Ci sono luoghi in Italia dove il confine tra storia e leggenda sembra dissolversi, dove gigantesche creature di pietra emergono dalla vegetazione, antichi monasteri custodiscono migliaia di ossa umane e il ricordo di streghe, alchimisti e misteriosi rituali continua ad alimentare racconti tramandati da secoli. Luoghi che non hanno bisogno di scenografie cinematografiche o fantasmi inventati per evocare atmosfere inquietanti, perché il loro fascino nasce da una realtà spesso più sorprendente della fantasia, fatta di simboli enigmatici, credenze popolari e testimonianze di un passato in cui il rapporto con la morte era profondamente diverso da quello contemporaneo. Halloween 2026 diventa così l’occasione per scoprire cinque destinazioni italiane fuori dal comune, attraversando giardini rinascimentali, città legate alla leggenda delle streghe, cappelle barocche e catacombe nelle quali il tempo sembra essersi fermato, per un viaggio che unisce il brivido della scoperta alla bellezza, talvolta perturbante, del nostro patrimonio storico e culturale.
Il Bosco Sacro di Bomarzo
Più noto come Parco dei Mostri, è un luogo unico nel suo genere. Si trova nel cuore della Tuscia, in provincia di Viterbo, a un tiro di schioppo da Roma. È un giardino incantato in cui, tra la fitta vegetazione, emergono gigantesche figure mostruose scolpite direttamente nelle rocce che punteggiano il territorio. Tra le sculture più impressionanti spiccano la Bocca dell’Inferno, il Drago, la Tartaruga e l’Elefante da battaglia. Questo singolare insieme di opere dal forte valore simbolico fu realizzato nel XVI secolo per volontà del principe Vicino Orsini, probabilmente in memoria della moglie defunta. Le bizzarre sculture alludono forse a un itinerario iniziatico, e da secoli sfidano l’interpretazione del visitatore. Riscoperto a metà del Novecento dopo un lungo periodo di abbandono, da allora il parco è aperto al pubblico. E ancora oggi conserva intatta la sua atmosfera, perfetta per una gita di Halloween all’insegna di arcane suggestioni.
La Cripta dei Cappuccini di Via Veneto a Roma
Nel cuore della mitica strada della Dolce Vita sorge uno dei luoghi più sinistri della Capitale. Parte del complesso conventuale della Chiesa di Santa Maria della Concezione, fondato nella prima metà del XVII secolo, la Cripta dei Cappuccini offre uno «spettacolo» sconcertante: gli ambienti che la compongono sono letteralmente tappezzati di ossa umane. Si tratta dei resti mortali dei monaci che hanno abitato il convento dal XVII al XIX secolo; le pareti ne sono interamente rivestite. Tibie, teschi e rotule formano un insieme fantasmagorico e straniante, voluto dai monaci come memento mori. Non a caso, nell’ultima sala campeggia una eloquente iscrizione: «Quello che voi siete, noi eravamo; quello che noi siamo, voi sarete». Un invito a riflettere sulla caducità della vita terrena, un tema ricorrente in epoca barocca, quando l’atteggiamento verso la morte era molto distante da quello che caratterizza il mondo contemporaneo. Insomma, un luogo lontano anni luce dalla mondanità che si respira all’esterno. E una meta perfetta per Halloween, versione moderna e americanizzata dell’antico Samhain, capodanno celtico che segnava il confine tra i vivi e i morti.
Benevento, la città delle streghe
Halloween è l’occasione ideale per riscoprire il capoluogo sannita. Da sempre associato, nell’immaginario collettivo, alle Janare, ovvero le famigerate streghe di Benevento. Inquietanti megere che, nelle notti di luna piena, si riunivano intorno a un albero di noce. Secondo la tradizione, alla fine l’albero sarebbe stato tagliato per volontà di San Barbato, l’Apostolo del Sannio. Ancora oggi in città è vivo il folklore legato a quell’immaginario: basti pensare al celebre liquore, da cui trae origine il Premio Strega per la narrativa. In pieno centro, ospitato all’interno del palazzo Paolo V, si trova il Museo Jana, dedicato alla storia e alle tradizioni legate alle streghe di Benevento.
I sotterranei della Cappella Sansevero a Napoli
Ubicata nel cuore di Napoli, la settecentesca Cappella Sansevero è celebre per la virtuosistica scultura del Cristo Velato. Ma all’interno del complesso monumentale c’è dell’altro. Nei sotterranei si trovano, infatti, due impressionanti «macchine anatomiche», manichini che riproducono fedelmente il sistema venoso e arterioso del corpo umano. La Cappella fu commissionata dal principe di Sansevero, Raimondo De Sangro, come mausoleo di famiglia. Secondo la leggenda il principe, noto alchimista ed esoterista, avrebbe scoperto il segreto per conservare intatti i tessuti del corpo umano. Si narra che le due macchine anatomiche siano in realtà i corpi di un uomo e di una donna, due servi fatti uccidere per una lieve colpa. Ancora oggi le due «mummie» sono conservate in una teca e stupiscono i visitatori per il loro macabro realismo. Altro che zucche di Halloween…
Le Catacombe dei Cappuccini a Palermo
Questo famoso cimitero fa parte del Convento dei Cappuccini, costruito nel 1621; si trova a circa due chilometri dal cuore monumentale della città, rappresentato da Palazzo dei Normanni e dalla Cattedrale. È lo storico luogo di sepoltura dei monaci e delle principali famiglie della nobiltà palermitana. Nei corridoi dell’ipogeo sono esposti circa 8000 corpi, vestiti con il saio o con abiti borghesi. Gli angusti ambienti sono affollati dei resti di persone di ogni età, in un silenzio irreale degno di un noir anni ‘70. Lo «spettacolo» d’insieme, costituito da una selva di scheletri e di corpi mummificati appesi al soffitto o chiusi nelle teche, è davvero impressionante. E ne fa il luogo ideale per trascorrere un Halloween veramente da brividi.
