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Airbnb, nuova commissione unica al 15,5%: cosa cambia per host e turisti dal 13 ottobre

Airbnb, nuova commissione unica al 15,5%: cosa cambia per host e turisti dal 13 ottobre
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Addio alle commissioni divise tra proprietari e ospiti. Ecco come si modificano i guadagni di chi affitta e quanto aumenteranno i prezzi per chi prenota

Da oggi, 13 ottobre 2026, cambia il modo in cui Airbnb incassa. La novità, annunciata a luglio, arriva anche per chi affitta nello Spazio economico europeo e in Svizzera: addio ai costi divisi tra proprietario e ospite, resta una sola commissione del 15,5% a carico dell’host. La piattaforma parla di prezzi più chiari per chi prenota. Per i proprietari bisogna rifare i conti e per i turisti l’effetto finale è ancora da capire.

Commissione Airbnb al 15,5%: come funzionava prima e come funziona ora

Fino a ieri i costi si dividevano tra host e ospite. Il proprietario fissava 100 euro a notte, Airbnb aggiungeva la quota a carico di chi prenotava e sullo schermo del turista comparivano circa 115 euro. All’host, dopo la sua commissione, arrivavano 97 euro. Da oggi paga tutto il proprietario: Airbnb trattiene il 15,5% e il prezzo impostato è quello che vede il turista, senza aggiunte. Per continuare a incassare 97 euro, il proprietario deve quindi indicare circa 115 euro. Il turista, quindi, si ritrova più o meno la stessa cifra di prima: cambia solo chi la paga. Ecco che cosa significa in concreto per i proprietari.

Affitti brevi: cosa cambia per i proprietari e come non perdere guadagni

Il rischio è lasciare il listino com’è. Se un proprietario mette in affitto la sua casa a 100 euro a notte come cambiano le cose?

Prima. Il proprietario imposta 100 euro. Airbnb aggiunge la sua quota a carico dell’ospite, che vede e paga circa 115 euro. Al proprietario arrivano 97 euro.

Da oggi, se non cambia il prezzo. Il proprietario lascia 100 euro. Ora però non c’è nessuna aggiunta: il turista paga 100 euro, ma Airbnb trattiene il 15,5% e al proprietario restano 84,50 euro. Sono circa 12,50 euro in meno a notte rispetto a prima, cioè il 13% in meno.

Da oggi, se alza il prezzo. Il proprietario passa a 115 euro. Il turista paga 115 euro, quanto pagava già, e al proprietario tornano circa 97 euro.

In pratica, chi non tocca il prezzo fa sembrare la casa più economica agli occhi dei turisti, ma ci rimette di tasca propria. Chi lo alza di circa 15 euro mantiene il guadagno di prima, e il turista paga più o meno la stessa cifra. Su 20.000 euro di prenotazioni l’anno ai prezzi attuali, la commissione salirebbe da 600 a 3.100 euro, prima dell’IVA. Per ritoccare le tariffe Airbnb offre uno strumento che modifica insieme i prezzi di tutti gli annunci.Le prenotazioni già confermate non cambiano, perché valgono le condizioni in vigore al momento della prenotazione.

IVA al 22% sulle commissioni Airbnb: quanto pesa davvero

In Italia il servizio di Airbnb è soggetto a IVA al 22%, ma l’imposta si calcola solo sulla commissione, non sul totale del soggiorno. Significa circa il 3,4% in più: il peso teorico della commissione passa così dal 15,5% a circa il 18,9% della somma su cui viene calcolata. Chi non ha la partita IVA non può recuperarla, quindi per lui è un costo a tutti gli effetti. Attenzione, perché i 115 euro dell’esempio non includono l’IVA: con l’imposta, per mantenere lo stesso incasso serve un prezzo un po’ più alto. Lo strumento di Airbnb la considera in automatico, salvo per gli host registrati ai fini IVA che la gestiscono per conto proprio.

Prezzi più alti per i turisti? Dipende dai proprietari

La commissione unica non fa scattare un rincaro automatico. Quanto pagherà chi prenota dipenderà dalle scelte di ogni proprietario: c’è chi aggiornerà il listino, chi assorbirà una parte del costo accettando di guadagnare meno. Peseranno anche la concorrenza e la domanda. Il mercato è enorme. Secondo Federalberghi, ad agosto 2026 gli annunci italiani su Airbnb erano 571.982, il 7,2% in più rispetto a un anno prima. Roma è in testa con 37.387 annunci, poi seguono Milano (26.610) e Firenze (13.902). Per chi viaggia conviene ora confrontare i prezzi finali, che da oggi sono quelli che si vedono subito. Per i proprietari, rifare i calcoli prima di scoprire a fine mese che la casa rende meno.

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