acquistiamo per proteggerci e conoscere i propri diritti.
